Un pò di me e di voi

Ho superato di parecchio gli 'anta e risalgo a quella epoca gloriosa che a tutti gli anziani sembra essere irripetibile. E' stata l'epoca del benessere economico italiano, del lavoro, fondamento di questo nostro paese, ma anche di piccole cose che sono ormai scomparse: i dischi in vinile, le cabine telefoniche, il gettone, il servizio di leva, i disegni tecnici con carta e china, le calcolatrici a logica polacca inversa, i regoli calcolatori, la guerra fredda, la Lira e i soldatini.

Correvano i meravigliosi anni ’70, quando i miei genitori mi regalarono la mia prima piccola scatola di soldatini d’Italia della Atlantic. Quanta nostalgia, li ricordo come fosse ieri. Ho vissuto con tristezza la loro scomparsa dal mercato, lo stesso dolore si è rinnovato non poco tempo fa con l'oblio della TbLine, creata da una grande persona, con grandi progetti che ho avuto l'onore di conoscere e di leggere anche su questo blog. Quando pò più grandicello entrai in un club locale, ho avuto l'occasione di apprendere le meravigliose tecniche del modellismo: la pittura a pennello, l'aerografo, l'autocostruzione ed anche la complessa vita da club. Sono uscito da questa esperienza molti anni dopo, prima di partire per il servizio militare, allora decisi di aver vissuto abbastanza intensamente l'ambiente dei concorsi e del modellismo statico. Più tardi, in avanzata maturità, ho avuto occasione di avvicinarmi al wargame ed al collezionismo dei soldatini di piombo dipinti e devo ciò alla fortuna di aver conosciuto un mio grande amico: Stefano, con cui condivido la passione per la storia, per le escursioni e non solo quelle gastronomiche. Questo blog è solo una piccola parte di me, quella nascosta, il mio libro dei ricordi, di idee che forse mai realizzerò ed un piccolo contributo per questo meraviglioso hobby che mi accompagna ancora nelle rare occasioni di tempo libero che mi rimangono tra la famiglia, gli amici e la professione di ingegnere.

Alessandro, alias "Callaghan".

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lunedì 10 giugno 2013

Quello scontro di Zaule del 1463 - L'esercito Tergestino


In un giorno imprecisato dell'estate del 1463, Trieste, Muggia e Capodistria si trovarono a combattere  una piccola quanto importante battaglia in campo aperto, all'inizio della guerra commerciale per il controllo delle vie del sale. Tale battaglia diede il via alla corsa alle armi che  Venezia interpretò con il terribile assedio di Trieste, liberata dalla distruzione, solo per intervento del pontefice di Roma.
Quello che sappiamo è il luogo dello scontro e poco altro. Si svolse nella valle di Moccò, l'odierna Zaule che era allora una piana erborea-palustre delimitata dalle alture del Carso da una parte e dal Mare, dall'altra. La ragione dello scontro è legata alla sua natura. In questa piana si sviluppavano le saline delle due eterne rivali Muggia e Trieste, spesso guastate dall'una o dall'altra parte. Lo scontro, ebbe inizio probabilmente proprio dal guasto veneto delle saline da parte dei veneti. I salinari videro l'intervento di 200 fanti cittadini Tergestini al comando di Cristoforo Montecchi dei Cancellieri, inquadrati, più per tipologia d'arme che per comando in un centinaio di lancieri con altrettanti balestrieri. I veneti erano essenzialmente composti da uomini d'arme mercenari a cavallo e liberi cittadini dei Comuni istriani in guerra con Trieste, probabilmente a supporto dei guastatori. Vi erano infatti 80 cavalieri della compagnia di  Santo Gavardo, vari cavalieri leggeri (qualcuno suppone stradiotti) e numerose fanterie leggere assieme i guastatori veneti. Il totale di 400 cavalli esalta l'idea della dimensione delle forze in campo e della sproporzione numerica tra i due avversari.

Non vi è a me nota alcuna notizia riguardo altri dati o la tattica dello scontro, se non l'epilogo: la disonorevole ritirata a Capodistria di Santo Gavardo, la caduta di un conestabile, di 12 militi veneti , contro vari feriti Tergestini. Si possono fare molte supposizioni ma la verità non potrà mai essere svelata.
In assenza di altri dati, lasciamo spazio alla fantasia.
Ecco pertanto qui sopra immortalato, in puro stile di wargame, l'ipotetico istante in cui Santo Gavardo al comando delle cavallerie venete al galoppo, supportato dalla fanteria di Muggia e Capodistria, credevano ancora di poter aver la meglio contro il muro di lance e verrettoni dei temibili balestrieri del libero Comune di Trieste.

2 commenti:

Phil ha detto...

Very impressive work on these minis!!
Phil.

Alessandro "Callaghan" ha detto...

Hi!
Thank you very much!

Note

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