venerdì 19 luglio 2013

Soldatinodipiombo e le vacanze estive 2013

Soldatinodipiombo va in vacanza.
Il blog tornerà ad essere attivo dal giorno 7 agosto. 
Auguro una Buona estate e tutti! 

A presto!
Alex


Fortezza di Mali STon -  Croazia.


martedì 9 luglio 2013

Spunta l'alba del 24 ottobre 1917

Spunta l'alba del 24 ottobre 1917. Su un terreno autunnale spicca la chiesa ancora intatta di Tolmino.  Dalla nebbia si muove qualcuno. L'esercito Austro tedesco dopo un breve ma intenso bombardamento a gas sta attaccando lungo la valle di Caporetto per infliggere agli italiani la più grave sconfitta della Prima guerra mondiale. Ma sarà proprio così? Vedremo.

L'alba su Tolmino. L'artiglieria Italiana non interviene.

Le Fanterie Tedesche pronte all'assalto.

sabato 6 luglio 2013

Ponti della Delizia - 4 Novembre 1918

Il 4 Novembre 1918 è la data che a tutti noi ricorda la fine della Grande Guerra in l'Italia.  Forse pochi sanno che in quella giornata, in quelle ultime ore di guerra, tra i milioni di combattenti, vi erano anche quelli del 332° reggimento di fanteria americano, giunto in italia per combattere a fianco degli italiani. Il Reggimento che precedentemente fu trasferito in treno dalla Francia all'Italia, combatté l'ultima grande offensiva italiana, quella di Vittorio Veneto dall'inizio, fino alla fine.
Avvenne così poche ore prima della fine della guerra l'ultimo combattimento tra soldati americani e austroungarici. Lo scontro avvenne sul Tagliamento in quella che potrebbe essere chiamata la battaglia dei Ponti sulla Delizia. Gli americani giunti in trincea lungo il fiume, dispiegarono i loro tre battaglioni nelle linee avanzate sulla riva sinistra del fiume: il secondo a sud, il primo al centro in riserva, il terzo a nord. Gli austroungarici li aspettavano con un Battaglione sulla sponda destra in posizioni efficienti e ben armate, ignari che avevano di fronte "solamente" un reggimento americano, ma consci che la guerra stava per terminare entro poche ore.

"Dalla sponda opposta, ancora saldamente presidiata da un battaglione austriaco in armi e ben appostato, il silenzio della notte fu rotto dalla voce di un tenente asburgico che invitava gli americani a non attaccare, poiché un armistizio era ormai imminente. Il capitano Austin Story, comandante del 3° battaglione, non avendo ricevuto alcuna notizia in tal senso, replicò agli austriaci che avrebbero piuttosto fatto meglio a tener basse le loro teste (we're going to blow you up, get your heads down)!" (1,2)

Il reggimento entrò pertanto nella storia e avvenne quello che dovette succedere a poche ore di distanza dalla fine della guerra ormai vinta. Prima dello spuntar dell'alba, alle 5.40 del 4 novembre il 2° battaglione del maggiore Scanland del 332° Rgt Americano, attraversò in silenzio il fiume Tagliamento. Con il favore delle tenebre,  il battaglione si raccolse e si appiattò sull'altra sponda di fronte alle trincee avversarie. Quando tutti furono pronti,  i fischietti degli ufficiali lanciarono all'assalto le due compagnie  K e H del 2°. I difensori furono colti di sorpresa: ma risvegliati dal torpore aprirono il fuoco con decisione, le mitragliatrici schwarzlose e l'artiglieria austroungarica riversarono nell'oscurità un uragano di piombo, che data l'oscurità, ricadde in direzione delle trincee americane ormai abbandonate. Avvenne così che in meno di venti minuti ebbe termine l'ultimo combattimento all'arma bianca tra americani ed austriaci. La trincea austriaca conquistata, serviva da testa di ponte sul Tagliamento, vennero catturati molti prigionieri e recuperate le armi ritrovate nelle trincee abbandonate e nei depositi munizioni. Sono le ultime vittime di questa tremenda guerra. Alle 15 del 4 novembre entra in vigore l'armistizio in Italia e cessano pertanto tutte le ostilità: il silenzio delle armi avvolse pertanto tutte le trincee, anche quelle americane ai ponti della Delizia. La Prima Guerra Mondiale che nell'immaginario comune doveva essere l'ultima e per questo "Grande" era finalmente finita. 

Riferimenti
La storia è tratta da "Un Leone Marciano per lo Zio Sam" di Furio Lazzarini. Siti internet di riferimento:
(1) La storia
(2) Uniformi

giovedì 4 luglio 2013

La carica di Paradiso - 4 novembre 1918


Vi è una battaglia nella prima guerra mondiale che si svolse poche ore prima della fine della Grande Guerra. L'ultima e tremenda carica di cavalleria italiana. La Battaglia di Paradiso del 4 novembre del 1918. "Siamo a Paradiso. Sarà questo il nostro paradiso?" (Cap. Grilli).

 


dal racconto di Giuseppe Rotolo, GLI ULTIMI CADUTI 4 NOVEMBRE 1918: 

"La mattina del 4 novembre la Decima Armata attacco'. 
Prima di attraversare il Tagliamento venimmo a sapere che alle ore 15 sarebbe scoccata l'ora dell'armistizio. 
Provammo una grande gioia mista a sgomento. 

L'idea della fine della guerra a breve distanza di ore ci parve perfino assurda e la diffusa incredulita' ottenne conferma quando nella marcia di avvicinamento a Rivignano, oltre il Tagliamento, sentimmo ancora il rauco gracidare delle mitragliatrici austriache. 

La verita' era (ma noi non potevamo saperlo) che i nostri comandanti avevano ricevuto l'ordine perentorio di accelerare la marcia perche' l'armistizio ci cogliesse quanto piu' vicino possibile al vecchio confine. 

Gli ordini erano precisi e perentori: e' indispensabile approfittare della demoralizzazione del nemico spingendo avanti quanto piu' possibile, con marcia rapida, le nostre truppe piu avanzate. Domani la 23esima Divisione preceduta dai cavalleggeri Aquila, punti su Gradisca per la direttrice Madrisio - Rivignano - Castion di Strada - Versa - Gradisca. 

E allora avanti verso il vecchio confine! 

Bersaglieri e cavalleggeri si rimettono in marcia. 
Ad Ariis, oltre il piccolo ma profondo fiume Stella, gli austriaci ci attendevano al varco. Cavalleggeri ciclisti e nostri arditi reggimentali, al comando del sottotenente Alberto Riva di Villasanta, misero in fuga il nemico; il piccolo ponte venne riparato e il reggimento pote' riprendere la marcia verso Torsa, all'avanguardia era Riva con i suoi arditi. 
Dal campanile di Torsa, gli austriaci tenevano sotto controllo la strada di accesso al paese e quando gli arditi dell'Ottavo si lanciarono all'attacco per neutralizzare la resistenza nemica una pallottola colpi' alla fronte il coraggioso comandante. 
Alberto Riva cadde un'ora prima dell'armistizio, aveva 18 anni. 
A Torsa il Comando decise di accelerare l'inseguimento degli austriaci che frattanto si erano asserragliati a Paradiso, con l'impiego anche della cavalleria. 
Erano le 14,45. 
L' Ottavo Bersaglieri riprese la marcia verso Paradiso, in testa era il 12esimo battaglione. Paradiso, un mucchio di case contadine nella campagna bassa di erbe e di sterpi, sorge tra Muzzana del Turgnano e Castion di Strada, cinquecento metri piu' a nord v'e' un trivio (il trivio di Paradiso, appunto). 
Quando sulla strada per Paradiso fummo raggiunti dalla cavalleria al galoppo ci buttammo nei fossati laterali gridando: "Viva la cavalleria!". 
Uno spettacolo emozionante e insieme esaltante. 
Sembravamo ragazzi che giocavano alla guerra e avevamo dimenticato che la morte era li' a due passi... Mentre i bersaglieri aggiravano il paese catturando i tenaci cecchini asserragliati nelle case, i cavalleggeri, superato il rettifilo che taglia il paese, raggiunsero il trivio dove li attendeva, armi alla mano, un battaglione di mitraglieri magiari: la pazza eroica galoppata scaglio' contro la resistenza nemica l'ultimo sacrificio dell'esercito vittorioso. 
Fu l'episodio culminante di quelle ore tremende; fu l'ultimo attacco e l'ultima carica della lunga guerra. 
Caddero nell'ardimentosa corsa i tenenti Augusto Piersanti e Achille Balsamo di Loreto, il caporale Giulio Marchesini, i cavalleggeri Sulla Carlo, Quintavalli Giovanni e Biancherini Giovanni, cavalleggeri dell'Aquila, tutti ragazzi diciannovenni dell'ultima leva. 
Alle ore 15, mentre qua e la' si sparava ancora, echeggio' uno strano suono di tromba: era il segnale austriaco dell'armistizio. 
Un nostro velivolo, col tricolore fluente dalla carlinga, sbuco' dalla nebbia con un lungo suono di sirena cosi' annunziando la fine della guerra. Ci abbracciammo l'un l'altro, pazzi di gioia. 
Per dare sfogo all'improvvisa felicita' consumammo la scorta dei razzi di segnalazione e il cielo si animo' di festosi colori. 
Piu' tardi, il reggimento schierato, battaglioni affiancati, ricevette il saluto e il plauso del comandante la divisione generale Fara. 
Il giorno dopo, nella piazzetta del paese, io ebbi la ventura, col mio plotone, di rendere gli onori delle armi agli ultimi caduti della guerra. 
Solo in quel momento, anch'io ragazzo appena diciannovenne, compresi appieno che ero sopravvissuto a quella che allora appariva la piu' terribile guerra della storia." 
https://www.yumpu.com/it/document/view/18583761/la-carica-di-paradiso-bolbusiness

LA CARICA DI PARADISO di Marcello Berlucchi

mercoledì 3 luglio 2013

Terreni Parte 2 - Terreno per Pz8 - BZKII - Crossfire - QUADROTTI AD AREE

Finalmente ho ideato il mio terreno componibile ideale. Lo potremo usare presto per tutte le battaglie che andranno dall'antico al moderno in campo aperto/città/interni etc. La fantasia non ha limiti, la tecnica è definita. Il terreno è un componibile di quadrotti ma presuddivisi ad aree con texturizzazione. Per ora i primi prototipi. Nulla vieta di predisporre riquadri ad aree con altri effetti. Ebbene si: sarà utilizzabile per qualsiasi regolamento che generalmente uso. Curioso vero? Era l'uovo di Colombo.
Da dove sono partito. Le specifiche iniziali erano: a riquadri ad aree, intercambiabili nelle posizioni, ricomponibile in poco spazio, leggerissimo, utilizzabile per vari regolamenti, non monotono, assolutamente robusto ma bello alla vista (ambizioso no?). Probabilmente ho risolto solo uno di questi problemi.. Sono partito da quello che già comoscevo. Ho messo assieme le necessità di PZ8 per la WWI che (lavora a settori quadri), Crossfire: perchè necessita di aree (e molte) per poter funzionare, Blitzkrieg Commander e DBA per le dimensioni. Tuttavia al colpo d'occhio mi sembra di aver trovato qualcosa di bello. Credo di non aver inventato nulla sicuramente in giro altri avranno avuto idee simili e migliori, ma soggettivamente sembra funzionare allo scopo. Bando alle chiacchiere vi presento i miei riquadri o "quadrotti ad aree". 
L'idea è liberamente copiabile :-) Che vi sembra? 

PIanura con torrente tipo 1
terreno difficile con torrente tipo 1
Pianura Bombardata tipo 1
Pianura semplice tipo 1
Pianura semplice tipo 2
Collina tipo 1
Pianura con strada tipo 1
Pianura con strada tipo 2
Pianura con strada e torrente tipo 1

domenica 30 giugno 2013

Terreni - Parte 1 - Realizzazione di pianura continentale


Come realizzare i vostri terreni da wargame in modo semplice ed economico. In questo post: la pianura continentale. 

La pianura continentale 30 cm x 30 cm
Accostando vari rettangoli o quadrati di terreni si può così realizzare un tavolo da gioco più o meno complesso e variegato.

Materiali occorrenti
n.2 Vasetti da 250 g di colla vinilica;
n.1 Pannello isolante da costruzioni ad alta densità di sezione adeguata (al Vostro progetto) ;
n.1 Sacchetto di farina di polenta alimentare;
n.1 Vasetto di colore acrilico verde oliva (qui usato 69.1230.130 Easy Color 130 ml);
n.1 Vasetto di colore acrilico verde cadmio chiaro (qui usato 69.1190.130 Easy Color  130 ml);
n.1 Bomboletta di acrilico semi lucido trasparente;
Con queste quantità è possibile realizzare almeno 2 metri quadrati di terreno.

Attrezzi
n.2 pennelli di medie dimensioni e bassa qualità (uno per tutta la colorazione ed uno per la stesura della colla);
n.1 contenitore con acqua per la pulizia dei pennelli, per la diluizione della colla;
n.1 righello metallico per la precisione del taglio
n.1 cutter affilato per i tagli lineari 
n.1 seghetto termico per tagli circolari (per il terreno quadrato qui rappresentato non è stato usato)
Consigliati:
alcuni fogli di vecchi giornali da porre sotto il piano di lavoro (per evitare di sporcarlo e per facilitare il recupero della farina);
una tavola in legno per le operazioni di taglio;
guanti monouso in lattice a protezioni delle mani dalla colla e colori;
mascherina per le operazioni di colorazione a spruzzo (da eseguire in esterni).

Taglio
Una volta progettate le dimensioni in pianta del pannello (nella foto è stato realizzato un quadrato 30 cm di lato), riportate a matita con il righello sul pannello la forma da ritagliare, in modo da poterla seguire con la lama ed il righello. Riverificate sempre le dimensioni e le forme prima di procedere con il taglio: eventualmente correggete a matita le forme disegnate prima di tagliare. E' ora possibile ritagliare il pannello con un cutter ben affilato e con l'ausilio di un righello metallico (per forme particolari, circolari o olissoidi si può anche usare un seghetto a caldo per polistirolo). Per il taglio appoggiate il pannello su una superficie dura e liscia come una tavola di legno adatta allo scopo e a protezione del piano di lavoro (e dei mobili!!) e prestate la massima attenzione durante il taglio per la sicurezza delle vostre mani.

Incollaggio
Posizionate la sezione di isolante sul piano di lavoro sopra dei fogli di giornale al fine di non sporcare e recuperare la farina di polenta in eccesso eventualmente non incollata. Stendere mediante uno strato di colla vinilica su una faccia solamente di isolante: quella superiore. A questo punto stendete un velo di farina di polenta su tutta la superficie in abbondanza. Lasciate qualche minuto riposare, rivoltate il terreno e lasciate scivolare via la farina di polenta in eccesso sui giornali, quella aderente alla superficie rimarrà incollata su di essa. Recuperate la farina di polenta e lasciate riposare e asciugare per almeno un giorno. Il giorno successivo ribaltate nuovamente il pannello e spazzolate via con vigore mediante un pennello la farina di polenta che non ha fatto presa e recuperate la farina che eventualmente si è staccata. Prestate attenzione che parti di colla non siano scivolate sui bordi, se asciutte eliminatele con il cutter. Eventualmente ripetere l'incollaggio per eventuali parti di isolante non ricoperte da farina di polenta, come sopra. Utilizzate sempre guanti in lattice per non sporcarvi la mani.

Fissaggio
Una volta ricoperta tutta la faccia superiore della sezione di isolante con farina di polenta, procedete al fissaggio della "texturizzazione": passate sulla superficie increspata un velo con un pennello di colla vinilica diluita al 50% con acqua. La superficie così ottenuta una volta asciutta sarà completamente "vetrificata" e protetta. Utilizzate anche qui guanti in lattice per non sporcarvi la mani.

Colorazione
Stendete con un pennello una mano di colore acrilico verde oliva su tutte le superfici (anche i lati, quella inferiore di appoggio può rimanere anche non colorata). Generalmente i colori acrilici asciugano in tempi brevi, alcune ore. Lasciate asciugare questa mano e poi datene una seconda in modo da ottenere una superficie colorata omogenea e senza soluzione di continuità. Lasciate nuovamente asciugare anche questa mano di colore per almeno una giornata e passate alla parte più divertente (secondo me): la colorazione in pennello asciutto della superficie, metodo riconosciuto come dry brushing.
Con questa tecnica di colorazione, si usa il verde acrilico cadmio chiaro che si fisserà solo ed esclusivamente sulle parti in rilievo, lasciando il verde oliva di base visibile. In questa operazione intingete il pennello nel colore, poi passatelo più e più volte su un giornale per togliere il colore e quando sembra che non lo ceda più (e solo allora), passatelo allora ripetutamente sulla superficie da colorare. Ecco il miracolo: la superficie si colorerà solo nelle parti sporgenti lasciando il colore base a vista, una tecnica ormai antica ma di un effetto strabiliante.
L'asciugatura del tutto è in genere molto veloce con questa operazione (mezz'ora). A questo punto è possibile passare alla finitura. 

Finitura
Passate una mano di acrilico semi lucido trasparente spruzzato a bomboletta  a protezione di tutta la superficie. Utilizzate guanti in lattice per non sporcarvi la mani e la mascherina, eseguite queste operazioni sempre all'esterno in ambiente ben areato. Il terreno è completato! Lasciate asciugare e riposare in ambiente areato un'altro giorno.


Note

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