Un pò di me e di voi

Ho superato di parecchio gli 'anta e risalgo a quella epoca gloriosa che a tutti gli anziani sembra essere irripetibile. E' stata l'epoca del benessere economico italiano, del lavoro, fondamento di questo nostro paese, ma anche di piccole cose che sono ormai scomparse: i dischi in vinile, le cabine telefoniche, il gettone, il servizio di leva, i disegni tecnici con carta e china, le calcolatrici a logica polacca inversa, i regoli calcolatori, la guerra fredda, la Lira e i soldatini.

Correvano i meravigliosi anni ’70, quando i miei genitori mi regalarono la mia prima piccola scatola di soldatini d’Italia della Atlantic. Quanta nostalgia, li ricordo come fosse ieri. Ho vissuto con tristezza la loro scomparsa dal mercato, lo stesso dolore si è rinnovato non poco tempo fa con l'oblio della TbLine, creata da una grande persona, con grandi progetti che ho avuto l'onore di conoscere e di leggere anche su questo blog. Quando pò più grandicello entrai in un club locale, ho avuto l'occasione di apprendere le meravigliose tecniche del modellismo: la pittura a pennello, l'aerografo, l'autocostruzione ed anche la complessa vita da club. Sono uscito da questa esperienza molti anni dopo, prima di partire per il servizio militare, allora decisi di aver vissuto abbastanza intensamente l'ambiente dei concorsi e del modellismo statico. Più tardi, in avanzata maturità, ho avuto occasione di avvicinarmi al wargame ed al collezionismo dei soldatini di piombo dipinti e devo ciò alla fortuna di aver conosciuto un mio grande amico: Stefano, con cui condivido la passione per la storia, per le escursioni e non solo quelle gastronomiche. Questo blog è solo una piccola parte di me, quella nascosta, il mio libro dei ricordi, di idee che forse mai realizzerò ed un piccolo contributo per questo meraviglioso hobby che mi accompagna ancora nelle rare occasioni di tempo libero che mi rimangono tra la famiglia, gli amici e la professione di ingegnere.

Alessandro, alias "Callaghan".

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mercoledì 1 febbraio 2012

La "giocabilità" nel wargame - Cervello contro Hardware

Siccome nei post precedenti qualcuno di noi ha utilizzato il termine "giocabilità", volevo aprire una parentesi e soffermarmi su di esso per un momento. Una delle definizioni che ho trovato è la seguente. Il termine "giocabilità" (gameplay) sembra nascere inizialmente con l'uso dei videogiochi come strumento di loro valutazione.
"Il termine è un neoloismo e indica quanto il gioco è giocabile, ovvero quanto è immediata la risposta ai comandi del giocatore e quanto l'esperienza è fluida; mancando questa, spesso il videogioco diventa frustrante. La giocabilità include anche la semplicità con cui effettuare le azioni e la varietà di queste ultime. Nella giocabilità viene anche tenuto conto della difficoltà di proseguire nel videogioco, se è adeguata all'avanzare dei livelli o troppo elevata/ridotta per dare lo stimolo necessario.." (1) 
Volendo fare un paragone, se in un videogioco questo parametro valuta la bontà di un codice di programma che permette la giusta interazione uomo-macchina, nel wargame la giocabilità riguarda l'interazione diretta tra il regolamento stesso ed il giocatore: non ci sono intermediari, non c'è la macchina non c'è un mouse o una tastiera, una scheda madre, etc etc. Un codice macchina è infatti sopratutto funzione della bontà dell'Hardware, nel nostro caso direi che la cosa è più complessa perchè l'Hardware siamo noi! Se volete con un paragone azzardato potremmo dire che il nostro cervello ha bisogno di immagazzinare e registrare le regole (il codice) in modo abbastanza veloce e rapido e di applicarle in modo fluido non frustrante semplice..etc etc. Quanto deve essere bravo l'autore a ottimizzare la cosa! Non è semplice, perchè gli "hardware" sono inoltre giustamente "diversi" in un modo che Piero Angela direbbe: molto più complessi di un pc! I parametri però rimarrebbero gli stessi nella semplicità:  la semplicità stessa, la fluidità del gioco, aggiungerei il "realismo" e per gli appassionati la corretta simulazione: in sintesi il giusto divertimento, difficile da misurare e dimostrare :-)
E' un argomento assai complesso perchè andrebbe ora sviluppato analizzando e calandosi nei singoli regolamenti di gioco, caso per caso, per forza di cose per non essere generici, non è questo l'obiettivo. Secondo me, però non è nemmeno possibile fare una classificazione dei regolamenti, in quanto ogni regolamento è stato studiato con una certa meccanica diversa dalle altre,  non sarebbe corretto fare paragoni se non quello semplicistico di questo mi piace più di quello, ma questo sarebbe un ragionamento soggettivo e non oggettivo per me..
La cosa interessante è che i ragionamenti di cui sopra mostrerebbero la diversa efficienza e funzionalità necessarie al nostro cervello tra l'utilizzo di un classico videogame ed di  un buon wargame! Questo è anche il motivo per cui preferisco una partita a wargame, oltre al fatto di poter essere in buona compagnia, magari con una birretta e patatine, ma questo è un altro discorso..

In ogni caso se volete divertirvi a vedere i risultati proviamo a compilare il questionario riguardo la giocabilità (in alto a destra). Cosa maggiormente influenza la giocabilità di un regolamento di wargame, secondo voi? I punti sono stati suggeriti da Stefano in alcuni commenti precedenti..buon divertimento e
Buon wargame!

2 commenti:

Roby ha detto...

Avrei dovuto fare studi tecnico-scientifici...oibò!!!

Alessandro "Callaghan" ha detto...

Si hai ragione, purtroppo gli studi scientifici fanno anche questo :-)..cosa vuoi, meno gioco e più mi fisso con le teorie! ;-)

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