Un pò di me e di voi

Ho superato di parecchio gli 'anta e risalgo a quella epoca gloriosa che a tutti gli anziani sembra essere irripetibile. E' stata l'epoca del benessere economico italiano, del lavoro, fondamento di questo nostro paese, ma anche di piccole cose che sono ormai scomparse: i dischi in vinile, le cabine telefoniche, il gettone, il servizio di leva, i disegni tecnici con carta e china, le calcolatrici a logica polacca inversa, i regoli calcolatori, la guerra fredda, la Lira e i soldatini.

Correvano i meravigliosi anni ’70, quando i miei genitori mi regalarono la mia prima piccola scatola di soldatini d’Italia della Atlantic. Quanta nostalgia, li ricordo come fosse ieri. Ho vissuto con tristezza la loro scomparsa dal mercato, lo stesso dolore si è rinnovato non poco tempo fa con l'oblio della TbLine, creata da una grande persona, con grandi progetti che ho avuto l'onore di conoscere e di leggere anche su questo blog. Quando pò più grandicello entrai in un club locale, ho avuto l'occasione di apprendere le meravigliose tecniche del modellismo: la pittura a pennello, l'aerografo, l'autocostruzione ed anche la complessa vita da club. Sono uscito da questa esperienza molti anni dopo, prima di partire per il servizio militare, allora decisi di aver vissuto abbastanza intensamente l'ambiente dei concorsi e del modellismo statico. Più tardi, in avanzata maturità, ho avuto occasione di avvicinarmi al wargame ed al collezionismo dei soldatini di piombo dipinti e devo ciò alla fortuna di aver conosciuto un mio grande amico: Stefano, con cui condivido la passione per la storia, per le escursioni e non solo quelle gastronomiche. Questo blog è solo una piccola parte di me, quella nascosta, il mio libro dei ricordi, di idee che forse mai realizzerò ed un piccolo contributo per questo meraviglioso hobby che mi accompagna ancora nelle rare occasioni di tempo libero che mi rimangono tra la famiglia, gli amici e la professione di ingegnere.

Alessandro, alias "Callaghan".

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giovedì 5 giugno 2014

TIGER!


Panzer VI Tiger 1, forse uno tra i più famosi carri armati tedeschi della seconda guerra mondiale, sicuramente una delle armi più temute dalle truppe alleate. Un gigante in tutti i sensi. Lento, corazzato e potentemente armato. Un mezzo che pesava ben 57 tonnellate, possedeva una blindatura frontale di ben 100mm, montava un cannone da 88mm (di estrazione) antiaereo di estrema precisione, con alta velocità di bocca e potenza di fuoco. Era un carro che conosceva ben pochi avversari in grado di affrontarlo alla pari in campo aperto. Era sicuramente qualcosa di impressionante da vedere e sentire. Vederlo sbucare da un bosco o in mezzo la nebbia, imponente ed indistruttibile doveva essere un immagine paurosa. Poteva essere bloccato solo a distanza ravvicinata, ma spesso solo dal retro e pertanto solo da fanteria anticarro ben equipaggiata o da carri in caccia con cannoni ad alta velocità. Spesso la soluzione era di bombardare le unità mediante l'arma aerea. Nella lunga distanza era il più preciso e tremendo tra i cacciacarri, per questo portava il nome di una belva: una tigre. Il grido di allarme "Tiger!"  risuonava terribile agli orecchi di un qualsiasi soldato, americano, inglese o russo che fosse. I carristi americani si guardavano bene dall'affrontarlo allegramente. Lo temevano. Un Tigre poteva affrontare da solo e affrontò in tanti casi (in alcune battaglie di normandia,  in russia, in germania) , decine e decine di carri armati nemici uscendone vincitore. La battaglia delle Ardenne li vide però in secondo piano, lenti e goffi nella neve, distribuiti in battaglioni o compagnie indipendenti, erano lasciati preferibilmente nelle ultime file, lasciando i combattimenti ai panzer iv o meglio alle nuove pantere (panther) più veloci e potenti. Nelle foreste del belgio, quelli impiegati, si fermarono solo per mancanza di carburante (erano alimentati a benzina!!) o per le salve finali dei cacciacarri aerei Mustang: un vero muro di fuoco. 

I modelli qui riportati di questo "mostro"in 10mm sono della Pendraken, hanno alcuni anni, ma credo che li portano bene. Interessante vedere la comparazione delle loro dimensioni con quelle del mio dito. Chi potrebbero spaventare?


3 commenti:

Phil ha detto...

Nice work Alessandro!

Alessandro "Callaghan" ha detto...

Hi phil! Thank you!!

Simmy ha detto...

Caro Alessandro,
complimenti anche a te per il bel blog e per l'inventiva nelle realizzazioni. Ottimo lavoro!
A presto
Simone

Note

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