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giovedì 22 dicembre 2011

Timavo - S.Giovanni Duino - 1917

Ieri 21 dicembre 2011 si è svolta la prima partita di "Quota 28 di Timavo Bratina" lo scenario basato sulla storia vera della battaglia del 27-28maggio 1917 per quota 28 e S.Giovanni.. Stefano ha tenuto gli Italiani, io gli austriaci. La scelta è stata dettata dal caso con un lancio di un dado. Si è seguito lo scenario preconfigurato. Com'è andata? Sorprendente. Vediamolo. Eccovi il resoconto:


"All'alba del 27 maggio 1917 il secondo battaglione del 77° Reggimento Lupi di Toscana, già duramente provato dagli scontri della 10 offensiva sull'Isonzo, riceve l'ordine dal Comando Supremo di balzare nuovamente all'assalto e conquistare le posizioni oltre il fiume Timavo. E' l'inizio di una piccola battaglia n grande stile.

Le posizioni austroungariche di prima linea sono direttamente protette dalle artiglierie del gruppo Hermada. Un osservatorio avanzato e cannoni di grosso calibro sono puntati sugli italiani. Le prime linee sul Timavo sono tenute da due compagnie del IV battaglione Schutzen di Marburg. Occupano una il paesino di S.Giovanni di Duino completamente bombardato e ridotto in rovina e l'altra la quota 28. Il primo balzo delle fanterie Italiane è accompagnato dal pesante bombardamento dei cannoni austriaci da 149mm che con tiri ben piazzati e mirati creano i primi immensi vuoti tra la prima compagnia dei Lupi.
Superati i reticolati, sotto il fuoco incrociato di mitragliatrici, artiglieria e fucileria dalla dominante quota 28 e dalle trincee di S.Giovanni, le fanterie Italiane dopo varie peripezie riescono a passare la dove il nemico non se lo aspettava: Stefano modifica l'obiettivo e concentra l'assalto sul paesino di S.Giovanni. L'attraversamento del Timavo riesce, superato lo sbarramento dei reticolati si combatte lungamente a S.Giovanni..

La prima compagnia viene annientata nell'assalto ma altre due compagnie si avvicendano nei balzi alla baionetta quando ad un tratto gli austriaci contrattaccano con due plotoni alla baionetta gli italiani momentaneamente presi di sorpresa..


Il valore conta meno della fortuna, un fuoco micidiale di fucileria e mitragliatrici annienta il contrassalto e gli italiani dun balzo riescono a superare le ultime difese di san giovanni, si combatte tra le case: una lotta furibonda con alterne vicende, assalti contrassalti ed addirittura un ordine incredibile del comando austriaco: posizioni quasi annientate, si bombardi le nostre posizioni!! Tutto inutile, gli italiani conquistano quasi tutte le trincee palmo a palmo, ma ecco che finalmente...
le due compagnie di riserva austriache, con un bel tiro 6 entrano in gioco e con rapidità raggiungono le prime case di S.Giovanni quasi conquistata; ma nemmeno agli italiani manca l'artiglieria: da punta Sdobba, con i cannoni da 150mm (e con una fortuna a dire il vero eccezionale!!) mettono a segno colpo su colpo sulle 2 compagnie concentrate: completamente bloccate sotto il fuoco, Alex Callaghan capisce che non si passa!
Gli Italiani concentrano gli sforzi: hanno perso quasi 2 compagnie, ma riescono a catturare l'ultimo plotone di austriaci e conquistare S.Giovanni, obiettivo secondario, ma di non minor importanza: quota 28 ora può essere presa di infilata ed attaccata anche di fianco.
Dalle trincee di quota 28 gli austriaci indenni assistono quasi impotenti alla cattura del paese e del tremendo bombardamento sui giovani rinforzi. La battaglia è finita, gli Italiani hanno raggiunto l'obiettivo, anche se non hanno conquistato quota 28." Sono le ore 23, la partita è iniziata alle ore 20:30. l regolamento usato è stato BKC. Le miniature in 10mm sono della Pendraken, le ambientazioni, case e terreni fatti in casa. Devo dire anche se ho perso, una bella partita, entusiasmante e con tanti colpi di scena. Bel gioco! Saluto tutti e Vi auguro Buon Natale. Alla prossima.


domenica 18 dicembre 2011

Quota 28 di foce Timavo - SCENARIO


Il 12 maggio del 1917 si scatenò l'offensiva della 10a Battaglia dell'Isonzo.Nel settore di Monfalcone,la 45a divisione, superati i baluardi delle quote 57,77 e quota 12 si attestò sulle linee del Flondar e ai margini dell'abitato di S.Giovanni di Duino e sulla riva destra del Timavo. La linea occupata si presentava precaria nel caso di attacco avversario ed addossata alle paludi del Lisert e presa di infilata dalla quota 28 in mano austroungarica assieme l'abitato di S.Giovanni e le rovine di Fabbrica. Il comando supremo decretò il termine dell'offensiva con il 28 maggio, ma il 27 ordinò alla Brigata Toscana di muovere di notte da quota 12 e attaccare quota 28 solidamente difesa. La quota 28 ed il paese di S.Giovanni sono difesi dal IV schutzen austroungarico, la posizione è sotto l'osservatorio del monte Hermada quindi sotto il tiro di tutte le batterie del settore...

Regolamento: BKC;
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Terreni:
Quota 12 e 28: colline carsiche (brulle in pietra e roccia)
La quota 28 è una collina con una postazione blindata
Lisert (in giallo): canneti e paludi
Fascia stradale: zona carsica (brulla in pietra e roccia)
Fiumi: intransitabili eccetto per due passerelle di fortuna posizionate dagli italiani (ogni passerella può essere distrutta dalle artiglierie)
Mare: intransitabile
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Visibilità = 30cm per tutte le armi (notte)
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ARMY LIST
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ITALIANI
II/77° Battaglione fanteria "Lupi di Toscana"
CO (1 basetta)
1a.2a,3a,4a compagnia su 3 plotoni (12 basette)
compagnia MG su 2plotoni e HQ (3 basette)
Artiglieria: gli italiani hanno il supporto dell'artiglieria per tutti i turni con un tiro da 150mm tramite CO;
Riserve: Spiacenti, il Comando non ha previsto di inviare riserve in supporto.

AUSTROUNGARICI
IV Schuzen "Volontari di Marburg"
CO (1 basetta)
1a, 2a,3a,4a compagnia fucilieri su 3 plotoni (12 basette)
compagnia MG su 2 plotoni e HQ (3 basette)
Artiglieria: gli austriaci hanno a disposizione 1 tiro da 150mm da CO per ogni turno.
Riserve: sono di riserva la 3a e 4a compagnia fucilieri
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Posizioni iniziali:
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ITALIANI
Iniziano il gioco posizionati e trincerati su quota 12 e muovono
per primi.
In riserva: non sono previste riserve da impiegare nell'attacco

AUSTRIACI
Iniziano il gioco posizionati e trincerati su

- collina di quota 28 (una compagnia di fanteria con un plotone MG)
- fabbrica e San giovanni (una compagnia con un plotone MG)
In riserva: sono in riserva la 3a e 4a compagnia (Le riserve entrano in gioco
dalla strada per Trieste dopo il primo turno con un "6" nel lancio di 1D6 quando gli italiani si avvicinano agli obiettivi)

Postazione di quota 28: postazione blindata obiettivo degli italiani, postazione della collina
che può contenere solo una basetta

FILI SPINATI
Posizionati attorno a quota12, quota 28 e davanti al paese di S.Giovanni
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Condizioni di vittoria
Italiani: occupare la postazione blindata di quota 28 con una basetta oppure conquistare S.Giovanni;
Austriaci: conquistare quota 12 oppure eliminare almeno 8 basette italiane;
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Nella Storia cosa accadde dopo

Il tentativo del II/77° fini in un massacro. "All’estrema destra il I del 149° (Trapani), con la collaborazione del I del 77° (Toscana), doveva effettuare un attacco nella notte del 28 maggio presso la quota 28. Per distrarre l’avversario da tale quota, si organizzò un violento fuoco d’artiglieria dimostrativo su San Giovanni–Fabbrica.
Verso le 03.00 del mattino del giorno 28, dopo un violento fuoco portato da tutti i calibri d’artiglieria, il nemico sferrò un’attaccò sulla linea del fronte della 16a e 20a Divisione italiana con particolare riguardo alla quota 146. Nonostante le perdite  subite, i nostri soldati riuscirono a bloccare l’attacco. Opportunamente, visto le perdite, l’efficacia della difesa nemica nel tratto di fronte di quota 175 ovest di Medeazza e a causa del campo di battaglia completamente scoperto, si decise di rimandare l’attacco alla notte del giorno 29. All’estrema destra, dove era presente la 45a Divisione, il I del 149° (Trapani) passò il Timavo e raggiunse la quota 28 sulla quale poco dopo, nella notte del 28, arrivarono anche i reparti del I del 77° 19 (Toscana).
Il nemico, vista l’impetuosità dell’attacco dei nostri fanti, rispose con il lancio di bombe a mano, aiutato anche da alcune mitragliatrici efficacemente nascoste. Il I del 149° (Trapani) fu prima fermato e poi respinto assieme al I del 77° (Toscana) corso in suo aiuto. In questa azione le perdite furono gravi e pochi fanti riuscirono a tornare oltre il Timavo. Nello svolgimento del furioso attacco del 28 maggio1917 morì sul campo il Maggiore Giovanni Randaccio.
Terminata l’operazione parziale nei giorni seguenti, le nostre truppe attendevano che le posizioni conquistate sulla linea delle pendici sud di quota 219, 146, 145 nord, falde orientali di quota 110, ovest di San Giovanni, 12, fossero rafforzate e consolidate.
Le vittime in questa serie di attacchi furono circa 18.000. Il risultato fu un miglioramento della linea di fronte e la cattura di numerosi prigionieri.
Il Comando della 3a Armata ordinò di difendere e assicurare le posizioni della nuova linea avanzata conquistaste nei giorni precedenti. Tale linea doveva servire da base di partenza per altre operazioni offensive.
Le perdite complessive durante la 10 offensiva portata dall’Armata furono di circa 68.000 uomini tra morti feriti e dispersi."

Tratto da "Natura Nascosta " del gruppo speleologico monfalconese trovate il link: qui
La foto è tratta da http://certosa.cineca.it e mostra S.Giovanni di Duino dopo la battaglia.

sabato 17 dicembre 2011

Quota 28 di foce Timavo o Bratina e i Lupi di Toscana


ll prossimo scenario di wargame che affronteremo è ambientato sul fronte del Carso nella prima guerra mondiale nel 1917. Ho voluto affrontare questo scenario dopo una piccola gita su quei luoghi e leggendo di quella storia dimenticata fatta di eroismo di altri tempi e di inutile sacrificio o assurdità degli ordini. Ebbene, se un giorno vi trovate a percorrere la strada che dalla città di Monfalcone porta a Trieste, allora fermatevi nel Paese di S.Giovanni di Duino: qui sulla destra, dopo le bellissime foci del nostro bel fiume Timavo, oltre le fronde dei cipressi, guardate verso est, li dove sorge il Sole del mattino. Scorgerete che dall'alto di una roccia due sagome di lupi ululano verso il cielo. Ogni volta che li osservo ho la stessa sensazione di curiosità: cosa ci fate là?. Due lupi sul carso: sono secoli che qui non si vedono più questi animali! Immobili, muti, come il loro metallo di cui sono fatti. Poi leggiamo l'effigie, la storia di questi luoghi, lo ricordiamo. Dal 1951 questo monumento in bronzo, fuso dal Righetti, è li fermo immobile sotto le intemperie per ricordare una guerra antica. Quel monumento lo conosco da quando ero bambino, da quando le mie gite in bicicletta passavano da Duino vicino ai “lupi di Toscana"!. Quel monumento è li per loro: sono i fanti del 77° e 78° reggimento di Fanteria che combatterono per questi luoghi assieme a tanti altri reggimenti dimenticati di entrambi gli schieramenti. In un giorno di maggio sacrificarono se stessi sotto gli occhi estasiati del poeta d'Annunzio, per un ordine che a noi oggi appare assurdo e crudele. Non vi è nessuna lapide che li ricordi, ma con loro e contro di loro si batterono e sacrificarono i giovani ragazzi austroungarici del IV battaglione Schützen. Dobbiamo ritornare indietro di quasi un secolo per capire. Siamo nel pieno della prima guerra mondiale: nel 1917, sul finire della "decima offensiva sull'isonzo". Gli italiani si sono spinti quasi fino a S.Giovanni ma lo sbarramento dell'Hermada è invalicabile. La battaglia è quasi terminata quando il comando supremo ordina ad un reggimento provato un assalto "dimostrativo". Soldati di appena 18-vent'anni di Firenze e Maribor qui consegnarono per sempre le loro vite o affrontarono il loro destino per dimostrare di andare alla conquista e difendere una piccola collina. I toscani attraversarono il Timavo su una piccola e instabile passerella in legno sotto un tiro incrociato delle mitragliatrici. Era la guerra. Ci andarono, la conquistarono, ma vennero circondati, senza rinforzi, sotto un fuoco micidiale di sbarramento, vennero annientati dal contrattacco degli Schützen che dal sconvolgente assalto passarono all'offensiva . Una storia come tante durante la prima guerra mondiale e di tanti luoghi contesi, di quelle raccontate anche dal film "uomini contro" di Francesco Rosi. Per i "lupi" questi luoghi erano il caposaldo fondamentale: si chiamava quota 28 di foce Timavo o “Bratina”. Oggi nonlo è più, è un ignoto punto su una cartina militare, un posto bellissimo per le passeggiate, silvestre, silenzioso, ricoperto dai cespugli di sommaco che confondono e nascondono i segni ancora visibili di quella tremenda guerra, se non fosse un monumento a ricordarli. Questa storia e lo scenario sono per raccontarmi e raccontarVi un pò di questi fatti lontani ed i suoi protagonisti: i "lupi di Toscana" e i "volontari di Marburg" (Maribor), quasi un secolo fa. Buon viaggio.


La cartina riportata è solo per discussione e la fonte la potete leggere assieme alla storia qui

giovedì 15 dicembre 2011

Parker's Crossroads 1944 - La prova, le foto


La croni "storia " di una sconfitta
(13 divembre 2011)





Ecco i due battaglioni granatieri panzer, con pochi carri
bloccati dalla penuria di carburante, che escono dai boschi;
attaccano frontalmente il caposaldo della fattoria,
le prime difese sono già travolte quando..









Il secondo battaglione granatieri al completo e
con una compagnia di Sturmgeschutz III
muove per aggirare l'incrocio e
prendere alle spalle i difensori, Si bombarda il paese.
L'idea è buona ma..



I colpi non sortiscono l'effetto sperato.
L'assalto sul fianco non coglie di sorpresa i difensori;
scema la nebbia, l'assalto in campo aperto
è un altro massacro per i tedeschi: anche il 2° battaglione
viene dimezzato già a metà strada.
I carri non riescono a
fare la differenza...ma ecco che



arrivano i rinforzi americani: il secondo battaglione
parà e la compagnia sherman, sono le 23:00
gli ultimi colpi: non c'è storia
il gioco è finito. Gli americani hanno vinto.

Alla prossima!








mercoledì 14 dicembre 2011

Parkers Crossroads - la prima prova...


Gli attaccanti

I difensori

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Ieri 13 dicembre 2011 si è svolta la prima partita di prova per lo scenario “Parkers Crossroads 1944”. Il regolamento utilizzato è stato BlitzKrieg Commander versione 1. Il terreno è stato creato in modo minimale, con semplici elementi di base, tre casette, un lenzuolo bianco per simulare la neve, alcune spugnette per i boschi con alcuni alberelli e del nastro adesivo per le strade. Tuttavia alcuni lo hanno trovato d'effetto. Due battaglioni ed una compagnia corazzata tedeschi si sono lungamente scontrati contro un battaglione di artiglieria ed uno paracadutisti supportati da una compagnia carri americani. Le miniature erano in 15mm su basette storicamente dimensionate per Crossfire. Com'é andata? Un gran bel gioco, un bel regolamento, alcuni colpi di scena e un bel tiro di dadi. Lo scontro si è concluso con la meritata vittoria degli americani che ben trincerati e con un tiro accurato e preciso hanno decimato i granatieri tedeschi all'assalto allo scoperto nella neve: qualche volta è mancata la fortuna al giocatore tedesco che però ha giocato in modo spavaldo e poco lungimirante, nonostante il notevole vantaggio numerico iniziale. Il giocatore tedesco..ero io, mi consolo pensando che la prima volta da sempre una emozione :-) Bravo Stefano: hai ancora una volta confermato la bravura e l'esperienza,
Tutto sommato lo scenario messo in prova era abbastanza bilanciato, ma abbiamo notato che necessita ancora di alcuni ritocchi migliorativi. Lo scenario ha evidenziato inoltre il notevole vantaggio di una basetta ben coperta contro basette allo scoperto e la possibilità di ridurre il numero dei difensori americani. L'idea è di rigiocarlo, magari in 4 :-)
Ecco a voi alcune foto dei momenti notevoli di ieri sera: non posso che consigliarvelo, provatelo in buona compagnia!

Ciao
Callaghan


Note

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