Un pò di me e di voi

Ho superato di parecchio gli 'anta e risalgo a quella epoca gloriosa che a tutti gli anziani sembra essere irripetibile. E' stata l'epoca del benessere economico italiano, del lavoro, fondamento di questo nostro paese, ma anche di piccole cose che sono ormai scomparse: i dischi in vinile, le cabine telefoniche, il gettone, il servizio di leva, i disegni tecnici con carta e china, le calcolatrici a logica polacca inversa, i regoli calcolatori, la guerra fredda, la Lira e i soldatini.

Correvano i meravigliosi anni ’70, quando i miei genitori mi regalarono la mia prima piccola scatola di soldatini d’Italia della Atlantic. Quanta nostalgia, li ricordo come fosse ieri. Ho vissuto con tristezza la loro scomparsa dal mercato, lo stesso dolore si è rinnovato non poco tempo fa con l'oblio della TbLine, creata da una grande persona, con grandi progetti che ho avuto l'onore di conoscere e di leggere anche su questo blog. Quando pò più grandicello entrai in un club locale, ho avuto l'occasione di apprendere le meravigliose tecniche del modellismo: la pittura a pennello, l'aerografo, l'autocostruzione ed anche la complessa vita da club. Sono uscito da questa esperienza molti anni dopo, prima di partire per il servizio militare, allora decisi di aver vissuto abbastanza intensamente l'ambiente dei concorsi e del modellismo statico. Più tardi, in avanzata maturità, ho avuto occasione di avvicinarmi al wargame ed al collezionismo dei soldatini di piombo dipinti e devo ciò alla fortuna di aver conosciuto un mio grande amico: Stefano, con cui condivido la passione per la storia, per le escursioni e non solo quelle gastronomiche. Questo blog è solo una piccola parte di me, quella nascosta, il mio libro dei ricordi, di idee che forse mai realizzerò ed un piccolo contributo per questo meraviglioso hobby che mi accompagna ancora nelle rare occasioni di tempo libero che mi rimangono tra la famiglia, gli amici e la professione di ingegnere.

Alessandro, alias "Callaghan".

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sabato 1 giugno 2013

Gli ottanta cavalieri di Santo Gavardo


Ci eravamo lasciati lunedì 20 maggio 2013 con "varie letture" (1,2,3,4) della battaglia della valle di Moccò (odierna Zaule). Tale scontro si svolse in un posto imprecisato della valle di Zaule tra i cavalieri capodistriani-veneti di Sante Gavardo e 200 cittadini tergestini comandati dal capitano Cristoforo (Montecchi) de Cancellieri.

La domanda su come abbiano fatto 200 fanti a sconfiggere "400" cavalieri con fanteria, non trova risposta in questi scritti. Rimane per me ancora un mistero. Ho trovato però proprio questi giorni un altro interessante documento diponibile in rete (5). Riporta la trascrizione della lettera, scritta in latino, datata 25 febbraio 1463 del doge di Venezia Cristoforo Moro- Egli ordinò che venissero presi alloggiamenti militari nelle località Schwarzeneck, Corgnale e Caciti, territori del Conte di Gorizia, per "Ser Sanctum de Gavardo" da lui inviato "cum equis circa octuaginta.." (Signor Santo Gavardo con ottanta cavalli). Ordinò inoltre che venissero montate delle "bastite" (Barricate) e che venissero forniti quanti "stipendiari" (soldati pagati) fossero possibili per chiudere le strade che portavano a Trieste.

Questo non offre ancora una risposta alla domanda precedente, tuttavia evidenzia che i cavalieri di Santo Gavardo non erano, almeno inizialmente, 400 ma una ottantina. I veneziani stavano chiudendo le strade con delle bastite, probabilmente controllate da stipendiari Muggesani, Capodistriani etc. Quello che è certo è che Trieste invio verso Zaule 200 soldati, i veneti soffrirono la caduta del "conestabile" veneto e di altri 12 suoi uomini e scontro ("bataia") fu vinta dai Triestini. Poco altro si sa.

Se lo scontro avvenne tra 200 fanti tergestini, gli 80 cavalieri e forse solo un'aliquota di stipendiari veneti, assalendo una bastita, questo non ha ancora evidenza.



Riferimenti storici
di Domenico Malipiero
 Di Giuseppe Mainati
di Vincenzo Scussa
di Girolamo Branchi

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