Un pò di me

Diciamo subito che ho superato di parecchio gli 'anta. Risalgo all'epoca gloriosa ed ormai superata dei: dischi in vinile, delle cabine telefoniche, del gettone, del servizio di leva, dei disegni tecnici con carta e china, delle calcolatrici a logica polacca inversa, dei regoli calcolatori, della guerra fredda e della Lira.

Correvano i meravigliosi anni ’70, quando i miei genitori mi regalarono la mia prima piccola scatola di soldatini d’Italia della Atlantic, nel negozio sotto casa. Li ricordo ancora bene come fosse ieri : allineati in fantasiose battaglie sul pavimento della mia cameretta, in tasca nei primi giochi di infanzia e abbandonati con l'adolescenza. Ho vissuto con tristezza la scomparsa dal mercato di quella prestigiosa azienda italiana, così come anni fa per quella della TbLine, creata da una grande persona. Un pò più grandicello entrai in un club locale, dove ho avuto l'occasione di apprendere le meravigliose tecniche dell'arte del modellismo: la pittura e l'autocostruzione. Uscii da quella esperienza molti anni dopo, avendo vissuto intensamente il particolare ambiente dei concorsi di modellismo statico. Solo molto più tardi negli anni, in avanzata maturità, ebbi occasione di avvicinarmi a qualcosa di simile e tuttavia diverso: i giochi da tavolo, il wargame ed il collezionismo dei soldatini di piombo dipinti. Devo ciò alla pazienza di un grande amico, con cui condivido anche la passione per la storia e per le escursioni, spesso quelle gastronomiche, ma non solo. Sono passati diversi anni dai primi soldatini che ho ricevuto in regalo. Vivo ora in un mondo per certi versi più semplice e tuttavia più complesso, forse freddo, sicuramente frenetico, fatto di: computer, internet, globalità mediatica, amicizie virtuali, cellulari, mp3, euro e questo meraviglioso hobby, mi accompagna ancora con entusiasmo, nelle rare occasioni di tempo libero che mi rimangono tra la famiglia, gli amici e la professione di ingegnere.

Alessandro, alias "Callaghan".

Amici

mercoledì 14 agosto 2013

Un nuovo progetto

Inizia oggi 14 agosto 2013 il nostro nuovo ambizioso progetto: è uno dei più antichi  che ho immaginato di creare, senza ombra di dubbio uno tra quelli che più temo affrontare, non solo per la mole di "piombo" che sarà da colorare o per le tonnellate di informazioni che sarà da studiare. Si prospettano inizialmente alcuni mesi di lavoro, ma se la cosa funziona, immagino sarà molto difficile concluderlo in pochi anni, sarà quindi un bel viaggio, nella storia e nel wargame. Mi servirà tutta la Vostra gentile attenzione, il Vostro aiuto, i giusti consigli, le critiche, ma sopratutto il Vostro generoso sostegno nei momenti di sicura crisi. Vi auguro allora buon viaggio  e buona lettura :-) 
Il nome del progetto è tutto un programma che si ambienta nella famosa battaglia delle Ardenne: l'ho allora battezzato con molta fantasia "Wacht am Rhein". 
Siamo pronti? Partiamo...

6 commenti:

Phil ha detto...

Una bella e grande progetto ... buona fortuna!

fogsoldiers ha detto...

Ottima scelta...era quella consigliata ;-)

Marzio.

Alessandro "Callaghan" ha detto...

@Phil
Si è un bel progetto e Di fortuna ne avrò veramente bisogno!
& @Marzio
Grazie mille!

Roby ha detto...

E' bello sentirti cos' carico e deciso.
Sono curioso di vedere il progetto vero e proprio.

Roby

Alessandro "Callaghan" ha detto...

Grazie Roby,
La volontà non mi manca purtroppo sono le ore libere per me che sono poche.
La battaglia delle Ardenne mi ha sempre affascinato fin da quando ero bambino, probabilmente dopo aver visto qualche bellissimo film quale "la battaglia dei giganti" o "Bastogne" o ultimamente uno delle ultime puntate di "Band of Brothers".
Diciamo che ci sono moltissimi spunti interessanti sia per le colorazioni dei mezzi, (pensa alle ultime mimetiche di agguato Tedesche o le tinte bianche degli sherman americani) sia per gli scenari possibili.
Le idee sono moltissime, l'importante è fare un passo alla volta. :-)

Roby ha detto...

Ho sempre ammirato la tua passione per la storia e per le miniature indipendentemente dal gioco in sè!!!
Anche per me il fattore tempo è determinante.
E' vero: la soluzione saggia in questi casi è fare le cose un passo alla volta.

Personalmente, SE non riescirò prima a riempire la casella "POSSIBILITA' DI GIOCARE", con un "SI", non comincerò neanche a progettare. Il mio obiettivo resta giocare. Lo considero il PRIMO passo, e non la conclusione di un percorso.

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