Un pò di me e di voi

Ho superato di parecchio gli 'anta e risalgo a quella epoca gloriosa che a tutti gli anziani sembra essere irripetibile. E' stata l'epoca del benessere economico italiano, del lavoro, fondamento di questo nostro paese, ma anche di piccole cose che sono ormai scomparse: i dischi in vinile, le cabine telefoniche, il gettone, il servizio di leva, i disegni tecnici con carta e china, le calcolatrici a logica polacca inversa, i regoli calcolatori, la guerra fredda, la Lira e i soldatini.

Correvano i meravigliosi anni ’70, quando i miei genitori mi regalarono la mia prima piccola scatola di soldatini d’Italia della Atlantic. Quanta nostalgia, li ricordo come fosse ieri. Ho vissuto con tristezza la loro scomparsa dal mercato, lo stesso dolore si è rinnovato non poco tempo fa con l'oblio della TbLine, creata da una grande persona, con grandi progetti che ho avuto l'onore di conoscere e di leggere anche su questo blog. Quando pò più grandicello entrai in un club locale, ho avuto l'occasione di apprendere le meravigliose tecniche del modellismo: la pittura a pennello, l'aerografo, l'autocostruzione ed anche la complessa vita da club. Sono uscito da questa esperienza molti anni dopo, prima di partire per il servizio militare, allora decisi di aver vissuto abbastanza intensamente l'ambiente dei concorsi e del modellismo statico. Più tardi, in avanzata maturità, ho avuto occasione di avvicinarmi al wargame ed al collezionismo dei soldatini di piombo dipinti e devo ciò alla fortuna di aver conosciuto un mio grande amico: Stefano, con cui condivido la passione per la storia, per le escursioni e non solo quelle gastronomiche. Questo blog è solo una piccola parte di me, quella nascosta, il mio libro dei ricordi, di idee che forse mai realizzerò ed un piccolo contributo per questo meraviglioso hobby che mi accompagna ancora nelle rare occasioni di tempo libero che mi rimangono tra la famiglia, gli amici e la professione di ingegnere.

Alessandro, alias "Callaghan".

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domenica 30 giugno 2013

Terreni - Parte 1 - Realizzazione di pianura continentale


Come realizzare i vostri terreni da wargame in modo semplice ed economico. In questo post: la pianura continentale. 

La pianura continentale 30 cm x 30 cm
Accostando vari rettangoli o quadrati di terreni si può così realizzare un tavolo da gioco più o meno complesso e variegato.

Materiali occorrenti
n.2 Vasetti da 250 g di colla vinilica;
n.1 Pannello isolante da costruzioni ad alta densità di sezione adeguata (al Vostro progetto) ;
n.1 Sacchetto di farina di polenta alimentare;
n.1 Vasetto di colore acrilico verde oliva (qui usato 69.1230.130 Easy Color 130 ml);
n.1 Vasetto di colore acrilico verde cadmio chiaro (qui usato 69.1190.130 Easy Color  130 ml);
n.1 Bomboletta di acrilico semi lucido trasparente;
Con queste quantità è possibile realizzare almeno 2 metri quadrati di terreno.

Attrezzi
n.2 pennelli di medie dimensioni e bassa qualità (uno per tutta la colorazione ed uno per la stesura della colla);
n.1 contenitore con acqua per la pulizia dei pennelli, per la diluizione della colla;
n.1 righello metallico per la precisione del taglio
n.1 cutter affilato per i tagli lineari 
n.1 seghetto termico per tagli circolari (per il terreno quadrato qui rappresentato non è stato usato)
Consigliati:
alcuni fogli di vecchi giornali da porre sotto il piano di lavoro (per evitare di sporcarlo e per facilitare il recupero della farina);
una tavola in legno per le operazioni di taglio;
guanti monouso in lattice a protezioni delle mani dalla colla e colori;
mascherina per le operazioni di colorazione a spruzzo (da eseguire in esterni).

Taglio
Una volta progettate le dimensioni in pianta del pannello (nella foto è stato realizzato un quadrato 30 cm di lato), riportate a matita con il righello sul pannello la forma da ritagliare, in modo da poterla seguire con la lama ed il righello. Riverificate sempre le dimensioni e le forme prima di procedere con il taglio: eventualmente correggete a matita le forme disegnate prima di tagliare. E' ora possibile ritagliare il pannello con un cutter ben affilato e con l'ausilio di un righello metallico (per forme particolari, circolari o olissoidi si può anche usare un seghetto a caldo per polistirolo). Per il taglio appoggiate il pannello su una superficie dura e liscia come una tavola di legno adatta allo scopo e a protezione del piano di lavoro (e dei mobili!!) e prestate la massima attenzione durante il taglio per la sicurezza delle vostre mani.

Incollaggio
Posizionate la sezione di isolante sul piano di lavoro sopra dei fogli di giornale al fine di non sporcare e recuperare la farina di polenta in eccesso eventualmente non incollata. Stendere mediante uno strato di colla vinilica su una faccia solamente di isolante: quella superiore. A questo punto stendete un velo di farina di polenta su tutta la superficie in abbondanza. Lasciate qualche minuto riposare, rivoltate il terreno e lasciate scivolare via la farina di polenta in eccesso sui giornali, quella aderente alla superficie rimarrà incollata su di essa. Recuperate la farina di polenta e lasciate riposare e asciugare per almeno un giorno. Il giorno successivo ribaltate nuovamente il pannello e spazzolate via con vigore mediante un pennello la farina di polenta che non ha fatto presa e recuperate la farina che eventualmente si è staccata. Prestate attenzione che parti di colla non siano scivolate sui bordi, se asciutte eliminatele con il cutter. Eventualmente ripetere l'incollaggio per eventuali parti di isolante non ricoperte da farina di polenta, come sopra. Utilizzate sempre guanti in lattice per non sporcarvi la mani.

Fissaggio
Una volta ricoperta tutta la faccia superiore della sezione di isolante con farina di polenta, procedete al fissaggio della "texturizzazione": passate sulla superficie increspata un velo con un pennello di colla vinilica diluita al 50% con acqua. La superficie così ottenuta una volta asciutta sarà completamente "vetrificata" e protetta. Utilizzate anche qui guanti in lattice per non sporcarvi la mani.

Colorazione
Stendete con un pennello una mano di colore acrilico verde oliva su tutte le superfici (anche i lati, quella inferiore di appoggio può rimanere anche non colorata). Generalmente i colori acrilici asciugano in tempi brevi, alcune ore. Lasciate asciugare questa mano e poi datene una seconda in modo da ottenere una superficie colorata omogenea e senza soluzione di continuità. Lasciate nuovamente asciugare anche questa mano di colore per almeno una giornata e passate alla parte più divertente (secondo me): la colorazione in pennello asciutto della superficie, metodo riconosciuto come dry brushing.
Con questa tecnica di colorazione, si usa il verde acrilico cadmio chiaro che si fisserà solo ed esclusivamente sulle parti in rilievo, lasciando il verde oliva di base visibile. In questa operazione intingete il pennello nel colore, poi passatelo più e più volte su un giornale per togliere il colore e quando sembra che non lo ceda più (e solo allora), passatelo allora ripetutamente sulla superficie da colorare. Ecco il miracolo: la superficie si colorerà solo nelle parti sporgenti lasciando il colore base a vista, una tecnica ormai antica ma di un effetto strabiliante.
L'asciugatura del tutto è in genere molto veloce con questa operazione (mezz'ora). A questo punto è possibile passare alla finitura. 

Finitura
Passate una mano di acrilico semi lucido trasparente spruzzato a bomboletta  a protezione di tutta la superficie. Utilizzate guanti in lattice per non sporcarvi la mani e la mascherina, eseguite queste operazioni sempre all'esterno in ambiente ben areato. Il terreno è completato! Lasciate asciugare e riposare in ambiente areato un'altro giorno.


1 commento:

Chris Stoesen ha detto...

Looks like a nice and simple method for terrain tiles. Looks good.

Note

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