Un pò di me e di voi

Ho superato di parecchio gli 'anta e risalgo a quella epoca gloriosa che a tutti gli anziani sembra essere irripetibile. E' stata l'epoca del benessere economico italiano, del lavoro, fondamento di questo nostro paese, ma anche di piccole cose che sono ormai scomparse: i dischi in vinile, le cabine telefoniche, il gettone, il servizio di leva, i disegni tecnici con carta e china, le calcolatrici a logica polacca inversa, i regoli calcolatori, la guerra fredda, la Lira e i soldatini.

Correvano i meravigliosi anni ’70, quando i miei genitori mi regalarono la mia prima piccola scatola di soldatini d’Italia della Atlantic. Quanta nostalgia, li ricordo come fosse ieri. Ho vissuto con tristezza la loro scomparsa dal mercato, lo stesso dolore si è rinnovato non poco tempo fa con l'oblio della TbLine, creata da una grande persona, con grandi progetti che ho avuto l'onore di conoscere e di leggere anche su questo blog. Quando pò più grandicello entrai in un club locale, ho avuto l'occasione di apprendere le meravigliose tecniche del modellismo: la pittura a pennello, l'aerografo, l'autocostruzione ed anche la complessa vita da club. Sono uscito da questa esperienza molti anni dopo, prima di partire per il servizio militare, allora decisi di aver vissuto abbastanza intensamente l'ambiente dei concorsi e del modellismo statico. Più tardi, in avanzata maturità, ho avuto occasione di avvicinarmi al wargame ed al collezionismo dei soldatini di piombo dipinti e devo ciò alla fortuna di aver conosciuto un mio grande amico: Stefano, con cui condivido la passione per la storia, per le escursioni e non solo quelle gastronomiche. Questo blog è solo una piccola parte di me, quella nascosta, il mio libro dei ricordi, di idee che forse mai realizzerò ed un piccolo contributo per questo meraviglioso hobby che mi accompagna ancora nelle rare occasioni di tempo libero che mi rimangono tra la famiglia, gli amici e la professione di ingegnere.

Alessandro, alias "Callaghan".

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sabato 5 gennaio 2008

Il capitano Holder...

Era sicuro di farcela; il capitano Holder era un veterano, aveva combattuto su parecchi fronti, aveva vissuto molte azioni durante la guerra. Holder sapeva che la guerra era perduta: i pensieri andavano alla sua famiglia alla casa, sul posto gli rimanevano i segni di qualche ferita ed una croce di ferro guadagnata su uno dei vari fronti. Dopo un periodo di convalescenza era stato trasferito in una nuova unità nelle retrovie e dopo lo sbarco alleato si ritrovò ancora al fronte questa volta da qualche parte in Francia. I suoi uomini lo guardavano con rispetto. Holder non era un fanatico, era un uomo corretto, un soldato che veniva dalla gavetta come si diceva una volta: aveva portato vari gradi fino a quello di capitano. Aveva il comando di una compagnia di pionieri nella divisione granatieri nella Wehrmacht. Di pochi veterani come lui disponeva ormai il reggimento, la sua unità era costituita completamente da soldati giovanissimi, ultime leve, studenti di scuola, poco addestrati, ma da un mese a questa parte con nuove divise e nuove armi luccicanti di fabbrica. I sottuficiali non venivano come lui da varie campagne, anch'essi erano perlopiù dei novellini. Data la loro giovane età, erano sicuri e coraggiosi. Gli inglesi avevano appena iniziato una grande offensiva, le cose per l'esercito tedesco si mettevano in male, forse era l'inizio della fine, l'intera armata sarebbe stata chiusa in una sacca. Proprio ieri erano arrivati gli ordini dal comando al reggimento di Holder che di colpo da unità di riserva diventava unità combattente. Gli ordini erano di raggiungere immediatamente il fronte, mentre la sua compagnia, durante la notte, avrebbe dovuto raggiungere piedi data la cronica mancanza di mezzi, un piccolo ponte di vitale importanza in mano degli inglesi, riconquistarlo a tutti i costi e tenerlo in attesa di sicuri rinforzi e di una ventilata controffensiva. Per questa occasione la compagnia sarebbe stato rinforzato da un intero plotone panzer. Queste le promesse dal comando di battaglione, Holder lesse gli ordini ricevuti dal colonnello, non battè ciglio, chiamò le staffette, riunì i sottufficiali e impartì le disposizioni per i plotoni della compagnia che come tutto il battaglione era distribuita nelle case di quel piccolo paese Francese a pochi chilometri dal fronte. In un attimo l'unità si risvegliò dal torpore della notte, incredula che fosse così presto l'ora della sveglia. La guerra non aveva orari: i soldati si misero in marcia, non sapevano a cosa andavano in contro, non avevano ancora combattuto se non pochi, ma erano sicuri, erano ben armati, giovani e pieni di coraggio ed aspettative: non avevano ancora visto l'orrore della guerra. Holder intuiva che non vi era più speranza, ma gli ordini non si discutevano, lui era un ufficiale doveva dare il buon esempio, si mise in testa ai suoi uomini suddivisi per plotoni e si diressero verso quel maledetto ponte. All'alba raggiunsero il bosco vicino al fiume, sulla strada sterrata erano stati raggiunti dal plotone panzer: solo due carri armati! Gli ultimi rimasti dopo un pesante bombardamento aereo sulla via di avvicinamento gli dissero. I soldati ora non erano più così certi della facile vittoria, anche se i due panzer IV incutevano ancora un certo rispetto. Il ponte era li di fronte ad un chilometro, univa le due sponde del fiume, gli inglesi tenevano la riva orientale coperta del piccolo paese ed erano ben trincerati e nascosti nelle case. Anche loro erano giovani, pieni di promesse e di speranze, coraggiosi come non mai, avrebbero vinto questa guerra una volta per tutte. Holder tirò fuori la carta topografica, riunì sottufficiali carristi e pionieri e dispose l'ordine di battaglia di questa piccola ma agguerrita unità. Non sarebbe stato facile, pensò Holder e ripensò agli ordini del colonello : prendere il ponte ad ogni costo e resistere fino all'ultimo uomo. "Che pazzia" pensò: "La guerra ormai è finita", guardo i suoi giovani soldati e pensò a suo figlio: Chissà dov'era ora adesso. Guardò indietro oltre la truppa: due carri ed una compagnia di tre plotoni, non erano gran cosa contro un reggimento di guardie inglesi. Holder fece salire i suoi uomini sui carri e fece procedere la colonna fino a raggiungere la riva, quasi oltre il bosco. Da lì un breve balzo dei carri e della fanteria avrebbe fatto la differenza. Da lontano il paese era silenzioso, stranamente quieto, non si vedevano movimenti, un paese fantasma: sapeva che non era così, forse gli inglesi non si aspettavano nulla, o forse si aspettavano tutto e ci sarebbe stato un finimondo. Holder si risvegliò dai suoi pensieri, un ordine secco del capitano carrista attirò la sua attenzione: "Panzer avanti march!". I pionieri saltarono giù dai carri e correndo raggiunsero l'orlo della riva del fiume, il primo carro era già sul ponte quando alcuni colpi di PIAT (anticarro) rimbalzarono sulla spessa corazzatura frontale. Gli inglesi erano ben svegli, la sorpresa era follia. Il secondo carro fu raggiunto da un terzo colpo sui cingoli, si blocco e si arenò non lontano dai soldati tedeschi che vi erano discesi, increduli. I carristi rimasero al loro posto utilizzando il cannone come arma. Il carro di testa aprì allora il fuoco, nuvole ed esplosioni si aprirono nelle prime case del paese, si videro alcuni soldati inglesi uscire dai ripari in panico per mettersi al coperto. Con un rombo il primo panzer ingranò la marcia e come un fulmine raggiunse il ponte. Sembrava una furia, una bestia infernale con i cingoli. Una potenza di acciaio. Se il ponte fosse minato sarà la fine pensò Holder. Stranamento nessuna esplosione fermò il panzer, i proiettili rimbalzavano come palline. Forse c'è la facciamo pensò Holder, non vi era traccia di corazzati inglesi in paese e dalle informazioni che aveva di fronte avevano solo fanteria. Guardò allora i suoi pionieri , fece un cenno, saltò fuori dal riparo e con un ordine secco comandò l'assalto. A parte i mitraglieri nascosti dietro al muretto per il fuoco di copertura, gli altri soldati, giovani ed inesperti esitarono ad uscire dai ripari. Holder allora urlò con quanto più fiato aveva nei polmoni ( non c'era da esitare un istante) : "FUORI, FUORII!!". In un attimo, i sottotenti i sergenti e caporali balzarono in avanti , seguiti subito dopo dai rispettivi plotoni e da tutto il reparto con un urlo di guerra. Un attimo e poi fu l'inferno: gli inglesi sapevano cosa facevano, aspettarono il momento giusto, lasciarono passare il panzer, presero la mira e poi aprirono il fuoco con tutto quello che avevano sulla fanteria. I proiettili fioccavano da tutte le parti, l'unico riparo era il muretto del ponte ed il panzer di fronte, ormai lontano, già i primi caduti rimanevano indietro, i più giovani erano intimoriti da tutto questo frastuono, ma raggiunsero le trincee inglesi per disperazione. Fu un corpo a corpo tremendo, ma la posizione fu conquistata di slancio. Allora accadde l'impossibile i pionieri conquistarono di volta in volta le posizioni nelle case, gli inglesi ripiegavano in disordine. Holder ed i suoi uomini quasi non credevano alla fortuna, ma fu gloria breve. Holder fu ferito di striscio alla testa, perse i sensi e nella nebbia che seguì vide come in un film un susseguirsi di azioni e combattimenti dei suoi uomini. I suoi pionieri tennero le posizioni conquistate tra le case oltre il ponte per ben un' ora, ma ora gli inglesi sparavano con l'artiglieria sul ponte e sul paese senza pietà, il panzer rimasto, incuneato in una vietta, era già stato centrato in pieno da tre colpi e venne finito a colpi di granate da un reparto inglese. Intorno a Holder ora era l'inferno. Holder si riprese, ritrovò il suo berretto da ufficiale, si rialzò e vide che della sua compagnia erano rimasti in tutto una sessantina di sopravissuti, praticamente due plotoni. Diede dei brevi ma concitati comandi, nulla era ancora perduto forse. Gli inglesi ora non mollavano, ormai si facevano sotto, le cose si facevano serie per i pionieri. Dove sono i rinforzi promessi? Quando arrivano? Mancavano le munizioni, non capiva il comando che una compagnia ridotta non poteva tenere un ponte contro una intera divisione inglese? Il bombardamento proseguiva. Da lontano stavano giungendo a gran velocità dei carri inglesi. I soldati erano bersagliati da ogni dove e le perdite aumentavano di ora in ora. Le comunicazioni con il comando erano interrotte, le staffette inviate a piedi al reggimento non avevano fatto ritorno. A questo punto non vi erano altre soluzioni, a scapito di rischiare di venir fucilati per insubordinazione, Holder diede gli ordini di prendere su tutti i feriti e di ritirarsi oltre il fiume: i suoi soldati furono colti da un sospiro di sollievo, potevano uscire da qualla situazione, vivi. Fecero allora tutti un ulteriore balzo, all'indietro, sotto i colpi e l'inferno intorno. Appena fuori dai ripari, gli inglesi incoraggiati da quel ripiegamento si fecero sotto e piombarono da ogni parte. Combattendo i pionieri riuscirono ad attraversare di nuovo il ponte, Holder era l'ultimo di quei pochi, non voleva lasciarsi nessuno indietro, era quasi giunto al muretto dell'argine quando fu colpito. Di colpo fu tutto buio. Cadde sul selciato della strada, quando era sicuro di farcela: una granata era esplosa a una decina di metri. Alcuni dei suoi commilitoni tornarono indietro e sotto i colpi lo riportarono al riparo. Holder era ferito ma non gravemente. Per lui la guerra forse era finita, ma i suoi uomini erano sicuri che c'è l'avrebbe fatta e sarebbe ritornato da loro, come sempre.

Da uno scontro di wargames del 2007: la partita si chiuse con la vittoria degli inglesi. Holder ha un cuore di piombo e sopravvive ancora dopo mille battaglie...

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