Un pò di me

Diciamo subito che ho superato di parecchio gli 'anta. Risalgo all'epoca gloriosa ed ormai superata dei: dischi in vinile, delle cabine telefoniche, del gettone, del servizio di leva, dei disegni tecnici con carta e china, delle calcolatrici a logica polacca inversa, dei regoli calcolatori, della guerra fredda e della Lira.

Correvano i meravigliosi anni ’70, quando i miei genitori mi regalarono la mia prima piccola scatola di soldatini d’Italia della Atlantic, nel negozio sotto casa. Li ricordo ancora bene come fosse ieri : allineati in fantasiose battaglie sul pavimento della mia cameretta, in tasca nei primi giochi di infanzia e abbandonati con l'adolescenza. Ho vissuto con tristezza la scomparsa dal mercato di quella prestigiosa azienda italiana, così come anni fa per quella della TbLine, creata da una grande persona. Un pò più grandicello entrai in un club locale, dove ho avuto l'occasione di apprendere le meravigliose tecniche dell'arte del modellismo: la pittura e l'autocostruzione. Uscii da quella esperienza molti anni dopo, avendo vissuto intensamente il particolare ambiente dei concorsi di modellismo statico. Solo molto più tardi negli anni, in avanzata maturità, ebbi occasione di avvicinarmi a qualcosa di simile e tuttavia diverso: i giochi da tavolo, il wargame ed il collezionismo dei soldatini di piombo dipinti. Devo ciò alla pazienza di un grande amico, con cui condivido anche la passione per la storia e per le escursioni, spesso quelle gastronomiche, ma non solo. Sono passati diversi anni dai primi soldatini che ho ricevuto in regalo. Vivo ora in un mondo per certi versi più semplice e tuttavia più complesso, forse freddo, sicuramente frenetico, fatto di: computer, internet, globalità mediatica, amicizie virtuali, cellulari, mp3, euro e questo meraviglioso hobby, mi accompagna ancora con entusiasmo, nelle rare occasioni di tempo libero che mi rimangono tra la famiglia, gli amici e la professione di ingegnere.

Alessandro, alias "Callaghan".

Amici

domenica 29 dicembre 2013

METEO! - Wacht am Rhein (Bozza)

Nella pagina principale del blog sulla fascia sinistra o ancor più semplicemente in questo link, trovate la bozza della nuova scheda "METEO! - Wacht am Rhein" che ho creato per essere liberamente scaricabile nel formato editabile. Riporta semplici regolette condizionali sugli effetti meteo nella battaglia delle Ardenne, abbinabili a qualunque regolamento. Essendo questa una bozza sono gradite critiche feroci e costruttive.

venerdì 27 dicembre 2013

Il problema metereologico nella Battaglia delle Ardenne - 1944/1945

Una interessante relazione declassificata dell'esercito degli Stati Uniti descrive lo studio degli effetti del tempo atmosferico sulla battaglia delle Ardenne: è possibile scaricarla dal sito www.dtic.mil: (1)

Si tratta di un documento veramente interessante ai fini del progettino wargame di Wacht am Rhein, da cui ho preso spunto : illustra gli effetti del (mal)-tempo sul campo di battaglia e evidenzia come essi non si distribuirono equamente tra i due contendenti, ma sono stati un fattore influente nella riuscita dell' azione, svolta sul difficile territorio delle Ardenne.

(1) Weather Effects during the Battle of the Bulge and the Normandy Invasion
di Kays, Marvin D.

giovedì 26 dicembre 2013

Effetto neve

Cari lettori,
Buone Feste a Tutti! 

Finalmente è arrivato il Natale: quanto l'ho atteso, con un pizzico di emozione e tanta nostalgia!
Riconosco che questi giorni di festa mi hanno rimesso in forze: sia dal punto di vista culinario sia dell'umore, ho la sensazione che il nuovo anno sarà certamente stupendo e produttivo dal punto di vista artistico. Riprendo così dal punto in cui ci eravamo lasciati qualche mese fa, ricordate? Stavo cercando di testurizzare le basette a riprodurre i terreni imbiancati delle foreste delle Ardenne.
Regola numero uno: progettare prima di iniziare. Avendo come base questo fondamento ho ben sfruttato le mie giornate libere con lo studio della realizzazione di terreni innevati in scala. Ho riscoperto mediante internet e libri di modellismo molte tecniche simpatiche ed interessanti adatte alla simulazione della neve. Utilizzerò  prodotti poveri poco costosi quali la colla vinilica, la farina di polenta, i fondi di caffè, il bicarbonato ed ovviamente colori acrilici e erbette in fibra. Un secondo problema che ho risolto è stato quello del "soggetto". Il soggetto è utile per definire i dettagli, ma dove lo trovavo? Certamente dalle foto d'epoca. Quelle che riguardano la battaglia delle Ardenne sono disponibili in abbondanza su internet, ma sono quasi tutte in bicromia. Mi servivano dei riferimenti a colori, per il paesaggio: qualcosa insomma da cui copiare in modo semplice. Ugo, un amico modellista diceva sempre: "la realtà è il soggetto, ma va ridotta in scala, così come il colore". Memore di queste parole, la fotografia ed i software mi sono venuti in soccorso: ho preso in mano alcune vecchie foto, scattate durante le vacanze invernali e le ho utilizzate con un programma di fotoritocco (tiltshiftmaker) . Ho così trasformato paesaggi reali, nei soggetti in miniatura che mi servivano. Il risultato è stato molto interessante per il progetto, ecco qui alcuni esempi esplicativi:

Foto 1: Strade e steccati

Foto 2: Rive di fiumi

Foto 3: Passaggi ferroviari

Foto 4: Foreste
Ora basterà ritrarre o copiare no?
A presto.

giovedì 31 ottobre 2013

Prime schede per "Wacht am Rhein"

Nella pagina iniziale di questo blog, sul lato sinistro in alto, potete scaricare liberamente le prime schede del progetto "Wacht Am Rhein" che permetterà di giocare gli scontri della battaglia delle ardenne, anche in solitario, con un motore di gioco dedicato ed in costruzione. La revisione dei primi documenti è per ora la 0.0 in bozza. In queste prime schede trovate raccolte alcune informazioni in formato tabella, in particolare gli organici storici di due plotoni tra i più famosi, uno americano (della famosa 101-esima paracadutisti) ed uno tedesco (della Panzer Lehr-granatieri corazzati). Tali unità si scontrarono a Bastogne nel 1944 e sono stati soggetti di molti film che molto hanno influito su di me nel ideare questa pazzia. Sul blog di volta in volta troverete in finale nuove schede, arricchite o ampliate e spero impreziosite dei vostri suggerimenti. I documenti per ora si scaricano cliccando sulle immagini simbolo della 101 e Lehr in alto a destra del blog, in futuro ci sarà una pagina dedicata.
Buona lettura!
Callaghan

domenica 27 ottobre 2013

Organigramma di un plotone di fanteria americana

L'unità base di una divisione di fanteria è il plotone di fucilieri, nei primi momenti della battaglia delle Ardenne le divisioni di fanteria americane furono le prime a sostenere l'assalto tedesco e questi plotoni possono essere così riprodotti.

Plotone di fucilieri (divisione di fanteria americana)

Platoon HQ (1 Officer, 4 men)
Basetta 3x1,5cm con  ufficiale armato di carabina M1;
Basetta 3x1,5cm con sergente armato di M1903A4 Springfield con binocolo;
Basetta 3x3cm con sergente, operatore radio e staffetta armati di fucile M1 Garand e n°1 Bazooka;

Squad (each comprised of 12 men)
Basetta 3x1,5 cm con sergente armato di fucile M1 Garand;
Basetta 3x3 cm con 2 soldati ed una MG Browning;
Baseta 3x3 cm con 3 soldati armati di fucile M1 Garand;
Baseta 3x3 cm con 3 soldati armati di fucile M1 Garand;
Baseta 3x3 cm con 3 soldati armati di fucile M1 Garand;


Squad (each comprised of 12 men)
Basetta 3x1,5 cm con sergente armato di fucile M1 Garand;
Basetta 3x3 cm con 2 soldati ed una MG Browning;
Baseta 3x3 cm con 3 soldati armati di fucile M1 Garand;
Baseta 3x3 cm con 3 soldati armati di fucile M1 Garand;
Baseta 3x3 cm con 3 soldati armati di fucile M1 Garand;
Squad (each comprised of 12 men)
Basetta 3x1,5 cm con sergente armato di fucile M1 Garand;
Basetta 3x3 cm con 2 soldati ed una MG Browning;
Baseta 3x3 cm con 3 soldati armati di fucile M1 Garand;
Baseta 3x3 cm con 3 soldati armati di fucile M1 Garand;
Baseta 3x3 cm con 3 soldati armati di fucile M1 Garand;

Una nota  a margine merita il fucile M1 Garand adottato dagli Stati Uniti quale arma standard o di ordinanza per i suoi fucilieri. L'M1 Garand era un' arma semiautomatica,  molto avanzata per l'epoca in quanto permetteva di sparare in rapida sucessione gli 8 colpi del caricatore senza  manovre manuali di espulsione del bossolo e di ricarica, tipiche invece dei fucili "bolt action"  (quali ad esempio il tedesco kar98). Il fucile infatti aveva un dispositivo per il recupero del gas di sparo che serviva a riarmare l'otturatore e ricaricare l'arma. L'M1 permetteva quindi un gran vantaggio al fuciliere americano rispetto a quello tedesco, spesso armato di kar98.

Il Garand fu quindi un'arma innovativa che poteva fare la differenza sul campo di battaglia, specie perché in dotazione alla maggioranza delle truppe americane.

mercoledì 23 ottobre 2013

Organigramma di un plotone di Panzergrenadier della Panzer Lehr

Ecco di seguito l'organigramma del plotone Panzergrenadier. Rimandando all'ottimo sito di bayonetstrength la parte storica e di "fureria", l'elenco delle basi che sto realizzando per Wacht am Rhein risulta la seguente (in scala 10mm):

Plotone di granatieri corazzati (Panzergrenadier)
Platoon HQ (1 Officer or NCO, 6 men)
basetta 3x4 cm : cingolato SdKfz 251/1 (o SdKfz 251/10) con 2 miniature di equipaggio;
basetta 3x1,5 cm con miniatura di ufficiale armato di MP40;
basetta 3x3 cm con 3 miniature di fucilieri armati di Kar98;
basetta 3x1,5 cm con miniatura di aiutante armato di MP44 oppure con Panzerschreck;

1 Rifle Squads (comprised of 10 men)
basetta 3x4 cm : cingolato SdKfz 251/1 con 2 miniature di equipaggio;
basetta 3x1,5 con una miniatura di caposquadra armato di MP40;
basetta 3x3 cm  2 miniature con MG42 o MG34;
basetta 3x3 cm  2 miniature con MG42 o MG34; 
basetta 3x3 cm con 3 miniature di fucilieri armati di Kar98;

2 Rifle Squads (comprised of 10 men)
basetta 3x4 cm : cingolato SdKfz 251/1 con 2 miniature di equipaggio;
basetta 3x1,5 con una miniatura di caposquadra armato di MP40;
basetta 3x3 cm  2 miniature con MG42 o MG34;
basetta 3x3 cm  2 miniature con MG42 o MG34; 
basetta 3x3 cm con 3 miniature di fucilieri armati di Kar98;

3 Rifle Squads (comprised of 10 men)
basetta 3x4 cm : cingolato SdKfz 251/1 con 2 miniature di equipaggio;
basetta 3x1,5 con una miniatura di caposquadra armato di MP40;
basetta 3x3 cm  2 miniature con MG42 o MG34;
basetta 3x3 cm  2 miniature con MG42 o MG34; 
basetta 3x3 cm con 3 miniature di fucilieri armati di Kar98;

Per la divisione panzer Lehr la situazione sopra è lo standard. L'abbinamento con qualche carro di supporto potrà essere notevole e decisivo. L'imbasettamento utilizza il classico 3x3cm di Crossfire, riuutilizzabile per qualsiasi regolamento o altra scala (per esempio compagnie). La cosa interessante dal mio punto di vista è che anche in questo caso il numero di miniature corrisponde a quelle reali del plotone storico: non c'è alcun effetto scala, la cosa certamento appaga dal punto di vista dell'osservatore essendo un 1:1. permetterà di muovere la squadra stessa per gruppi funzionali (ad esempio appogggio di copertura delle MG per fucilieri etc ect). Il numero di miniature necessario è basso: è ad esempio lo stesso previsto dal regolamento Flames of War per il corrispettivo plotone (con altro imbasettamento però!).

martedì 22 ottobre 2013

Organigramma di un plotone della "centounesima"

Ci eravamo lasciati con l'ultimo post di Wacht Am Rhein alcuni mesi fa: allegherò più avanti alcune foto dell'imbasettamento. Ho deciso che la cosa che più mi interessa dal punto di vista ludico è il livello intermedio tra il medio tattico e lo skyrmisch. Una delle cose che più mi affascina della battaglia delle Ardenne è infatti lo scontro tra piccole unità per un determinato obiettivo immerso nella foresta innevata, ma senza scomodare le regole skyrmisch . Il livello di riferimento per il gioco è quindi il plotone. Vediamo per esempio un plotone tipo che sto realizzando relativo ad una delle compagnie più note della 101a divisione paracadutisti americana: la "Easy". L'organigramma storico di partenza, tratto dall'ottimo studio di "bayonetstrength" è il seguente che riporto.

Three Rifle Platoons, each comprised of:

Platoon HQ (2 Officers, 5 men)
Mortar Squad (6 men)
Three Rifle Squads, each comprised of 12 men.

Ciascun plotone era storicamente composto da tre squadre di fucilieri paracadutisti, di 12 soldati, da una squadra mortai da 60 mm, con sei soldati ed un mortaio e da un comando di plotone composto da 2 ufficiali e 5 soldati.
Ciascun fuciliere della squadra era armato di carabina M1, il fucile standard americano. Sia il mitragliere con la sua M19191 che il suo assistente, di ciascuna squadra erano armati di fucile M1.
Il quartier generale di plotone era composto da due ufficiali, entrambi armati di carabina come anche i sottufficiali ed i soldati di supporto, tra questi vi era un fuciliere esperto armato di fucile di precisione M1C inoltre il plotone aveva la disponibilità di un Bazooka.

Tale organigramma calato in Wacht am Rhein sarà il seguente:

Plotone fucilieri paracadutisti
HQ di plotone (2 Officers, 5 men)
basetta 3x3 cm con due miniature di ufficiali;
basetta 3x3 cm con tre miniature di fucilieri;
basetta 3x1,5 cm con 1 fuciliere "cecchino";
basetta 3x1,5 cm con 1 fuciliere armato di Bazooka

Mortar Squad (6 man)
basetta 3x3 cm con un mortaio, due miniature di serventi;
basetta 3x3 con tre miniature di fucilieri;
basetta 3x1,5 cm con 1 miniatura di un osservatore con binocolo;

1 Rifle Squads (12 man)
basetta 3x1,5 cm con una miniatura di sottufficiale;
basetta 3x3 cm con 1 M1919 e 2 miniature
basetta 3x3 cm con tre miniature di fucilieri;
basetta 3x3 cm con tre miniature di fucilieri;
basetta 3x3 cm con tre miniature di fucilieri;

2 Rifle Squads (12 soldati)
basetta 3x1,5 cm con una miniatura di sottufficiale;
basetta 3x3 cm con 1 M1919 e 2 miniature
basetta 3x3 cm con tre miniature di fucilieri;
basetta 3x3 cm con tre miniature di fucilieri;
basetta 3x3 cm con tre miniature di fucilieri;

3 Rifle Squads (12 soldati)
basetta 3x1,5 cm con una miniatura di sottufficiale;
basetta 3x3 cm con 1 M1919 e 2 miniature
basetta 3x3 cm con tre miniature di fucilieri;
basetta 3x3 cm con tre miniature di fucilieri;
basetta 3x3 cm con tre miniature di fucilieri;

IMbasettamento giocabile con tutti i regolamenti. Come noterete il n° di miniature corrisponde proprio al numero effettivo dei soldati del plotone, può essere interessante la cosa anche perchè cambiando di livello le stesse miniature possono simulare la compagnia per plotoni. VEdremo prossimamente gli avversari Volksgrenadier e Panzergrenadier.

domenica 1 settembre 2013

"Wacht am Rhein" - Primi passi


Finalmente riesco a sedermi sulla scrivania per iniziare ad "imbasettare" le prime miniature di Wacht am Rhein. ll primo obiettivo è dare vita miniaturistica ad alcuni reparti delle più famose unità che combatterono nelle Ardenne. La cartina militare che mostra solo la parziale visione di Bastogne, può dare una piccola idea di quanto grosso sia il ginepraio in cui mi sono cacciato. La mia attenzione si è allora focalizzata su due divisioni ed i suoi reparti la:

101st Airborne Division "Screaming Eagle" (La famosissima Divisione Paracadutisti Americana) e la
26. VolksGrenadier Division (La temibile e potente Divisione di Fanteria tedesca 26-esima)

Posso dire che una volta iniziato il processo è molto rilassante e saranno forse i vapori dell'Atak ma già riesco ad avere le idee più chiare ed immaginare il primo reparto al completo sul tavolo da gioco. Il regolamento BlitzKrieg Commander funziona a prescindere delle dimensioni delle basette e questo può essere un bene, tuttavia per me, abituato al rigore delle norme e delle regole è fonte di enormi fastidi non avere le cose in chiaro. Tuttavia, e solo per coerenza con il mio ormai consolidato standard o come dice Stefano, non trovando basette di forme più fantasiose, sto incollando le miniature sulle solite basette rettangolari  in Forex  nelle dimensioni di 3 cm x 3 cm, per le fanterie. Ovviamente sono ottime per Crossfire, Panzer8 e quindi BZC perchè cambiare?

Ma la domanda delle domande è: esisterà mai, un giorno, il "miglior regolamento di wargame sulla WWII"? Sicuramente si e con la mia fortuna, una volta finito il progetto Wacht am Rhein (tra circa 20-30 anni) richiederà un imbasettamento totalmente diverso dal mio..


A presto.

mercoledì 21 agosto 2013

Battle of the Bulge 1944 - Alcuni scenari esistenti per vari regolamenti

Partiamo da ciò che abbiamo per capire quello che faremo

Sono giorni che rovisto nei libri, che perdo ore in internet a leggere. Partirò da ciò che ho per impostare il progetto. La battaglia delle Ardenne del 1944 ha svariati scenari di wargame e a questo punto può essere utile elencarne alcuni in questa pagina. Eccoli quindi di seguito con il relativo link. Per scaricarli (eccetto quelli di Hit The Dirt!) è sufficiente cliccarvi sopra:

Regolamento Flames of War
Paiper's Charge - Mike Haught
I'm Here To Take Over: Easy Company's Attack on Foy, 13 January 1945 di Wayne Turner
Panthers in the snow

Regolamento Rapid Fire
"La battaglia delle Ardenne: i villaggi gemelli di Krinkelt e Rocherath 16.12.1944" di Alessandro Guidi
"Battle of the bulge" 10 scenari;

Regolamento Crossfire
Da "Hit The Dirt!":
"Germans in the Woods! Weiler, Belgium 17.12.1944" di Bill Rutherford & John Lewis;
"Sadzot, Belgium 28.12.1944" di Bill Rutherford & John Lewis;

Regolamento Blitzkrieg Commander
"If you go down to the woods today" di Steve Jones
"Ardennes"

Regolamento Battlefront WWII
Team O'Hara at Wardin 19.12.1944 - R. Mark Davies  Sulla base di un'idea da Wargames Illustrated
Kampfgruppe Peiper - The Sanatorium di Richard de Ferrars
Dom Bütgenbach - 20.12.1944 di Steve Uden
Parker's Crossroad di Giopp Loris e R. Mark Davies
Assenois di Giopp Loris

Dal sito di Bob Mackenzie
Confrontation at the twin Villages 18.12.1944 di Bob Mackenzie
Surrounded at Noville 20.12.1944 di Dave Norman 
Surrounded at Stoumont 21.12.1944 di Bob Mackenzie
Heiderscheid, the Battle on Christmas Eve 24.12.1944 di Bob Mackenzie

martedì 20 agosto 2013

Fase due: documentazione, idee e materiali

Mi sono dato i seguenti compitini per casa: stendere l'idea di massima del progetto e far la conta dei materiali a disposizione. Purtroppo (:-) per la seconda parte non è necessario alcun altro acquisto a Pendraken.. per questa ragione mi regalerò qualche libro. Con il piombo ed il legno che ho a disposizione posso realizzare abbastanza miniature e basette per mettere in piedi due battaglioni (!!). L'idea di massima che ho in testa richiede un pò di cautela e di studio. Dal punto di vista della ricerca mi sono reso conto che sono appena agli inizi e di aver aperto la finestra su un mare infinito di informazioni. Proprio per queste ragioni, per ora, ho deciso di concentrare i miei sforzi sulle vicende ed i personaggi di Bastogne, grazie anche alla bellissima serie TV "Band of Brothers". Oltre ai classici libri in scaffale ho così ritrovato parecchio materiale interessante su internet che pian piano elaborerò per metterlo ovviamente a disposizione sul blog. Mi sono reso conto che ci vorrà parecchia organizzazione, anche dal punto di vista informatico. Riepilogando la situazione è la seguente: tante informazioni per ora (forse troppe), tante idee da mettere pian piano sulla carta, ma sopratutto sul piombo che è li pronto e caldo che mi aspetta...

Band of Brothers


giovedì 15 agosto 2013

Fase uno: dai la cera, togli la cera..

Non potevo iniziare il nuovo progetto Wacht am Rhein senza fare pulizia sul mio tavolo da lavoro e sul tavolo virtuale (del blog) ". A quest'ultimo ho cercato di dare una veste più funzionale per il lettore. Nel nuovo layout troverete tre colonne principali : quella a sinistra contiene l'archivio e tutti gli strumenti del blog, quella centrale è certamente la testata principale dei Post, mentre quella a destra è completamente dedicata ai lettori. Volevo ancora segnalarvi che nella parte sinistra trovate alcuni strumenti molto potenti: il traduttore automatico multilingue, i post più popolari, l'archivio cronologico, la ricerca d'archivio, ma sopratutto i link a regolamenti freeware liberamente scaricabili. Sul lato destro troverete la nuova casella E-mail, nel caso abbiate il piacere di contattarmi sulla casella di posta del blog per discutere di colorazione di miniature, wargame, storia o quanto vi passa per la testa :-) 
Per ora è tutto Gente!
A prestissimo. 



mercoledì 14 agosto 2013

Un nuovo progetto

Inizia oggi 14 agosto 2013 il nostro nuovo ambizioso progetto: è uno dei più antichi  che ho immaginato di creare, senza ombra di dubbio uno tra quelli che più temo affrontare, non solo per la mole di "piombo" che sarà da colorare o per le tonnellate di informazioni che sarà da studiare. Si prospettano inizialmente alcuni mesi di lavoro, ma se la cosa funziona, immagino sarà molto difficile concluderlo in pochi anni, sarà quindi un bel viaggio, nella storia e nel wargame. Mi servirà tutta la Vostra gentile attenzione, il Vostro aiuto, i giusti consigli, le critiche, ma sopratutto il Vostro generoso sostegno nei momenti di sicura crisi. Vi auguro allora buon viaggio  e buona lettura :-) 
Il nome del progetto è tutto un programma che si ambienta nella famosa battaglia delle Ardenne: l'ho allora battezzato con molta fantasia "Wacht am Rhein". 
Siamo pronti? Partiamo...

giovedì 8 agosto 2013

La parola ai lettori..

Cari Lettori,
Siccome la quantità di piombo grezzo accumulato negli anni nell'armadio mi mette in serio imbarazzo, sarebbe veramente notevole e gradito un Vostro Aiuto per fare la giusta scelta su cosa per primo preparare per i prossimi mesi. Sappiate: non ci sono in vista per me all'orizzonte, appuntamenti, fiere o tornei. Praticamente non gioco più una partita da un anno. Rimane però la grande voglia di dipingere.
Mi stavo allora chiedendo: a Voi cosa piacerebbe vedere prossimamente su questo blog ? Di cosa vi piacerebbe si discutesse?
Queste sono le mie possibilità (Tutti i materiali sono già in casa :-) e tutte mi entusiasmano a tal punto che mi ritrovo spiazzato:

A) Esercito per D.B.A. di Romani Camillani in 15 mm 
B) Squadra di 12 Parà Americani Normandia 1944 in 28 mm per Operation Squad WW2
C) Squadra di 12 Fanti Tedeschi NOrmandia 1944 in 28 mm per Operation Squad WW2
D) Esercito Americano per BlitzKrieg Commander in 10 mm per le Ardenne 1944
E) Esercito Tedesco per BlitzKrieg Commander in 10 mm per le Ardenne 1944
F) Esercito Italiano per BlitzKrieg Commander in 10 mm per la Campagna di Russia 1941
G) Esercito Russo per BlitzKrieg Commander in 10 mm per la Campagna di Russia 1941
H) Esercito Tedesco per BlitzKrieg Commander in 10 mm per la Campagna di Russia 1941
I) Esercito Tardo Medioevale Tedesco in 15mm per DBA o Da Vinci Wars
L) Esercito Tardo Medioevale Veneto in 15mm per DBA o Da Vinci Wars
M) Esercito di Marines Spaziali in 10mm per regolamenti SCI FI
N) Esercito di Alien Spaziali in 10mm per regole SCI FI
O) Esercito del '600 guerra dei 30 anni in 10 mm
P) Esercito Italiano anni 1980 in 10mm per CWC
Q) Esercito Yugoslavo anni 1980 in 10mm per CWC
R) Compagnia Italiana in 15 mm seconda guerra mondiale per Crossfire
S) Compagnia Rumena in 15mm seconda guerra mondiale per Crossfire
T) Esercito Italiano in 10mm per la prima guerra mondiale 1917 - 1918 (x Regolamento in costruzione)
U) Esercito Italiano in 15mm per la prima guerra mondiale 1917 - 1918 (x Regolamento in costruzione)
V) Miniature di paesani medioevali in 1:72 (per regolamenti Skyrmisch
Z) Due case di campagna medioevali in 1:72; 
K) Esercito medioevale crociato in 10mm per Anticamente;
J) Esercito medioevale turco in 10mm per Anticamente;

So che mi aiuterete, grazie!! 


PS:Ovviamente rimarrà il vizio di altri acquisti: quindi o cambierò armadio, o cambierò casa o la mia signora mi sbatterà fuori casa, ma questa è un altra storia :-)

martedì 6 agosto 2013

caro agosto soldatino non ti conosco..

Tornati!! Chi pensava che avrei trovato ben 38 gradi C..Non so come va da voi, ma qui fa veramente molto ma molto Caldo!! Non riesco nemmeno a pensare di colorare :-)   Se continua cosi' Mica mi si scioglieranno quei 3-4 kg di piombo in armadio?? :-):-):-(:-O




venerdì 19 luglio 2013

Soldatinodipiombo e le vacanze estive 2013

Soldatinodipiombo va in vacanza.
Il blog tornerà ad essere attivo dal giorno 7 agosto
Auguro una Buona estate e tutti! 

A presto!
Alex


Fortezza di Mali STon -  Croazia.


martedì 9 luglio 2013

Spunta l'alba del 24 ottobre 1917

Spunta l'alba del 24 ottobre 1917. Su un terreno autunnale spicca la chiesa ancora intatta di Tolmino.  Dalla nebbia si muove qualcuno. L'esercito Austro tedesco dopo un breve ma intenso bombardamento a gas sta attaccando lungo la valle di Caporetto per infliggere agli italiani la più grave sconfitta della Prima guerra mondiale. Ma sarà proprio così? Vedremo.

L'alba su Tolmino. L'artiglieria Italiana non interviene.

Le Fanterie Tedesche pronte all'assalto.

sabato 6 luglio 2013

Ponti della Delizia - 4 Novembre 1918

Il 4 Novembre 1918 è la data che a tutti noi ricorda la fine della Grande Guerra in l'Italia.  Forse pochi sanno che in quella giornata, in quelle ultime ore di guerra, tra i milioni di combattenti, vi erano anche quelli del 332° reggimento di fanteria americano, giunto in italia per combattere a fianco degli italiani. Il Reggimento che precedentemente fu trasferito in treno dalla Francia all'Italia, combatté l'ultima grande offensiva italiana, quella di Vittorio Veneto dall'inizio, fino alla fine.
Avvenne così poche ore prima della fine della guerra l'ultimo combattimento tra soldati americani e austroungarici. Lo scontro avvenne sul Tagliamento in quella che potrebbe essere chiamata la battaglia dei Ponti sulla Delizia. Gli americani giunti in trincea lungo il fiume, dispiegarono i loro tre battaglioni nelle linee avanzate sulla riva sinistra del fiume: il secondo a sud, il primo al centro in riserva, il terzo a nord. Gli austroungarici li aspettavano con un Battaglione sulla sponda destra in posizioni efficienti e ben armate, ignari che avevano di fronte "solamente" un reggimento americano, ma consci che la guerra stava per terminare entro poche ore.

"Dalla sponda opposta, ancora saldamente presidiata da un battaglione austriaco in armi e ben appostato, il silenzio della notte fu rotto dalla voce di un tenente asburgico che invitava gli americani a non attaccare, poiché un armistizio era ormai imminente. Il capitano Austin Story, comandante del 3° battaglione, non avendo ricevuto alcuna notizia in tal senso, replicò agli austriaci che avrebbero piuttosto fatto meglio a tener basse le loro teste (we're going to blow you up, get your heads down)!" (1,2)

Il reggimento entrò pertanto nella storia e avvenne quello che dovette succedere a poche ore di distanza dalla fine della guerra ormai vinta. Prima dello spuntar dell'alba, alle 5.40 del 4 novembre il 2° battaglione del maggiore Scanland del 332° Rgt Americano, attraversò in silenzio il fiume Tagliamento. Con il favore delle tenebre,  il battaglione si raccolse e si appiattò sull'altra sponda di fronte alle trincee avversarie. Quando tutti furono pronti,  i fischietti degli ufficiali lanciarono all'assalto le due compagnie  K e H del 2°. I difensori furono colti di sorpresa: ma risvegliati dal torpore aprirono il fuoco con decisione, le mitragliatrici schwarzlose e l'artiglieria austroungarica riversarono nell'oscurità un uragano di piombo, che data l'oscurità, ricadde in direzione delle trincee americane ormai abbandonate. Avvenne così che in meno di venti minuti ebbe termine l'ultimo combattimento all'arma bianca tra americani ed austriaci. La trincea austriaca conquistata, serviva da testa di ponte sul Tagliamento, vennero catturati molti prigionieri e recuperate le armi ritrovate nelle trincee abbandonate e nei depositi munizioni. Sono le ultime vittime di questa tremenda guerra. Alle 15 del 4 novembre entra in vigore l'armistizio in Italia e cessano pertanto tutte le ostilità: il silenzio delle armi avvolse pertanto tutte le trincee, anche quelle americane ai ponti della Delizia. La Prima Guerra Mondiale che nell'immaginario comune doveva essere l'ultima e per questo "Grande" era finalmente finita. 

Riferimenti
La storia è tratta da "Un Leone Marciano per lo Zio Sam" di Furio Lazzarini. Siti internet di riferimento:
(1) La storia
(2) Uniformi

giovedì 4 luglio 2013

La carica di Paradiso - 4 novembre 1918


Vi è una battaglia nella prima guerra mondiale che si svolse poche ore prima della fine della Grande Guerra. L'ultima e tremenda carica di cavalleria italiana. La Battaglia di Paradiso del 4 novembre del 1918. "Siamo a Paradiso. Sarà questo il nostro paradiso?" (Cap. Grilli).

 


dal racconto di Giuseppe Rotolo, GLI ULTIMI CADUTI 4 NOVEMBRE 1918: 

"La mattina del 4 novembre la Decima Armata attacco'. 
Prima di attraversare il Tagliamento venimmo a sapere che alle ore 15 sarebbe scoccata l'ora dell'armistizio. 
Provammo una grande gioia mista a sgomento. 

L'idea della fine della guerra a breve distanza di ore ci parve perfino assurda e la diffusa incredulita' ottenne conferma quando nella marcia di avvicinamento a Rivignano, oltre il Tagliamento, sentimmo ancora il rauco gracidare delle mitragliatrici austriache. 

La verita' era (ma noi non potevamo saperlo) che i nostri comandanti avevano ricevuto l'ordine perentorio di accelerare la marcia perche' l'armistizio ci cogliesse quanto piu' vicino possibile al vecchio confine. 

Gli ordini erano precisi e perentori: e' indispensabile approfittare della demoralizzazione del nemico spingendo avanti quanto piu' possibile, con marcia rapida, le nostre truppe piu avanzate. Domani la 23esima Divisione preceduta dai cavalleggeri Aquila, punti su Gradisca per la direttrice Madrisio - Rivignano - Castion di Strada - Versa - Gradisca. 

E allora avanti verso il vecchio confine! 

Bersaglieri e cavalleggeri si rimettono in marcia. 
Ad Ariis, oltre il piccolo ma profondo fiume Stella, gli austriaci ci attendevano al varco. Cavalleggeri ciclisti e nostri arditi reggimentali, al comando del sottotenente Alberto Riva di Villasanta, misero in fuga il nemico; il piccolo ponte venne riparato e il reggimento pote' riprendere la marcia verso Torsa, all'avanguardia era Riva con i suoi arditi. 
Dal campanile di Torsa, gli austriaci tenevano sotto controllo la strada di accesso al paese e quando gli arditi dell'Ottavo si lanciarono all'attacco per neutralizzare la resistenza nemica una pallottola colpi' alla fronte il coraggioso comandante. 
Alberto Riva cadde un'ora prima dell'armistizio, aveva 18 anni. 
A Torsa il Comando decise di accelerare l'inseguimento degli austriaci che frattanto si erano asserragliati a Paradiso, con l'impiego anche della cavalleria. 
Erano le 14,45. 
L' Ottavo Bersaglieri riprese la marcia verso Paradiso, in testa era il 12esimo battaglione. Paradiso, un mucchio di case contadine nella campagna bassa di erbe e di sterpi, sorge tra Muzzana del Turgnano e Castion di Strada, cinquecento metri piu' a nord v'e' un trivio (il trivio di Paradiso, appunto). 
Quando sulla strada per Paradiso fummo raggiunti dalla cavalleria al galoppo ci buttammo nei fossati laterali gridando: "Viva la cavalleria!". 
Uno spettacolo emozionante e insieme esaltante. 
Sembravamo ragazzi che giocavano alla guerra e avevamo dimenticato che la morte era li' a due passi... Mentre i bersaglieri aggiravano il paese catturando i tenaci cecchini asserragliati nelle case, i cavalleggeri, superato il rettifilo che taglia il paese, raggiunsero il trivio dove li attendeva, armi alla mano, un battaglione di mitraglieri magiari: la pazza eroica galoppata scaglio' contro la resistenza nemica l'ultimo sacrificio dell'esercito vittorioso. 
Fu l'episodio culminante di quelle ore tremende; fu l'ultimo attacco e l'ultima carica della lunga guerra. 
Caddero nell'ardimentosa corsa i tenenti Augusto Piersanti e Achille Balsamo di Loreto, il caporale Giulio Marchesini, i cavalleggeri Sulla Carlo, Quintavalli Giovanni e Biancherini Giovanni, cavalleggeri dell'Aquila, tutti ragazzi diciannovenni dell'ultima leva. 
Alle ore 15, mentre qua e la' si sparava ancora, echeggio' uno strano suono di tromba: era il segnale austriaco dell'armistizio. 
Un nostro velivolo, col tricolore fluente dalla carlinga, sbuco' dalla nebbia con un lungo suono di sirena cosi' annunziando la fine della guerra. Ci abbracciammo l'un l'altro, pazzi di gioia. 
Per dare sfogo all'improvvisa felicita' consumammo la scorta dei razzi di segnalazione e il cielo si animo' di festosi colori. 
Piu' tardi, il reggimento schierato, battaglioni affiancati, ricevette il saluto e il plauso del comandante la divisione generale Fara. 
Il giorno dopo, nella piazzetta del paese, io ebbi la ventura, col mio plotone, di rendere gli onori delle armi agli ultimi caduti della guerra. 
Solo in quel momento, anch'io ragazzo appena diciannovenne, compresi appieno che ero sopravvissuto a quella che allora appariva la piu' terribile guerra della storia." 

mercoledì 3 luglio 2013

Terreni Parte 2 - Terreno per Pz8 - BZKII - Crossfire - QUADROTTI AD AREE

Finalmente ho ideato il mio terreno componibile ideale. Lo potremo usare presto per tutte le battaglie che andranno dall'antico al moderno in campo aperto/città/interni etc. La fantasia non ha limiti, la tecnica è definita. Il terreno è un componibile di quadrotti ma presuddivisi ad aree con texturizzazione. Per ora i primi prototipi. Nulla vieta di predisporre riquadri ad aree con altri effetti. Ebbene si: sarà utilizzabile per qualsiasi regolamento che generalmente uso. Curioso vero? Era l'uovo di Colombo.
Da dove sono partito. Le specifiche iniziali erano: a riquadri ad aree, intercambiabili nelle posizioni, ricomponibile in poco spazio, leggerissimo, utilizzabile per vari regolamenti, non monotono, assolutamente robusto ma bello alla vista (ambizioso no?). Probabilmente ho risolto solo uno di questi problemi.. Sono partito da quello che già comoscevo. Ho messo assieme le necessità di PZ8 per la WWI che (lavora a settori quadri), Crossfire: perchè necessita di aree (e molte) per poter funzionare, Blitzkrieg Commander e DBA per le dimensioni. Tuttavia al colpo d'occhio mi sembra di aver trovato qualcosa di bello. Credo di non aver inventato nulla sicuramente in giro altri avranno avuto idee simili e migliori, ma soggettivamente sembra funzionare allo scopo. Bando alle chiacchiere vi presento i miei riquadri o "quadrotti ad aree". 
L'idea è liberamente copiabile :-) Che vi sembra? 

PIanura con torrente tipo 1
terreno difficile con torrente tipo 1
Pianura Bombardata tipo 1
Pianura semplice tipo 1
Pianura semplice tipo 2
Collina tipo 1
Pianura con strada tipo 1
Pianura con strada tipo 2
Pianura con strada e torrente tipo 1

domenica 30 giugno 2013

Terreni - Parte 1 - Realizzazione di pianura continentale


Come realizzare i vostri terreni da wargame in modo semplice ed economico. In questo post: la pianura continentale. 

La pianura continentale 30 cm x 30 cm
Accostando vari rettangoli o quadrati di terreni si può così realizzare un tavolo da gioco più o meno complesso e variegato.

Materiali occorrenti
n.2 Vasetti da 250 g di colla vinilica;
n.1 Pannello isolante da costruzioni ad alta densità di sezione adeguata (al Vostro progetto) ;
n.1 Sacchetto di farina di polenta alimentare;
n.1 Vasetto di colore acrilico verde oliva (qui usato 69.1230.130 Easy Color 130 ml);
n.1 Vasetto di colore acrilico verde cadmio chiaro (qui usato 69.1190.130 Easy Color  130 ml);
n.1 Bomboletta di acrilico semi lucido trasparente;
Con queste quantità è possibile realizzare almeno 2 metri quadrati di terreno.

Attrezzi
n.2 pennelli di medie dimensioni e bassa qualità (uno per tutta la colorazione ed uno per la stesura della colla);
n.1 contenitore con acqua per la pulizia dei pennelli, per la diluizione della colla;
n.1 righello metallico per la precisione del taglio
n.1 cutter affilato per i tagli lineari 
n.1 seghetto termico per tagli circolari (per il terreno quadrato qui rappresentato non è stato usato)
Consigliati:
alcuni fogli di vecchi giornali da porre sotto il piano di lavoro (per evitare di sporcarlo e per facilitare il recupero della farina);
una tavola in legno per le operazioni di taglio;
guanti monouso in lattice a protezioni delle mani dalla colla e colori;
mascherina per le operazioni di colorazione a spruzzo (da eseguire in esterni).

Taglio
Una volta progettate le dimensioni in pianta del pannello (nella foto è stato realizzato un quadrato 30 cm di lato), riportate a matita con il righello sul pannello la forma da ritagliare, in modo da poterla seguire con la lama ed il righello. Riverificate sempre le dimensioni e le forme prima di procedere con il taglio: eventualmente correggete a matita le forme disegnate prima di tagliare. E' ora possibile ritagliare il pannello con un cutter ben affilato e con l'ausilio di un righello metallico (per forme particolari, circolari o olissoidi si può anche usare un seghetto a caldo per polistirolo). Per il taglio appoggiate il pannello su una superficie dura e liscia come una tavola di legno adatta allo scopo e a protezione del piano di lavoro (e dei mobili!!) e prestate la massima attenzione durante il taglio per la sicurezza delle vostre mani.

Incollaggio
Posizionate la sezione di isolante sul piano di lavoro sopra dei fogli di giornale al fine di non sporcare e recuperare la farina di polenta in eccesso eventualmente non incollata. Stendere mediante uno strato di colla vinilica su una faccia solamente di isolante: quella superiore. A questo punto stendete un velo di farina di polenta su tutta la superficie in abbondanza. Lasciate qualche minuto riposare, rivoltate il terreno e lasciate scivolare via la farina di polenta in eccesso sui giornali, quella aderente alla superficie rimarrà incollata su di essa. Recuperate la farina di polenta e lasciate riposare e asciugare per almeno un giorno. Il giorno successivo ribaltate nuovamente il pannello e spazzolate via con vigore mediante un pennello la farina di polenta che non ha fatto presa e recuperate la farina che eventualmente si è staccata. Prestate attenzione che parti di colla non siano scivolate sui bordi, se asciutte eliminatele con il cutter. Eventualmente ripetere l'incollaggio per eventuali parti di isolante non ricoperte da farina di polenta, come sopra. Utilizzate sempre guanti in lattice per non sporcarvi la mani.

Fissaggio
Una volta ricoperta tutta la faccia superiore della sezione di isolante con farina di polenta, procedete al fissaggio della "texturizzazione": passate sulla superficie increspata un velo con un pennello di colla vinilica diluita al 50% con acqua. La superficie così ottenuta una volta asciutta sarà completamente "vetrificata" e protetta. Utilizzate anche qui guanti in lattice per non sporcarvi la mani.

Colorazione
Stendete con un pennello una mano di colore acrilico verde oliva su tutte le superfici (anche i lati, quella inferiore di appoggio può rimanere anche non colorata). Generalmente i colori acrilici asciugano in tempi brevi, alcune ore. Lasciate asciugare questa mano e poi datene una seconda in modo da ottenere una superficie colorata omogenea e senza soluzione di continuità. Lasciate nuovamente asciugare anche questa mano di colore per almeno una giornata e passate alla parte più divertente (secondo me): la colorazione in pennello asciutto della superficie, metodo riconosciuto come dry brushing.
Con questa tecnica di colorazione, si usa il verde acrilico cadmio chiaro che si fisserà solo ed esclusivamente sulle parti in rilievo, lasciando il verde oliva di base visibile. In questa operazione intingete il pennello nel colore, poi passatelo più e più volte su un giornale per togliere il colore e quando sembra che non lo ceda più (e solo allora), passatelo allora ripetutamente sulla superficie da colorare. Ecco il miracolo: la superficie si colorerà solo nelle parti sporgenti lasciando il colore base a vista, una tecnica ormai antica ma di un effetto strabiliante.
L'asciugatura del tutto è in genere molto veloce con questa operazione (mezz'ora). A questo punto è possibile passare alla finitura. 

Finitura
Passate una mano di acrilico semi lucido trasparente spruzzato a bomboletta  a protezione di tutta la superficie. Utilizzate guanti in lattice per non sporcarvi la mani e la mascherina, eseguite queste operazioni sempre all'esterno in ambiente ben areato. Il terreno è completato! Lasciate asciugare e riposare in ambiente areato un'altro giorno.


giovedì 27 giugno 2013

La battaglia del monte di Ragogna

La Battaglia del monte di Ragogna. Interessante idea per crearvi uno scenario di Wargame per la Grande Guerra. E' forse una delle battaglie più dimenticate della prima guerra mondiale sul fronte italiano. Troviamo trattati sulle battaglie dell'Isonzo, Caporetto, Il Piave, Vittorio Veneto, ma di Ragogna solo da poco si parla. Siamo nel 1917, subito dopo lo sfondamento di Caporetto. I protagonisti sono: gli Austro Tedeschi vittoriosi da una parte e gli Italiani in ritirata dall'altra. La divisione tedesca di punta è la 12 Slesiana che abbiamo incontrato alcuni post fa. L'unità Italiana a ultimo baluardo, la brigata Bologna. Talmente si distinse nei combattimenti tale brigata da ricevere l'onore delle armi da parte degli avversari.  Alcuni anni fa sono stato in quei posti, abbiamo visitato la cannoniera del monte di Ragogna, quelle trincee, il fantastico lago di Cornino, dalle acque di un colore celeste così intenso che non dimenticherò mai più. Vi sono forti contraddizioni tra lo splendore della natura di oggi e le immagini di quelle tremende giornate di un secolo fa. La storia, quella storia per noi in bianco e nero è ormai quasi leggenda.


Il Bellissimo lago di Cornino
 30 ottobre 1917.

Dopo Caporetto "Il 30 ottobre 1917 fu il giorno della svolta: la 12ª Divisione di fanteria slesiana, una volta conquistato definitivamente San Daniele del Friuli, svoltò in direzione dei ponti di Pinzano al Tagliamento e Cornino, ma venne fermata nei pressi del monte Ragogna. L'Alpenkorps intanto, veduto distrutto dai genieri italiani il ponte di Bonzicco, arrestò la sua avanzata, mentre gli austro-ungarici, a Cornino (difesa dagli uomini delle brigate Genova, Siracusa, Lombardia, da due battaglioni della Lario e da pochi pezzi di artiglieria, il cui ponte era stato fatto saltare come quello di Bonzicco, diressero per Ragogna. La mattina del 31 ottobre queste forze, in aggiunta alla 12ª slesiana, oltrepassarono dopo lunghi combattimenti la frazione ragognese di Muris, peraltro persa quasi subito a seguito di un contrattacco italiano.

Il 31 ottobre entrò in azione alle ore 6:00 l'artiglieria austro-tedesca, intesa come fase preliminare per l'attacco delle fanterie, che si verificò tre ore dopo riscontrando inizialmente pochi successi, che tramutarono poi, a causa della superiorità numerica, in isolati successi: gli italiani si ritirarono nella frazione San Pietro e un reggimento della 12ª slesiana riuscì a raggiungere il ponte di Pinzano al Tagliamento, ma dovette ritirarsi perché attaccato alle spalle dalle mitragliatrici del Regio Esercito appostate sul monte Ragogna. 
Monte di Ragogna

Nelle prime ore del 1º novembre i soldati di Cornino si ritirarono sulla riva destra del Tagliamento per permettere ai genieri di demolire il ponte, ma la scarsa qualità dell'esplosivo permise solamente di danneggiare l'arcata occidentale. Al monte di Ragogna la situazione per la brigata Bologna divenne sempre più critica, ed il generale Carlo Sanna, comandante della 33ª Divisione nonché responsabile della distruzione del ponte di Pinzano al Tagliamento, viste le truppe austro-tedesche che si avvicinavano sempre di più, supportate per giunta dall'artiglieria che avrebbe potuto interrompere i fili elettrici delle cariche, attorno alle 11:00 diede l'ordine di far saltare il grande ponte, impedendone l'attraversamento sia agli italiani che agli austro-tedeschi.

I soldati italiani rimasti intrappolati sulla riva sinistra del Tagliamento comunque non si arresero fino a sera, poi i superstiti (3.000 soldati e 50 ufficiali) si consegnarono al nemico. In giornata era stata anche seriamente danneggiata dai genieri italiani la passerella di Pontaiba (frazione di Pinzano al Tagliamento), che risultò quindi impraticabile ai soldati di Otto von Below."
Terminata la battaglia le artiglierie italiane proseguirono a colpire la riva sinistra del Tagliamento, causando tra l'altro la morte di 37 prigionieri italiani alloggiati in una casa colpita da un proiettile. Ai superstiti della Bologna (tra cui vi era il colonnello Rocca) venne concesso l'onore delle armi, e del loro valore si parlò anche nei bollettini di guerra tedeschi.
Cadorna, non appena venne a sapere della caduta di Cornino, ordinò all'intero esercito di ripiegare sul fiume Piave, sul quale nel frattempo si erano fatti passi avanti nell'impostazione di una linea difensiva.
Anche a Ragogna, come a Caporetto, non mancarono gli errori dei generali. La Bologna, infatti, avrebbe potuto essere evacuata nella notte tra il 31 ottobre e il 1º novembre piuttosto che continuare a difendere una posizione oggettivamente intenibile." (1)



domenica 23 giugno 2013

Miniature in 10mm della 12a Divisione Slesiana - Caporetto 1917 - Parte 2

E' finalmente pronto l'esercito della 12a divisione di fanteria "Slesiana" tedesca che combattè nella battaglia di sfondamento di Caporetto nell'ottobre del 1917, sulla fronte italiana-austroungarica.
Le miniature sono tutte in scala 10mm, sono prodotte della Pendraken e rappresentano due battaglioni completi, ciascuno di 3 compagnie fucilieri ed una compagnia mitragliatrici. I battaglioni hanno il supporto di un doppio gruppo d'artiglieria campale, di una compagnia del genio e da due basette comando.
Ecco di seguito le foto dell'esercito appena completato:


"Colpo d'occhio" frontale
Vista laterale

Dal punto di vista del comando
Vista laterale destra
Compagnia di fanteria d'assalto
Doppia compagnia mitragliatrici
Compagnia genio lanciafiamme
Doppio gruppo artiglieria leggera
La battaglia abbia inizio.
A presto!










giovedì 20 giugno 2013

Miniature in 10mm della 12a Divisione Slesiana - Caporetto 1917 - Parte 1

Sono trascorsi alcuni lunghi giorni dall'ultimo articolo, lunghi e faticosi, perché il caldo non mi da tregua, gli impegni lavorativi e la famiglia sono (e devono essere) al primo piano, quindi ho poco tempo a disposizione se non alcune ore sporadiche alla tarda sera. Sono quindi nuovamente impegnato a dipingere fanti. Ancora? Si ma sono saltato ad un altro secolo. Un gran bel divertimento preparato e condito di ricerca storica: quanto serve per un minimo di rispetto dell'uniformologia. Ecco quindi questo piccolo articolo che si allaccia a quello precedente del Matajur. Vedrete che sono appena a metà strada dell'opera: il lavoro non è terminate, ma qualche risultato apprezzabile posso ora distinguerlo. Il soggetto del lavoro sono i fanti  della 12a divisione slesiana tedesca: quella che combatté a Caporetto. I protagonisti sono mie vecchie miniature della Pendraken (l'acquisto è di alcuni anni or sono). La scala è la classica standard 10mm, la mia preferita. Eccovi alcune foto dell'avanzamento lavori. Per ora mi sono limitato a una dozzina di basette, nella speranza di completarle a breve per qualche serata di prova di panzer8 wwi con Stefano. Ecco le foto:

Imbasettamento - texturizzazione - mano di fondo nero opaco

Fig.1 MG "Schwarzlose"


Mano a pennello asciutto con grigioverde e primi dettagli 

Fig.2 Fanteria d'assalto: "baionetta in canna!"


Mano di ocra: a punta di pennello
Fig.3 Seconda compagnia: "d'assalto"


L'Incarnato: a pennello a punta molto fine
Fig.3 La Terza compagnia

I Lavori sono in corso.

I Prossimi passi? Dettagli e completamento con fogli magnetici, colorazione delle basi, colori finali delle basi e ritocchi, inserimento di erbusti/filo spinato/sacchi a terra, ect ( La fantasia è la mia guida). Poi passerò ai fanti italiani..

mercoledì 12 giugno 2013

Quel giorno sul Monte Matajur

Da: Axis History Forum (3)
Monte Matajur, montagna delle prealpi Giulie alta 1641 m sul livello del mare. Quasi cento anni fa, questo monte del Friuli Venezia Giulia  fu il teatro di una battaglia controversa, poco nota e dai risvolti a me inediti. Correva l'ottobre del 1917, nel mezzo della grande guerra, sul fronte della 2a armata italiana, durante la battaglia di sfondamento austro tedesca di Caporetto. L'altura del Matajur faceva parte dell'ultima altura difensiva italiana, contro le divisioni austroungariche e tedesche che stavano per dilagare fino al Piave. Al di la di essa la pianura. Alla sua difesa era stata destinata, dal Comando Italiano in fibrillazione per gli avvenimenti, la Brigata Salerno del Generale Zoppi. La brigata di sei battaglioni, partita da Bassano il 22 ottobre del 1917 aveva completato dopo varie peripezie lo schieramento sulla cima, appena tre giorni dopo e giusto in tempo per ricevere l'assalto tedesco.
Il Monte Matajur era privo di trincee, reticolati o opere di difesa: si profilava un impresa ardua per la Brigata Salerno: lo avrebbe dovuto difendere praticamente in campo aperto, senza supporti o artiglieria, da sola. Non un eccezione all'inizio della grande guerra italiana, sicuramente lo ora in quele ore e dopo tre anni di guerra. Inedita fu la modalità di attacco degli avversari. Inedito e straordinario al confronto della mentalità ottusa degli attacchi frontali italiani "garibaldini" sul carso. Gli avversari erano truppe tedesche fresche della 12a Divisione Slesiana e dell'Alpenkorps Bavarese.  In questi reparti combatteva un ufficiale che sarebbe presto divenuto celebre per le sue abilità al comando e molto tempo dopo per questa impresa: Erwin Rommel. E' lo stesso Rommel che nella seconda guerra mondiale sarebbe divenuto il famoso generale stimato anche dagli avversari e benevolmente chiamato "la Volpe del Deserto". Le truppe italiane erano quindi schierate sul Monte Matajur la mattina del 25: 90° Rgt (reggimento) sulla cresta con tre battaglioni, 89° Rgt con tre battaglioni a mezza costa a quota 700 m, isolati e privi di collegamento a sinistra e destra. Ricorda l'ultima difesa degli Spartani alle Termopili. La manovra tedesca operò con una tattica innovativa per quegli anni. Tattica mobile e di aggiramento: frontale tra le due linee difensive con infiltrazione di piccole truppe d'assalto dell'Alpenkorps e aggiramento da Nord, lungo le valli di Natisone, della 12a divisione Slesiana.
Soldati della 12a Divisione Slesiana a Caporetto
La 12a divisione giunse perciò fino alle spalle del 90° Rgt della Salerno. Erano manovre precursorie della BlitzKrieg della seconda guerra mondiale. Avvenne pertanto quello che doveva accadere. A conquistare la cima non fu, però, come inizialmente decretò il comando tedesco, le unità del tenente Schieber che fu anche decorato con la croce al merito per l'operazione, (era comandante della 4 compagnia del 63° Rgt della 12a divisione), ma Rommel, che solo dopo vibrate proteste e rimostranze al Comando riuscì a dimostrare e farsi accreditare la sua vittoria, tuttavia non la medaglia. Allo stesso modo un altra controversia tremenda fuori campo si strascinò per anni da parte italiana. In linea generale i Comandi Italiani, lontani dal fronte, carenti di informazioni e ingessati talvolta nelle decisioni, non riuscirono a cogliere la situazione, gli errori di comando e la mancanza di reazione noti tuttavia i piani tedeschi di Caporetto. E' come se per anni non si riuscisse ad accettare che Caporetto fosse stata una straordinaria operazione militare tedesca, aiutata purtroppo anche da errori di comando italiani. Il Comando Italiano cercò i suoi capi espiatori, i colpevoli, a cui addossare le colpe di quella allora tragedia: il tutto si volle far ricadere sulle truppe combattenti. Oggi questo scandalo fa rabbrividire ed inorridire. Solo la commissione di inchiesta italiana, di molto sucessiva, riguardante Caporetto rivalutò anche le operazioni della brigata Salerno, appena dopo anni , dopo essere stati tacciati di codardia e delle più infamanti e ingiuste insinuazioni di viltà di fronte il nemico, i soldati, dopo anni di massacri inutili sul carso si misero sulle spalle anche queste colpe. Alla luce di quanto sopra la realtà, per i comandanti di allora incredibile, era un'altra. La brigata, nonostante le posizioni insostenibili, in assenza di artiglieria, trincee e difese, senza rinforzi, collegamenti, con la sola fanteria e le poche miragliatrici, resistette finchè potè, in campo aperto inviata com'era a respingere da sola un nemico inarrestabile. Le prime linee a Caporetto erano cadute per errata disposizione dei reparti, per i bombardamenti a gas, per l'assenza dell'intervento dell'artiglieria: un disastro dopo l'altro. I soldati non avevano colpe. Solo molto tardi li si rivalutò, grazie ai diari di reggimento: la Salerno si ritirò anche in perfetto ordine, solo dopo aver perso quasi tutti gli effettivi, dopo che le forze preponderanti tedesche e la nuova modalità di attacco delle truppe d'assalto, assolutamente sconosciuta ai fanti italiani, li sopraffecero. Sopravissero  20 ufficiali e 387 soldati del 89° e  8 ufficiali e 400 soldati del 90° dopo quel 25 ottobre. Chissà poi quanti di essi sopravvissero alla guerra...Matajur 1917: storia controversa, inedita e ancora poco nota.

Scrisse poi il generale Zoppi della Salerno:
"Pretendere che i soldati, in quelle vicende, facciano della strategia e della grande tattica può essere un bel sogno di chi non ha mai provato lo strazio mentale di essere nell'impossibilità di sapere...pretendere che il soldato aggirato e sorpreso, ossia vinto ancor prima di combattere, sappia col suo valore rovesciare una situazione inesorabilmente compromessa, è follia." (2).

Sono stato lassù. Su quella cima, dove allora si udiva il rombo della guerra, oggi si gode la tranquillità assoluta e la vista, in assenza di nubi, spazia all'infinito per regalare una emozione che toglie il fiato.

1) da Monte Matajur relazione storica
2) Isonzo 1917 di Mario Silvestri
3) Axis History

Note

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