Un pò di me e di voi

Ho superato di parecchio gli 'anta e risalgo a quella epoca gloriosa che a tutti gli anziani sembra essere irripetibile. E' stata l'epoca del benessere economico italiano, del lavoro, fondamento di questo nostro paese, ma anche di piccole cose che sono ormai scomparse: i dischi in vinile, le cabine telefoniche, il gettone, il servizio di leva, i disegni tecnici con carta e china, le calcolatrici a logica polacca inversa, i regoli calcolatori, la guerra fredda, la Lira e i soldatini.

Correvano i meravigliosi anni ’70, quando i miei genitori mi regalarono la mia prima piccola scatola di soldatini d’Italia della Atlantic. Quanta nostalgia, li ricordo come fosse ieri. Ho vissuto con tristezza la loro scomparsa dal mercato, lo stesso dolore si è rinnovato non poco tempo fa con l'oblio della TbLine, creata da una grande persona, con grandi progetti che ho avuto l'onore di conoscere e di leggere anche su questo blog. Quando pò più grandicello entrai in un club locale, ho avuto l'occasione di apprendere le meravigliose tecniche del modellismo: la pittura a pennello, l'aerografo, l'autocostruzione ed anche la complessa vita da club. Sono uscito da questa esperienza molti anni dopo, prima di partire per il servizio militare, allora decisi di aver vissuto abbastanza intensamente l'ambiente dei concorsi e del modellismo statico. Più tardi, in avanzata maturità, ho avuto occasione di avvicinarmi al wargame ed al collezionismo dei soldatini di piombo dipinti e devo ciò alla fortuna di aver conosciuto un mio grande amico: Stefano, con cui condivido la passione per la storia, per le escursioni e non solo quelle gastronomiche. Questo blog è solo una piccola parte di me, quella nascosta, il mio libro dei ricordi, di idee che forse mai realizzerò ed un piccolo contributo per questo meraviglioso hobby che mi accompagna ancora nelle rare occasioni di tempo libero che mi rimangono tra la famiglia, gli amici e la professione di ingegnere.

Alessandro, alias "Callaghan".

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mercoledì 21 novembre 2007

Soldatini, cocchi, dadi e...pannacotta

Una sera prima di partire per una partita con il buon amico Stefano, mi è capitato di ritrovare in una cassapanca dei vecchi libri di scuola di letteratura latina: alla ricerca di non so quale nuova tattica da applicare, mi fermai a leggere un vecchio passo di Tito Livio relativo ad una lontana battaglia che nella storia si svolse a Sentino, località tra Ancona e Perugia e che vide a confronto le schiere delle legioni romane ed alleate e quelle dei Celti, Sanniti, Etruschi e della coalizione italica:

"..Per due volte costrinsero la cavalleria gallica a indietreggiare; la seconda si spinsero più avanti, mentre stavano già combattendo in mezzo alle schiere di fanti, e rimasero sconcertati da un tipo di battaglia mai vista prima: arrivarono nemici armati in piedi su cocchi e carri, con un grande frastuono di ruote e cavalli che terrorizzò i cavalli dei Romani non abituati a quel rumore. Così la cavalleria romana, che aveva già la vittoria in pugno, venne dispersa dal panico, con cavalli e uomini che rovinavano a terra in una fuga precipitosa."

Ad Urbe Condita Libro X/28 - Tito Livio

Più tardi gli eserciti erano schierati, la battaglia si svolse su un tavolino verde e le schiere erano composte da soldatini di piombo. Lo scontro poteva essere quella di Sentino: durante il gioco sembrava di rivedere quei passi e rivivere quei lontani momenti, le schiere, i carri, le avanzate, le mischie, di cui il testo riportava. Certo quella volta non era un gioco...e questa volta una storia ben diversa avrebbero dovuto scrivere:

"
Così i carri celti, che avevano già la vittoria in pugno, vennero dispersi dal panico, con cavalli e uomini che rovinavano a terra in una fuga precipitosa... i due generali dopo la battaglia banchettarono con pannacotta."
La battaglia era persa,
le gesta dei Galli dipesero più dal lancio di "dadi" che non da quello dei "cocchi", i libri rimasero nella cassapanca e la pannacotta ebbe vera gloria.

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