Un pò di me

Diciamo subito che ho superato di parecchio gli 'anta. Risalgo all'epoca gloriosa ed ormai superata dei: dischi in vinile, delle cabine telefoniche, del gettone, del servizio di leva, dei disegni tecnici con carta e china, delle calcolatrici a logica polacca inversa, dei regoli calcolatori, della guerra fredda e della Lira.

Correvano i meravigliosi anni ’70, quando i miei genitori mi regalarono la mia prima piccola scatola di soldatini d’Italia della Atlantic, nel negozio sotto casa. Li ricordo ancora bene come fosse ieri : allineati in fantasiose battaglie sul pavimento della mia cameretta, in tasca nei primi giochi di infanzia e abbandonati con l'adolescenza. Ho vissuto con tristezza la scomparsa dal mercato di quella prestigiosa azienda italiana, così come anni fa per quella della TbLine, creata da una grande persona. Un pò più grandicello entrai in un club locale, dove ho avuto l'occasione di apprendere le meravigliose tecniche dell'arte del modellismo: la pittura e l'autocostruzione. Uscii da quella esperienza molti anni dopo, avendo vissuto intensamente il particolare ambiente dei concorsi di modellismo statico. Solo molto più tardi negli anni, in avanzata maturità, ebbi occasione di avvicinarmi a qualcosa di simile e tuttavia diverso: i giochi da tavolo, il wargame ed il collezionismo dei soldatini di piombo dipinti. Devo ciò alla pazienza di un grande amico, con cui condivido anche la passione per la storia e per le escursioni, spesso quelle gastronomiche, ma non solo. Sono passati diversi anni dai primi soldatini che ho ricevuto in regalo. Vivo ora in un mondo per certi versi più semplice e tuttavia più complesso, forse freddo, sicuramente frenetico, fatto di: computer, internet, globalità mediatica, amicizie virtuali, cellulari, mp3, euro e questo meraviglioso hobby, mi accompagna ancora con entusiasmo, nelle rare occasioni di tempo libero che mi rimangono tra la famiglia, gli amici e la professione di ingegnere.

Alessandro, alias "Callaghan".

Amici

venerdì 27 gennaio 2012

La matematica nel wargame: probabilità o bravura? - prima parte


Due dadi sono più divertenti di uno?

Ecco ci risiamo mi direte.., lo so che qualcuno già sorride sornione, tuttavia visto che abbiamo iniziato un discorso, mi sono detto: perché non completarlo, ma sopratutto complicarlo? Eh eh. Vi stupivate del post precedente? Della fisica nel wargame? Effettivamente la fisica ha un peso solo per chi ama "le simulazioni", ma la matematica? La matematica: dove la mettiamo? Ah i vecchi tempi, i conti a mente, i regoli calcolatori!! Altro che computer! Altro che calcolatrici! Ad un wargamer fanno un baffo!
Credo che tutti converrete con me che questa antica disciplina è un soggetto di alto ruolo nel wargame. Guai a non saper fare le somme o sottrazioni! Quindi mi raccomando ragazzi, studiate, anche a questo serve la scuola :-) 
Il problema è invece quando ci vuole anche una laurea in astrofisica per riuscire a muovere un panzer.. allora Houstonabbiamo un problema, ma a parte le battute più o meno infelici, non si può negare che in un regolamento di wargame ci sia almeno un'operazione matematica: sarebbe come dire che per muovere un veliero non serva il vento. Non vi è autore che non usi una somma, ma che dico una somma: una sommatoria! (E ho promesso di non postare formule..)
Non parliamo delle sottrazioni! Se mi permettete una critica. Cari autori, ma non ci pensate voi alle povere menti stanche che vogliono giocare alla sera? Ecco, mi sembra di sentire la voce di Stefano: "Vedi? La tua basetta di psiloi è supportata da quella di lame, però, essendo questa presa di fianco dalla mia cavalleria, considerando gli arcieri  ed essendo le tue truppe su terreno difficile devo considerare:  6+1-2-1..no scusa 6+1-2-1-1 perché generale non ha los, quindi tiro ...faccio 6 ...ti ho distrutto la basetta" "Scusa ripeti..?" Vi dirò la verità: per me alle nove di sera  giocare a wargame con determinati regolamenti è la cosa più devastante che la mia mente dilaniata dal lavoro possa immaginare...:-) 
Sto scherzando ed esagerando ovviamente. Eppure quanti drogati di numeri e dadi siamo? Parecchi ... quindi il gioco piace!
Dove c'è un regolamento di wargame vi sono almeno 3 tabelle numeriche e se vi va bene dovrete solo sommare e sottrarre i numeri all'interno di esse per confrontare il risultato dei dadi. I dadi. Un buon giocatore deve conoscere la probabilità. Deve sapere che se tira due dadi invece che tre le cose cambiano. Più il regolamento è complicato più la mente deve essere elastica. Dicono che vi sono i regolamenti bilanciati. Un regolamento ben bilanciato rende equilibrati i risultati probabilistici. Difatti quando i regolamenti obbligano ad un notevole lancio di dadi si può dimostrare empiricamente, per la legge dei grandi numeri (1) che i risultati non cambiano. Quindi allora per assurdo: più semplice è il regolamento più esso è "reale", se non solo divertente. Se ci pensate bene, allora, più le cose sono semplici, più funzionano. Perchè complicarle?

A cosa serve quindi tutto questo popò di conti?  Serve a far illudere il giocatore sul fatto di riuscire a portare a compimento la sua tattica nonostante tutti i suoi sforzi contro la natura avversa del fato. 
In altre parole ci divertiamo con gli eventi casuali, non con gli eventi certi. Un evento è casuale se le cause che lo producono non si possono oggettivamente controllare o governare. 
Per concludere non vi è wargame senza la matematica, senza la probabilità (forse senza la fisica si), ma non vi è gioco senza divertimento ed il divertimento sta nel caso..(continua)(2)

Buon wargame!

1 commento:

Roby ha detto...

Un solo commento: Crossfire, forever!!! Non avrai di questi problemi...eh eh eh (però ne avrai altri...)

Note

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