Un pò di me

Diciamo subito che ho superato di parecchio gli 'anta. Risalgo all'epoca gloriosa ed ormai superata dei: dischi in vinile, delle cabine telefoniche, del gettone, del servizio di leva, dei disegni tecnici con carta e china, delle calcolatrici a logica polacca inversa, dei regoli calcolatori, della guerra fredda e della Lira.

Correvano i meravigliosi anni ’70, quando i miei genitori mi regalarono la mia prima piccola scatola di soldatini d’Italia della Atlantic, nel negozio sotto casa. Li ricordo ancora bene come fosse ieri : allineati in fantasiose battaglie sul pavimento della mia cameretta, in tasca nei primi giochi di infanzia e abbandonati con l'adolescenza. Ho vissuto con tristezza la scomparsa dal mercato di quella prestigiosa azienda italiana, così come anni fa per quella della TbLine, creata da una grande persona. Un pò più grandicello entrai in un club locale, dove ho avuto l'occasione di apprendere le meravigliose tecniche dell'arte del modellismo: la pittura e l'autocostruzione. Uscii da quella esperienza molti anni dopo, avendo vissuto intensamente il particolare ambiente dei concorsi di modellismo statico. Solo molto più tardi negli anni, in avanzata maturità, ebbi occasione di avvicinarmi a qualcosa di simile e tuttavia diverso: i giochi da tavolo, il wargame ed il collezionismo dei soldatini di piombo dipinti. Devo ciò alla pazienza di un grande amico, con cui condivido anche la passione per la storia e per le escursioni, spesso quelle gastronomiche, ma non solo. Sono passati diversi anni dai primi soldatini che ho ricevuto in regalo. Vivo ora in un mondo per certi versi più semplice e tuttavia più complesso, forse freddo, sicuramente frenetico, fatto di: computer, internet, globalità mediatica, amicizie virtuali, cellulari, mp3, euro e questo meraviglioso hobby, mi accompagna ancora con entusiasmo, nelle rare occasioni di tempo libero che mi rimangono tra la famiglia, gli amici e la professione di ingegnere.

Alessandro, alias "Callaghan".

Amici

mercoledì 1 febbraio 2012

La "giocabilità" nel wargame - Cervello contro Hardware

Siccome nei post precedenti qualcuno di noi ha utilizzato il termine "giocabilità", volevo aprire una parentesi e soffermarmi su di esso per un momento. Una delle definizioni che ho trovato è la seguente. Il termine "giocabilità" (gameplay) sembra nascere inizialmente con l'uso dei videogiochi come strumento di loro valutazione.
"Il termine è un neoloismo e indica quanto il gioco è giocabile, ovvero quanto è immediata la risposta ai comandi del giocatore e quanto l'esperienza è fluida; mancando questa, spesso il videogioco diventa frustrante. La giocabilità include anche la semplicità con cui effettuare le azioni e la varietà di queste ultime. Nella giocabilità viene anche tenuto conto della difficoltà di proseguire nel videogioco, se è adeguata all'avanzare dei livelli o troppo elevata/ridotta per dare lo stimolo necessario.." (1) 
Volendo fare un paragone, se in un videogioco questo parametro valuta la bontà di un codice di programma che permette la giusta interazione uomo-macchina, nel wargame la giocabilità riguarda l'interazione diretta tra il regolamento stesso ed il giocatore: non ci sono intermediari, non c'è la macchina non c'è un mouse o una tastiera, una scheda madre, etc etc. Un codice macchina è infatti sopratutto funzione della bontà dell'Hardware, nel nostro caso direi che la cosa è più complessa perchè l'Hardware siamo noi! Se volete con un paragone azzardato potremmo dire che il nostro cervello ha bisogno di immagazzinare e registrare le regole (il codice) in modo abbastanza veloce e rapido e di applicarle in modo fluido non frustrante semplice..etc etc. Quanto deve essere bravo l'autore a ottimizzare la cosa! Non è semplice, perchè gli "hardware" sono inoltre giustamente "diversi" in un modo che Piero Angela direbbe: molto più complessi di un pc! I parametri però rimarrebbero gli stessi nella semplicità:  la semplicità stessa, la fluidità del gioco, aggiungerei il "realismo" e per gli appassionati la corretta simulazione: in sintesi il giusto divertimento, difficile da misurare e dimostrare :-)
E' un argomento assai complesso perchè andrebbe ora sviluppato analizzando e calandosi nei singoli regolamenti di gioco, caso per caso, per forza di cose per non essere generici, non è questo l'obiettivo. Secondo me, però non è nemmeno possibile fare una classificazione dei regolamenti, in quanto ogni regolamento è stato studiato con una certa meccanica diversa dalle altre,  non sarebbe corretto fare paragoni se non quello semplicistico di questo mi piace più di quello, ma questo sarebbe un ragionamento soggettivo e non oggettivo per me..
La cosa interessante è che i ragionamenti di cui sopra mostrerebbero la diversa efficienza e funzionalità necessarie al nostro cervello tra l'utilizzo di un classico videogame ed di  un buon wargame! Questo è anche il motivo per cui preferisco una partita a wargame, oltre al fatto di poter essere in buona compagnia, magari con una birretta e patatine, ma questo è un altro discorso..

In ogni caso se volete divertirvi a vedere i risultati proviamo a compilare il questionario riguardo la giocabilità (in alto a destra). Cosa maggiormente influenza la giocabilità di un regolamento di wargame, secondo voi? I punti sono stati suggeriti da Stefano in alcuni commenti precedenti..buon divertimento e
Buon wargame!

2 commenti:

Roby ha detto...

Avrei dovuto fare studi tecnico-scientifici...oibò!!!

Alessandro "Callaghan" ha detto...

Si hai ragione, purtroppo gli studi scientifici fanno anche questo :-)..cosa vuoi, meno gioco e più mi fisso con le teorie! ;-)

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