Un pò di me e di voi

Ho superato di parecchio gli 'anta e risalgo a quella epoca gloriosa che a tutti gli anziani sembra essere irripetibile. E' stata l'epoca del benessere economico italiano, del lavoro, fondamento di questo nostro paese, ma anche di piccole cose che sono ormai scomparse: i dischi in vinile, le cabine telefoniche, il gettone, il servizio di leva, i disegni tecnici con carta e china, le calcolatrici a logica polacca inversa, i regoli calcolatori, la guerra fredda, la Lira e i soldatini.

Correvano i meravigliosi anni ’70, quando i miei genitori mi regalarono la mia prima piccola scatola di soldatini d’Italia della Atlantic. Quanta nostalgia, li ricordo come fosse ieri. Ho vissuto con tristezza la loro scomparsa dal mercato, lo stesso dolore si è rinnovato non poco tempo fa con l'oblio della TbLine, creata da una grande persona, con grandi progetti che ho avuto l'onore di conoscere e di leggere anche su questo blog. Quando pò più grandicello entrai in un club locale, ho avuto l'occasione di apprendere le meravigliose tecniche del modellismo: la pittura a pennello, l'aerografo, l'autocostruzione ed anche la complessa vita da club. Sono uscito da questa esperienza molti anni dopo, prima di partire per il servizio militare, allora decisi di aver vissuto abbastanza intensamente l'ambiente dei concorsi e del modellismo statico. Più tardi, in avanzata maturità, ho avuto occasione di avvicinarmi al wargame ed al collezionismo dei soldatini di piombo dipinti e devo ciò alla fortuna di aver conosciuto un mio grande amico: Stefano, con cui condivido la passione per la storia, per le escursioni e non solo quelle gastronomiche. Questo blog è solo una piccola parte di me, quella nascosta, il mio libro dei ricordi, di idee che forse mai realizzerò ed un piccolo contributo per questo meraviglioso hobby che mi accompagna ancora nelle rare occasioni di tempo libero che mi rimangono tra la famiglia, gli amici e la professione di ingegnere.

Alessandro, alias "Callaghan".

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martedì 31 gennaio 2012

La fisica e la statistica nel wargame - la visione di Zerloon

E' una una gran soddisfazione per me vedere come tali argomenti,un tantino teorici "prendono" anche voi in questo piccolo blog, Zerloon  ti ringrazio del lunghissimo commento studiato e del contributo, una visione forse non antitetica rispetto quello di Fabio ed interessante, eccola:

"Personalmente non credo che un autore di giochi stia troppo a guardare la fisica reale quando compone il gioco. Ne debba farlo.

Un gioco, per definizione, deve essere giocabile. la stragrande maggioranza dei regolamenti di wargame fanno delle concessioni alla giocabilità ritenendola, a mio avviso giustamente, ben più importante di una corretta simulazione.

Il concetto è che non è importante che la gittata di un arco sia corretta rispetto alla sua controparte reale, ma è fondamentale che un arco sia funzionale al gioco. Quindi la gittata, la penetrazione, l'efficacia di questi è completamente in funzione al ruolo che l'autore vuole che abbia nel gioco.

Se non fosse così per molti giochi scala skirmish il concetto stesso di distanza di tiro sarebbe superfluo, visto che le distanze di un tavolo in generale sono piuttosto corte , per cui tutte le armi da tiro avrebbero una gittata tale da superare le dimensioni del campo di gioco.

Poi la cosa si può giustificare in mille modi, per esempio dici che a quelle distanze è impossibile mirare, è vero, ma in effetti non è che si mirava a colpire il singolo uomo, si mirava a caso nel mucchio sperando di colpire qualcosa .

Una freccia difficilmente poteva penetrare una corazza , ma in effetti una freccia che colpisce un cavallo poteva farlo imbizzarrire, anche il solo effetto psicologico di vedersi tirare addosso poteva essere sufficiente .

In questo senso in un wargame la fisica è rappresentata integralmente dalle regole , per questo in un precedente post io parlavo di quanto fosse importante che i giocatori conoscessero le regole. Un giocatore bravo come dici tu deve essere in grado di gestire le risorse che ha nei limiti di quello che il regolamento gli permette.

Questo può voler dire approfittare di un + 1 se si carica su un fianco, ma anche indurre l'avversario a fare una mossa falsa facendogli abboccare al miraggio di ottenere proprio quel +1 .

La statistica in questo senso è uno strumento che il giocatore deve applicare per ponderare le sue scelte. poi deve essere in grado di gestire la situazione che si troverà davanti .

Tutto imho ovviamente. "

Zerloon


lunedì 30 gennaio 2012

La fisica, la matematica nel wargame - di Fabio G. Farneti

Fabio, ti ringrazio per il bellissimo contributo su questo piccolo Blog nei post precedenti. Mi sembrava il minimo pubblicare le tue  riflessioni su un post a Te dedicato:

"Visto che bene o male tutti scrivono molto su questo Blog :-), aggiungerò qualche riflessione al mio precedente intervento.

Quando un autore scrive un regolamento storico, dovrebbe stare molto attento alla fisica, altrimenti passa dallo scrivere un regolamento su postulati “reali” ad un regolamento Fantasy o SciFi. In realtà penso che anche i regolamenti Fantasy o SciFi dovrebbero basarsi su “regole” ed è per questo che ritengo che sia molto più difficile scrivere un regolamento di questo tipo piuttosto di uno storico, ma qui vado fuori tema.

Il problema della fisica però spesso viene ampliamente sottovalutato in fase di progettazione. Se dovessimo fare una classifica dell’importanza che gli autori danno ai vari aspetti si potrebbe dire che al primo posto sta una fantomatica cura dell’aspetto storico, poi abbiamo la meccanica di gioco ed infine la fisica. Non pensiate che questa mia osservazione sia puramente soggettiva. Faccio un piccolo esempio che tutti voi potreste verificare con un po’ di pazienza, fornendovi le gittate degli archi convertite in metri di alcuni tra i regolamenti del periodo antico più diffusi:

Anticamente: 120m
DBA: 148 – 296m
DBM: 148 – 296m
Impetus: 195m
Basic Impetus: 130m
Warmaster: 1500m
Epic Battle: 225m
Armati: 328m
FOG: 625m
Tactica Medioevale: 205m
WAB: 312 – 1992m
Prima Acies: 150m
Magna Acies: 150m

Io sono un ex arciere, forse non un grande arciere ma vi posso assicurare che anche la misura che ho usato io è ampliamente eccessiva. Anche supponendo di poter tirare a 120m la forza della freccia probabilmente non avrebbe la forza sufficiente per penetrare una corazza, senza pesare che mirare a quella distanza è pura fantasia.
Dallo studio che feci su questi regolamenti vennero fuori esilaranti conclusioni anche sulla velocità di movimento delle truppe e su cosa avrebbero dovuto rappresentare gli “eserciti”.

Per quanto riguarda la tua spiegazione del metodo ad aree, penso che l’impiego dei grafi non dia la spiegazione al razionale che sta dietro a questa scelta. Sempre rimanendo nell’area della fisica, maggiore similitudine la potresti trovare con il Principio di indeterminazione di Heisenberg.

Ma il concetto di fisica non va preso solo come disciplina scolastica ma anche nella sua eccezione di elemento solido, da cui derivano alcune scelte e meccaniche dei regolamenti che stanno un po’ indigeste a Roby.

La matematica e in particolar modo la statistica, per un autore di wargame sono uno strumento essenziale, come la biro per uno scrittore o un CAD per un ingegnere. Ogni modificatore, ogni numero di dadi da lanciare, ogni tipo di confronto, andrebbe verificato mediante un calcolo statistico. Spesso si crede che il play test possa sostituire questa operazione, ma non c’è nulla di più sbagliato. Il caso, come è giusto che sia, rende ogni partita unica, senza considerare le scelte tattiche dei singoli giocatori, quindi i giudizi che uno potrebbe trarre da questi risultati non sarebbero impiegabili se non come indicazione, ma ovviamente solo sui grandi numeri. Ma anche questo è vero in teoria, come già visto nella discussione sulla fisica nel wargame, anche in questo caso spesso gli autori di wargame tridimensionale sono molto più attenti ad altri aspetti che a questi…

Il problema che mi sembra di scorgere nei vostri interventi non è la matematica, ma la sensazione che la matematica vi tolga il ruolo di giocatori. In realtà il vostro è più un problema che riguarda le meccaniche di gioco e il rapporto personale con il gioco. Per essere veri protagonisti del regolamento è necessario capirne le dinamiche, quindi fare in modo consapevole scelte che vi posano dare un reale vantaggio. Se attaccare sul fianco piuttosto che attaccare frontalmente vi da un “+1”, allora il giocatore che riuscirà ad attaccare sul fianco più del suo avversario sarà il “più bravo”. Ma se volete essere “bravi” è ovvio che dobbiate un po’ sforzarvi. Anche negli scacchi, dove i calcoli matematici sono nulli, trovare la sequenza di mosse obbligate che porta allo scacco matto non è una cosa semplice e priva di sforzo intellettuale. Peccato che tutto ciò non va molto a braccetto con la partita serale, dove le energie sono già state terminate durante la giornata.

Ora però mi fermo e vi faccio prendere fiato. Ma siete sicuri di voler parlare di queste cose? Io ci vado a nozze, ma…"

Fabio G. Farneti

Grazie, ciao Alessandro

sabato 28 gennaio 2012

La matematica nel wargame: probabilità o bravura? - Di Stefano Ricatti - Seconda parte

Non ci sono dubbi: è una cosa soggettiva, se il regolamento è "giocabile", il giocatore può esprimere al meglio la sua possibilità,  al di sopra del calcolo della probabilità o di altre regole. E' così semplice? Purtroppo no: questa è la difficoltà che credo affrontino gli autori. Devo dire che questo concetto non era semplice per me: ci sono molte cose che ancora mi sfuggono, cercavo le soluzioni nelle leggi fisiche, ma mi manca l'esperienza di gioco. Io ho iniziato a giocare grazie a Stefano. Ho pensato allora che il commento che mi aveva lasciato  nell'articolo precedente meritava una posizione di prim'ordine invece del semplice "reply", l'ho pertanto spostato qui, in modo da averlo sempre in evidenza e farvelo leggere:


"Più che la matematica in senso ampio, è la statistica che ha il suo peso nei wargame. Nello stesso pentolone ci metto anche i board wargame dove, a mio avviso si sono fatti molti più progressi.
Nel mondo del wargame, in soldoni, si è passati dai regolamenti "anni '70" pieni zeppi di ogni tabellina per tener conto di ogni possibilità, dai lacci slacciati del fante, all'alta pressione atlantica ai regolamenti "fine anni '90" che hanno tolto quasi tutte le tabelle e lasciato che tutti i mille fattori vengano accumulati in una manciata di tiri di dado.
Quest'ultima soluzione e ha portato un innegabile vantaggio, quello di poter concluder le battaglie in una serata.
Se poi è la soluzione giusta o meno... beh, potremmo versare fiumi d'inchiostro a discutere sull'argomento, ma temo che alla fine raggiungeremmo la più ambigua delle risposte: "dipende".
A mio avviso, il giusto compromesso è stato raggiunto nel mondo del board wargame con i "card driven games" che hanno avuto in Mark Hermann il loro miglior interprete. Ricordo, tra gli altri: Up Front, For The People, Path of Glory e quello che per me è il punto massimo finora raggiunto "Empire of The Rising Sun". Ma non dimentichiamo la serie di Memori '44, Coomand and Colors, eccetera.
Questa strada non è stata seguita dai wargame se non con dei primi tentativi fatti di recente, mi vengono in mente "Sergents!" o "Alzo Zero".
In questi giochi i fattori casuali dalla stringa slacciata alla nevicata in Alaska sono stati incamerati nelle carte e, per dire, il fatto che non è arrivata la benzina perché il convoglio da Napoli è stato affondato dai sommergibili di Malta si riflette nelle carte in mano al giocatore che, magari, gli impedisce di muovere i carri anche se ha dei succulenti bersagli proprio davanti a se. "


Stefano

In effetti era giusto uscire dal generico ed entrare nel dettaglio.Certamente i board wargame hanno permesso di aprire una finestra sui nuovi strumenti a disposizione: sistemi integrati che vengono sempre più spesso utilizzati anche nel 3D chiamiamolo "convenzionale". Tuttavia è il board wargame il wargame nativo. La soluzione permette di far scendere di un piano anche il wargame dalla sua monumentale posizione di gioco di simulazione, con le complessità delle sue regole fondate sulla statistica, a volte sulla fisica, tentando di renderlo distribuibile ai molti (quindi anche ai miei due neuroni) sul piano del giocabile. Questo è l'obiettivo empirico. E' un mondo in continua evoluzione, ma dove c'è evoluzione i risultati sono sempre positivi e sorprendenti: quindi ora fermiamoci qui e andiamo a giocare..
Buon wargame!

venerdì 27 gennaio 2012

La matematica nel wargame: probabilità o bravura? - prima parte


Due dadi sono più divertenti di uno?

Ecco ci risiamo mi direte.., lo so che qualcuno già sorride sornione, tuttavia visto che abbiamo iniziato un discorso, mi sono detto: perché non completarlo, ma sopratutto complicarlo? Eh eh. Vi stupivate del post precedente? Della fisica nel wargame? Effettivamente la fisica ha un peso solo per chi ama "le simulazioni", ma la matematica? La matematica: dove la mettiamo? Ah i vecchi tempi, i conti a mente, i regoli calcolatori!! Altro che computer! Altro che calcolatrici! Ad un wargamer fanno un baffo!
Credo che tutti converrete con me che questa antica disciplina è un soggetto di alto ruolo nel wargame. Guai a non saper fare le somme o sottrazioni! Quindi mi raccomando ragazzi, studiate, anche a questo serve la scuola :-) 
Il problema è invece quando ci vuole anche una laurea in astrofisica per riuscire a muovere un panzer.. allora Houstonabbiamo un problema, ma a parte le battute più o meno infelici, non si può negare che in un regolamento di wargame ci sia almeno un'operazione matematica: sarebbe come dire che per muovere un veliero non serva il vento. Non vi è autore che non usi una somma, ma che dico una somma: una sommatoria! (E ho promesso di non postare formule..)
Non parliamo delle sottrazioni! Se mi permettete una critica. Cari autori, ma non ci pensate voi alle povere menti stanche che vogliono giocare alla sera? Ecco, mi sembra di sentire la voce di Stefano: "Vedi? La tua basetta di psiloi è supportata da quella di lame, però, essendo questa presa di fianco dalla mia cavalleria, considerando gli arcieri  ed essendo le tue truppe su terreno difficile devo considerare:  6+1-2-1..no scusa 6+1-2-1-1 perché generale non ha los, quindi tiro ...faccio 6 ...ti ho distrutto la basetta" "Scusa ripeti..?" Vi dirò la verità: per me alle nove di sera  giocare a wargame con determinati regolamenti è la cosa più devastante che la mia mente dilaniata dal lavoro possa immaginare...:-) 
Sto scherzando ed esagerando ovviamente. Eppure quanti drogati di numeri e dadi siamo? Parecchi ... quindi il gioco piace!
Dove c'è un regolamento di wargame vi sono almeno 3 tabelle numeriche e se vi va bene dovrete solo sommare e sottrarre i numeri all'interno di esse per confrontare il risultato dei dadi. I dadi. Un buon giocatore deve conoscere la probabilità. Deve sapere che se tira due dadi invece che tre le cose cambiano. Più il regolamento è complicato più la mente deve essere elastica. Dicono che vi sono i regolamenti bilanciati. Un regolamento ben bilanciato rende equilibrati i risultati probabilistici. Difatti quando i regolamenti obbligano ad un notevole lancio di dadi si può dimostrare empiricamente, per la legge dei grandi numeri (1) che i risultati non cambiano. Quindi allora per assurdo: più semplice è il regolamento più esso è "reale", se non solo divertente. Se ci pensate bene, allora, più le cose sono semplici, più funzionano. Perchè complicarle?

A cosa serve quindi tutto questo popò di conti?  Serve a far illudere il giocatore sul fatto di riuscire a portare a compimento la sua tattica nonostante tutti i suoi sforzi contro la natura avversa del fato. 
In altre parole ci divertiamo con gli eventi casuali, non con gli eventi certi. Un evento è casuale se le cause che lo producono non si possono oggettivamente controllare o governare. 
Per concludere non vi è wargame senza la matematica, senza la probabilità (forse senza la fisica si), ma non vi è gioco senza divertimento ed il divertimento sta nel caso..(continua)(2)

Buon wargame!

mercoledì 25 gennaio 2012

La fisica nel wargame: lo spazio tempo...

Ovvero la fisica applicata al wargame. No non mi sono intossicato con i solventi.. Mentre aspettavo che si asciugassero le basette del mio esercito medievale, stavo leggendo questo interessante articolo relativamente "i principi del wargame, lo spazio tempo e le scale" redatto dal bravissimo Gruppo di Murat. Lo so che qualcuno storcerà il naso, ma mi sono divertito a fare alcuni ragionamenti e accostamenti con la fisica spicciola che qui vi posto. Senza entrare troppo nei dettagli, potete pensare di rileggere le leggi della fisica applicata anche al gioco. Forse incoscientemente o forse sulla base di ragionamenti scientifici, mi sono convinto che i produttori si allacciano ad almeno tre scuole di pensiero nella realizzazione di regolamenti di wargame. Vi sono i regolamenti che chiamerei a tempo fisso, quelli a tempo variabile e quelli a aree. 

Nel primo, la meccanica è quella "rigorosa" e "originaria" dei regolamenti di wargame a turni. Nei secondi e terzi la visione è più orientata alla giocabilità. Nel primo Lo spazio è la variabile. Se volete, la meccanica del gioco si basa sulla legge del moto uniforme e sul fattore di scala:

"lo spazio percorso...dipende dal prodotto della velocità per il tempo..."(o)

Vi siete mai posti infatti la questione: " mi dicono che i miei fanti possono spostarsi al massimo di 10cm , ma questi cm da dove escono fuori? "

Probabilmente dalla formuletta sopra. Facciamo un semplice esempio generico: la velocità di marcia della fanteria è mediamente di 4km/h (1), se fissassimo la scala del terreno di gioco a 1:10.000 (1cm in scala è pari a 100m reali), la velocità "in scala" sul tavolo di gioco sarebbe pari a 40cm/h; se il tempo "in scala" che consideriamo fosse quello di un turno di gioco e questo fosse una frazione della durata reale della battaglia, per esempio 15minuti reali, ecco che il massimo spazio che potrebbero percorrere le mie basette dell'unità di fanteria sarebbe di 10cm. Dalla scala si risalirebbe poi alle gitate delle armi etc. Questi regolamenti fissano la scala e definiscono gli spazi come variabili del gioco.

Sarà poi  veramente così? Forse i regolamenti a turni non sempre utilizzano criteri così fini (e forse effimeri), ma probabilmente seguono qualcosa di più "empirico" per arrivare ad una cosa diversa dalla simulazione: la giocabilità. Tuttavia di questa non esiste una formula, anzi ogni regolamento fissa dei "numeri" ogni volta diversi e a voler essere fiscali i conti non tornano...

Finiscono qui le meccaniche di gioco? 

Vi è un seconda meccanica. Pensiamo per esempio ad un sistema di questo tipo: quello utilizzato da Crossfire. In Crossfire non ci sono realmente turni, il movimento è un fluire continuo interrotto solo dalla perdita di iniziativa. Ha senso in questi regolamenti preoccuparsi dei fattori di scala? Formalmente no. Crossfire difatti non simula le distanze ,ma il succedersi di eventi: il tempo è quindi la variabile. Senza tirar fuori Einstain e la teoria della relatività, ma semplicemente girando la formula sopra potremmo ottenere questa:

"il tempo di iniziativa...dipende dal rapporto tra lo spazio e la velocità..."

Il tempo (di iniziativa) è funzione sia dell'oggetto che è in movimento con una certa velocità (fanteria, mezzi etc) sia dello spazio percorso. Lo spazio infatti è modificabile da elementi interferenti (terreni) o da eventi correlati ai raggi di tiro delle armi: l'iniziativa finisce quando l'unità in movimento viene colpita duramente dal fuoco. Non ha importanza quindi quanto spazio si percorre ma quanto dura una azione (possibilmente il più a lungo possibile).

Vi sono poi i regolamenti ad aree. Qui la variabile è il grafo

"Teoria dei grafi ovvero il Problema Relativo alla Geometria di Posizione"

Di questi le formule sono molto più complesse proprie di questa teoria, pertanto evito di inserirle, anche perchè il sistema è già di per se molto semplice e bello per complicarlo ..tuttavia per chi vuol farsi del male lo trova qui.

Siccome credo di avervi tediato abbastanza: ora mi fermo qui. Se qualcuno volesse approfondire il discorso, spero che questo post possa almeno tornargli utile, altrimenti abbiate pazienza di me...
Buon wargame!

PS: Vi sarebbe un'altro modo di girare la formuletta sopra: chissà che qualcuno non trovi la meccanica giusta per il prossimo originale regolamento..Speriamo :-)





sabato 21 gennaio 2012

Basette per miniature in 10mm - Bertrando 1335 - parte IV

L'esercito "texturizzato"

Ci eravamo lasciati con la colorazione dei dettagli e delle insegne dell'esercito di Bertrando. Bene. Sono state completate. Eseguite queste divertenti operazioni mi sono dedicato alle basette ed in particolare alla "texturizzazione" delle stesse. Che strana parola..Texturizzare . Abbiate pazienza ho usato un termine che ormai è di uso comune per il wargame. In pratica si tratta di creare una superficie in rilievo, in questo caso che simuli un terreno sassoso o erboso sulle basette. Perchè non si lascia la basetta piatta? Perchè in questo modo si può colorarla facilmente con il metodo del pennello piatto e asciutto e l'effetto è bellissimo. Sono ormai anni che mi applico in queste operazioni e mi vengono ormai automatiche. Il metodo che uso è molto semplice ma assolutamente ultraeconomico. Servono:

- uno stuzzicadenti
- colla vinilica
- farina di polenta
- un recipiente

Invece di utilizzare materiale in granuli venduto dai negozi di hobby (erbette bellissime e sabbiette di vario tipo), utilizzo qualcosa di naturale, economico e semplice da acquistare: farina di polenta. Altri utilizzano la sabbia: è lo stesso solo cambia il peso. Inoltre in questo caso trattandosi di un esercito Friulano, quale miglior ingrediente potevo usare se non la Polenta?? Comunque per chi volesse seguire questo metodo, i passaggi sono assolutamente semplici, eccoli :

1) Una bella mano di colla vinilica solo sulla basetta: usate uno stuzzicadenti per stenderla e attenzione alla miniatura..

2) Una bella immersione nel materiale granuloso (la farina di polenta )...

3) date qualche colpetto per far scivolare il surplus nella bacinella e una volta asciutta la basetta è pronta da colorare, lasciate però asciugare almeno 2 giorni...

PS: se qualcuno si preoccupasse dell'invecchiamento della farina di polenta sulle basette nel tempo, lo tranquillizzo: da decenni non ho riscontrato problemi sulle mie basette . Devo però sottolineare che una volta colorate le basette texturizzate, sono solito spruzzare una vernice protettiva trasparente su tutto, in modo da vetrificare sia le miniature e sia le basi. Nel prossimo post vedremo quindi la colorazione delle basette e la mano a finire.
Buon Wargame!

venerdì 20 gennaio 2012

Vederci chiaro e nel dettaglio..


Sto iniziando a realizzare la testurizzazione delle basi delle mie miniature medievali di Bertrando, ma nell'ottica della colorazione del secondo esercito medioevale in 10mm, dei prossimi arrivi in 10mm o 15mm avevo bisogno di un ausilio per i miei occhi e per migliorare i dettagli di questi minuscoli omini di piombo. E' vero che con l'età la vista cala, me ne sto accorgendo giorno dopo giorno, anch'io ho già superato gli 'anta e anche se per fortuna non porto gli occhiali in modo permanente, faccio fatica alla sera a concentrarmi su dettagli piccoli come un ago. A voi non spaventa il fatto che la punta del pennello sia un gigante rispetto alle miniature? 
Dovevo inoltre migliorare l'illuminazione del mio posto di "lavoro". Dipingo sempre alla sera, in ore tarde, del resto il lavoro e la famiglia vengono prima. Pensavo di equipaggiare la mia scrivania di una luce alogena avente una tonalità riposante ma con una buona dose di lux. Di questo avevo già parlato con Roby via mail. Insomma volevo vederci chiaro ed in dettaglio. Come potevo mettere insieme queste due necessità in un unico oggetto? Devo dire che l'idea è nata dalle riflessioni sul post del caro Riccardo. La decisione è stata una conseguenza. Per farla breve, essendo questo il momento giusto,  mi sono fatto regalare una lampada-lente di quelle utilizzate in elettronica, oggetto che potete vedere nella foto.  Che dire di più? E' particolare, carina da vedere, non troppo costoso, ma sopratutto utilissima. Ora non ho più scuse per dipingere male..
Buon Wargame a tutti!

martedì 17 gennaio 2012

Idea di Progetto: Le guerre dell'Italia Nord Orientale 1300-1370 - Ironbow II


La cartina politica medioevale delle zone interessate (1)

Dopo la creazione di alcuni piccoli scenari, in attesa ancora di giocare a "Ospo 1615", vorrei concedermi un progetto nuovo e più "impegnativo". Ho bisogno di un obiettivo, di progettare, di studiare, di un impegno nuovo simile al grande "Zaule 1615". Tutto nasce dalla realizzazione dell'esercito di Bertrando 1335 (ormai quasi completato) e di quello del Da Camino. Mi sono appassionando al periodo medievale. Ho "scoperto" quel periodo che copre l'arco degli anni tra il 1300 ed il 1370, in italia. Le vicende sono molto intricate, colme di aneddoti e sopratutto poco note per me: tutti elementi utili a rendere più fantasioso ed intrigante il mio "wargame applicato". Inoltre i luoghi storici di interesse mi appartengono e sono molto vicini. L'idea è ancora abbozzata nella mia mente, ma potrebbe trovare realizzazione e coinvolgere subito oltre a me il mio caro e fidato amico Stefano (che al momento non lo sa ancora, ma lo scoprirà con questo post :-) Forse dopo, eventuali altri volontari o giocatori. Tutto da analizzare. Qualè l'Idea: semplice un gioco campagnia con battaglie/scontri a livello campale calato in questo periodo preciso. Regolamenti? Si potrebbe utilizzare i gratuiti Ironbow II e Villeardouin dei bravissimi Perfect Captain. I Protagonisti?  Quasi infiniti :il Patriarcato di Aquileia, i Conti di Gorizia, le città di Venezia, Trieste, i territori dei Della Scala, dei Carrara, dei Da Camino di Treviso.. Per ora non dirò altro, se non aver fissato questa idea per poi ridiscuterla con Stefano. Avrà seguito? Vedremo, ora ritorno a dipingere i miei 10mm medioevali.


(1) La cartina è riportata solo per discussione.

domenica 15 gennaio 2012

Colorazione miniature in 10mm - Bertrando 1335 - parte III

Ieri sera ho finalmente completato di colorare tutti gli stemmi araldici, cittadini e le "divise" dell'esercito del Beato Bertrando. Ho corretto gli stemmi dei cavalieri di Gemona in quanto, come ben si vede dai post precedenti, i colori erano erroneamente invertiti (Ah dipingere alla sera!!). Nell'ultima fase realizzarò la testurizzazione delle basette e le colorerò, poi il primo esercito sarà finalmente terminato. Posto intanto alcune foto dei lavori in corso, eccole:

Capitano Filippo de Portis (Città di Cividale)

Capitano Nicolò di Castello (Città di Aquileia)

Capitano Artico di Prampero (Città di Gemona)

Capitano Federico da Savorgnano (Città di Udine)

 Patriarca Bertrando di S.Genesio generale dell'esercito della "Patria"

Fanterie: in primo piano fanti leggeri e pesanti della città di Cividale



martedì 10 gennaio 2012

lunedì 9 gennaio 2012

Colorazione miniature in 10mm - Bertrando 1335 - parte II

Ci eravamo lasciati alla colorazione degli stemmi e delle livree. Per spezzare la monotonia ho deciso di dare un pochino di colore a questo piccolo esercito; le regolette sono queste:

  • - tutti i fanti portatori di scudo saranno equipaggiati dell'antico Stemma della città di provenienza: e sono: Aquileia,Udine,Cividale, Gemona; I fanti non porteranno livree rappresentando la moltitudine di quegli ignoti cittadini in armi (4000 circa) che andavano alla guerra con le proprie vesti oppure erano mercenari assoldati;
  • - tutti i fanti balestrieri porteranno la livrea sulle vesti (L'antica "divisa" cioè la tunica divisa in due colori);
  • - i Cavalieri porteranno gli stemmi nobiliari, la divisa sopra l'usbergo e la gualdrappa sul cavallo con i colori nobiliari.

Per i capitani di Bertrando le insegne saranno:

de Portis

Prampero
Savorgnan

Castello


Riferimenti per i stemmi di cui sopra:



domenica 8 gennaio 2012

Colorazione miniature in 10mm - Bertrando 1335 - parte I

Ecco, ci siamo! Che questo post  vi spinga a colorare miniature in 10mm! Roby questo post è per te. Posto alcune foto dell'esercito in 10mm in costruzione per la battaglia di Sacile del 1335 del Patriarca Bertrando  Le miniature una volta finite rappresenteranno, (certo, con un pò di fantasia) , i 500 elmi (cavalieri), i 200 balestrieri e i 4000 fanti (leggeri e pesanti) di Bertrando. Nel secondo esercito del Camino che non ho ancora iniziato, oltre i fanti, ed i cavaglieri ci saranno anche contadini e popolo in armi (1).
Partendo da Adamo ed Eva, ci sono due metodi per colorare in 10mm, quello "Dark" con mano di fondo nero e quello "Laver" con i lavaggi. Non sono un gran insegnante, quindi eviterò di dilungarmi, i metodi li potete trovare esposti chiaramente in vari blog o siti di veri esperti e pittori (vedi il forum o gli articoli di dadi e piombo, TBline, Pendraken). Questo post a me serve come punto di riferimento e annotazioni per i lavori (magari le note personali saranno utili anche ad altri) e voi magari mi potrete dare i vostri consigli a migliorare. Dunque il metodo che ho utilizzato per colorare è il primo: si inizia con mano di fondo rigorosamente nero opaco. In verità ho scelto questo metodo perché non sono un gran pittore e non sono bravo nei "lavaggi": spesso ho rovinato il lavoro di ore, causa inesperienza. Potete immaginare la rabbia. Il metodo con la mano di fondo, pur coprendo un pò i particolari (ma credetemi non tantissimo) è veramente facile sopratutto per i principianti.  Che dire? E' una scelta, io mi sono trovato bene con questo. Unica nota: dicono in rete che questo metodo permette di "dipingere miniature molto piccole in poco tempo"; Sul tempo ecco, avrei da qualcosa da ridire ..


1-La prima mano (nero di fondo)
2-Dry Brush generale (marrone)

 3-Il cavallo (colore mattoncino)
4-il cavaliere (armatura e cinghie): ora non mancano che le insegne ed i colori degli stemmi..

Note:
1) Colori: dopo vari tentativi e fallimenti ho scoperto che i colori più versatili sono quelli Acrilici (quelli diluibili ad acqua). Vantaggi: se ci si sporca o si sporca qualcosa (ad esempio la scrivania, nonostante le protezioni), potete pulire facilmente il tutto con acqua di rubinetto. I colori sono molto coprenti e con la mano di fondo non occorre diluire molto. 
Preferisco dare la mano di fondo per non utilizzare poi chine o colori diluiti per fare le ombre. Questo è dovuto alla mia scelta degli acrilici: attenzione, gli acrilici fino a quando non si da la mano a finire di coprente trasparente (vernice spray) possono essere molto ma molto delicati.
2) Il dry brush: ahh chi ha scoperto questo metodo è un vero genio!!!. Facile da usare e da dare con pennello asciutto, senza alcuna pietà sulle miniature. Ho scoperto che conviene utilizzare sempre un marroncino diluito sopra il nero (per l'effetto di vesti in cuoio o lino o lana, come quelle medioevali).
3) Il cavallo. Qui ci vuole pazienza. Entro le cornici delle pelli del bravo animale stendi un colore marrone mattoncino, facendo attenzione a non coprire i bordini neri! (altrimenti a che serve la mano di fondo?)
4) Il cavaliere: con il colore precedente (il marroncino oppure un colore più chiaro) ed un pennello sottile n° 3 ma appuntito colora le cinghie, il fodero della spada, etc. Colora l'armatura sempre con dry brush sulle parti "metalliche" con un colore grigio+argento e attenzione ai bordini neri..

Per fare questi 4 passaggi per tute le miniature ci ho messo 5 ore (alla faccia della velocità!!).

Giunti a  questo punto si tratterà di dipingere stemmi e colori comunali sugli scudi e/o sulle vesti. . Questo lo vediamo nel post seguente n°2. Sono tentato di non colorare le vesti dei fanti ma di lasciarle nei colori "poveri" del cuoio, lana e lino, perchè credo all'epoca solo i ricchi ed i nobili potevano permettersi belle stoffe o far colorare il lino. Certo un pò di colore qua e la mi dicono è bene darlo, magari in rosso (colore molto in voga all'epoca)..Voi cosa ne pensate? Ovviamente l'effetto finale può cambiare tra un esercito coloratissimo ed uno (forse com'era nella realtà) di grigi, metallo, marroni, in fin dei conti è un gioco...



(1) La storia racconta che il "beato Bertrando" invece di porgere l'altra guancia ha avuto poca pietà di una cittadina vicina a Sacile dopo la battaglia . Gli uomini di questo paese avevano dato man forte al da Camino (in armi e forse nella battaglia) e per ricompensa il beato ha trovato loro posto in paradiso assieme alle loro famiglie...(da sangue sui prati della Richinvelda).






venerdì 6 gennaio 2012

battaglia di SACILE - 30 luglio 1335


Mentre dipingo le miniature per la battaglia di Sacile del 1335, eccovi un pò di storia:

 “..Ma avvicinasi il tempo in cui Ricciardo di Camino vedrà prostrata la sua potenza e lo stato aquilejese avrà un nemico di meno. Prima cura del novello patriarca Bertrando di S Genesio saggio politico valente capitano pio e benefico pastore noverato poi fra beati fu la ricupera di Sacile e l eseguì nel 1335 esborsando alla contessa di Gorizia 400 marche or corrispondenti a sedicimila lire d Austria che per tal somma tenevalo in pegno (43) Poscia venuto a colloquio col Caminese nella campagna tra Cavolano e Sacile non acconsentì rinvestirlo de feudi aquilejesi come chiedeva ma prese tempo a pensarvi (44). E tornando questo pervicace nemico alle consuete ostilità contro la chiesa e in particolare contro Sacile il parlamento della Patria addotto la proposta di Bertrando e dichiarò Ricciardo di Camino di sopra decaduto dai feudi che teneva dal patriarcato (45) Allora scatenato l' odio antico e la recente rabbia Ricciardo raddoppiò l'armi e le offese istigato anche dal cognato Mastino della Scala varcò il Livenza devastò l' agro di Sacile e accampò sotto la terra che valorosamente sostenne reiterati assalti (46). Bertrando reduce da Lubiana ove era stato a congresso con Ottone duca d Austria aduna tosto le milizie accresciute anche per voto del parlamento e postosi a capo di cinquecento elmi duecento balestrieri e quattromila fanti corre incontro al nemico Stendesi a levante di Sacile una vasta e nuda prateria denominata Camollo Campus Mollis luogo per molto spazio deserto ora in parte coltivato e infame allora per derubati e uccisi viandanti e dove i conti di Porcia e il capitano di Sacile tenevano ne lor confini permanenti le forche. Quivi affrontaronsi i due campi a dì 30 Luglio 1335.L accanita battaglia fu lungamente indecisa perchè i friulani combattevano a difesa della chiesa e della patria i caminesi per brama di saccheggio e conquista Ma il Dio degli eserciti favori la parte del giusto Il potente Ricciardo signor di Trivigi (Treviso ndr), Belluno Ceneda e Serravalle sbaragliato e rotto potè a gran pena ricovrarsi in quest ultima città. E poco dopo la sconfitta ivi mori accuorato senza lasciar figli che ne redassero i feudi per cui ricaddero alla chiesa d Aquileja la provincia del Cadore le castella di Cavolano Regenzuolo Cordignano Bibano e molti altri luoghi (47) Bertrando ricompensò immediatamente i servigi de suoi fedeli Diede terreni feudali a Bertoldo di Toppo difensore di Sacile e del castello di Caneva (48) a Galvano di Maniago che aveva sovvenuto Sacile di vettovaglie assegnò il reddito della gastaldia d Aviano (49) a Federico di Savorgnano (a) principal capitano dell armi patriarcali concesse il capitaniato di Sacile (50) e a questo fedel comune donò nel 13Ì2 le praterie che distendonsi a sinistra del Livenzafra S Odorico e la fossa delle spine (51)”


Le insegne di Bertrando sono postate per pura discussione e sono tratte da questi siti:


mercoledì 4 gennaio 2012

Come Beltrando uomo di chiesa in 10mm andò alla Guerra


Sempre nella penosa attesa di giocare una partita e nella consapevolezza che dovrò attendere ancora una settimana e forse parecchio per provare lo scenario di Ospo, tra le festività, mi sono interessato alle miniature della TB line che da poco ho acquistato e mi sono arrivate. 10mm di puro biombo, già belle da vedere non lavorate, curate, rappresentano con dovizia di particolari soldati medioevali europei.
Mi scuserete: non ho momentaneamente la possibilità di postarvi una foto, vi basti la fantasia. Vedrete a breve balestrieri, fanti leggeri e pesanti, paesani e cavalieri in tenute, colori e stemmi della mia regione: il Friuli Venezia Giulia.
Quando li acquistai, la scelta da fare era come dipingerli e cosa rappresentare. Avevo sempre l'idea di fare alcuni eserciti medioevali friulani, siccome su internet si trova veramente tutto quanto necessario, la scelta non è stata difficile, difatti mi sono imbattuto in alcuni testi molto interessanti che mi hanno dato spunto e fantasia.

Vi anticipo pertanto, lasciandovi l'acquolina in bocca che i soggetti sono l'esercito del Patriarca d'Aquileia Beltrando o Bertrando, l'esercito dei conti di Gorizia (contessa Beatrice di Gorizia) e quello dei signori da Camino (Rizzardo Novello da Camino) che nell'arco di pochi anni infiammarono il friuli. Nell'attesa, potete leggervi la storia, gli aneddoti di questi personaggi e di come un decano della chiesa vestì l'armatura e andò più volte in guerra:


Credetemi, non avrei mai immaginato la quantità di battaglie medioevali che queste zone hanno veduto. Saranno mille idee per il wargame e quindi tanti scenari che presto potrete scaricare da qui!
Buon wargame!

Note

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