Un pò di me

Diciamo subito che ho superato di parecchio gli 'anta. Risalgo all'epoca gloriosa ed ormai superata dei: dischi in vinile, delle cabine telefoniche, del gettone, del servizio di leva, dei disegni tecnici con carta e china, delle calcolatrici a logica polacca inversa, dei regoli calcolatori, della guerra fredda e della Lira.

Correvano i meravigliosi anni ’70, quando i miei genitori mi regalarono la mia prima piccola scatola di soldatini d’Italia della Atlantic, nel negozio sotto casa. Li ricordo ancora bene come fosse ieri : allineati in fantasiose battaglie sul pavimento della mia cameretta, in tasca nei primi giochi di infanzia e abbandonati con l'adolescenza. Ho vissuto con tristezza la scomparsa dal mercato di quella prestigiosa azienda italiana, così come anni fa per quella della TbLine, creata da una grande persona. Un pò più grandicello entrai in un club locale, dove ho avuto l'occasione di apprendere le meravigliose tecniche dell'arte del modellismo: la pittura e l'autocostruzione. Uscii da quella esperienza molti anni dopo, avendo vissuto intensamente il particolare ambiente dei concorsi di modellismo statico. Solo molto più tardi negli anni, in avanzata maturità, ebbi occasione di avvicinarmi a qualcosa di simile e tuttavia diverso: i giochi da tavolo, il wargame ed il collezionismo dei soldatini di piombo dipinti. Devo ciò alla pazienza di un grande amico, con cui condivido anche la passione per la storia e per le escursioni, spesso quelle gastronomiche, ma non solo. Sono passati diversi anni dai primi soldatini che ho ricevuto in regalo. Vivo ora in un mondo per certi versi più semplice e tuttavia più complesso, forse freddo, sicuramente frenetico, fatto di: computer, internet, globalità mediatica, amicizie virtuali, cellulari, mp3, euro e questo meraviglioso hobby, mi accompagna ancora con entusiasmo, nelle rare occasioni di tempo libero che mi rimangono tra la famiglia, gli amici e la professione di ingegnere.

Alessandro, alias "Callaghan".

Amici

sabato 6 luglio 2013

Ponti della Delizia - 4 Novembre 1918

Il 4 Novembre 1918 è la data che a tutti noi ricorda la fine della Grande Guerra in l'Italia.  Forse pochi sanno che in quella giornata, in quelle ultime ore di guerra, tra i milioni di combattenti, vi erano anche quelli del 332° reggimento di fanteria americano, giunto in italia per combattere a fianco degli italiani. Il Reggimento che precedentemente fu trasferito in treno dalla Francia all'Italia, combatté l'ultima grande offensiva italiana, quella di Vittorio Veneto dall'inizio, fino alla fine.
Avvenne così poche ore prima della fine della guerra l'ultimo combattimento tra soldati americani e austroungarici. Lo scontro avvenne sul Tagliamento in quella che potrebbe essere chiamata la battaglia dei Ponti sulla Delizia. Gli americani giunti in trincea lungo il fiume, dispiegarono i loro tre battaglioni nelle linee avanzate sulla riva sinistra del fiume: il secondo a sud, il primo al centro in riserva, il terzo a nord. Gli austroungarici li aspettavano con un Battaglione sulla sponda destra in posizioni efficienti e ben armate, ignari che avevano di fronte "solamente" un reggimento americano, ma consci che la guerra stava per terminare entro poche ore.

"Dalla sponda opposta, ancora saldamente presidiata da un battaglione austriaco in armi e ben appostato, il silenzio della notte fu rotto dalla voce di un tenente asburgico che invitava gli americani a non attaccare, poiché un armistizio era ormai imminente. Il capitano Austin Story, comandante del 3° battaglione, non avendo ricevuto alcuna notizia in tal senso, replicò agli austriaci che avrebbero piuttosto fatto meglio a tener basse le loro teste (we're going to blow you up, get your heads down)!" (1,2)

Il reggimento entrò pertanto nella storia e avvenne quello che dovette succedere a poche ore di distanza dalla fine della guerra ormai vinta. Prima dello spuntar dell'alba, alle 5.40 del 4 novembre il 2° battaglione del maggiore Scanland del 332° Rgt Americano, attraversò in silenzio il fiume Tagliamento. Con il favore delle tenebre,  il battaglione si raccolse e si appiattò sull'altra sponda di fronte alle trincee avversarie. Quando tutti furono pronti,  i fischietti degli ufficiali lanciarono all'assalto le due compagnie  K e H del 2°. I difensori furono colti di sorpresa: ma risvegliati dal torpore aprirono il fuoco con decisione, le mitragliatrici schwarzlose e l'artiglieria austroungarica riversarono nell'oscurità un uragano di piombo, che data l'oscurità, ricadde in direzione delle trincee americane ormai abbandonate. Avvenne così che in meno di venti minuti ebbe termine l'ultimo combattimento all'arma bianca tra americani ed austriaci. La trincea austriaca conquistata, serviva da testa di ponte sul Tagliamento, vennero catturati molti prigionieri e recuperate le armi ritrovate nelle trincee abbandonate e nei depositi munizioni. Sono le ultime vittime di questa tremenda guerra. Alle 15 del 4 novembre entra in vigore l'armistizio in Italia e cessano pertanto tutte le ostilità: il silenzio delle armi avvolse pertanto tutte le trincee, anche quelle americane ai ponti della Delizia. La Prima Guerra Mondiale che nell'immaginario comune doveva essere l'ultima e per questo "Grande" era finalmente finita. 

Riferimenti
La storia è tratta da "Un Leone Marciano per lo Zio Sam" di Furio Lazzarini. Siti internet di riferimento:
(1) La storia
(2) Uniformi

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