Un pò di me

Diciamo subito che ho superato di parecchio gli 'anta. Risalgo all'epoca gloriosa ed ormai superata dei: dischi in vinile, delle cabine telefoniche, del gettone, del servizio di leva, dei disegni tecnici con carta e china, delle calcolatrici a logica polacca inversa, dei regoli calcolatori, della guerra fredda e della Lira.

Correvano i meravigliosi anni ’70, quando i miei genitori mi regalarono la mia prima piccola scatola di soldatini d’Italia della Atlantic, nel negozio sotto casa. Li ricordo ancora bene come fosse ieri : allineati in fantasiose battaglie sul pavimento della mia cameretta, in tasca nei primi giochi di infanzia e abbandonati con l'adolescenza. Ho vissuto con tristezza la scomparsa dal mercato di quella prestigiosa azienda italiana, così come anni fa per quella della TbLine, creata da una grande persona. Un pò più grandicello entrai in un club locale, dove ho avuto l'occasione di apprendere le meravigliose tecniche dell'arte del modellismo: la pittura e l'autocostruzione. Uscii da quella esperienza molti anni dopo, avendo vissuto intensamente il particolare ambiente dei concorsi di modellismo statico. Solo molto più tardi negli anni, in avanzata maturità, ebbi occasione di avvicinarmi a qualcosa di simile e tuttavia diverso: i giochi da tavolo, il wargame ed il collezionismo dei soldatini di piombo dipinti. Devo ciò alla pazienza di un grande amico, con cui condivido anche la passione per la storia e per le escursioni, spesso quelle gastronomiche, ma non solo. Sono passati diversi anni dai primi soldatini che ho ricevuto in regalo. Vivo ora in un mondo per certi versi più semplice e tuttavia più complesso, forse freddo, sicuramente frenetico, fatto di: computer, internet, globalità mediatica, amicizie virtuali, cellulari, mp3, euro e questo meraviglioso hobby, mi accompagna ancora con entusiasmo, nelle rare occasioni di tempo libero che mi rimangono tra la famiglia, gli amici e la professione di ingegnere.

Alessandro, alias "Callaghan".

Amici

sabato 19 novembre 2011

Parker's Crossroads - Parte 7 (23 dicembre 1944)


23 dicembre 1944 - atto finale
Alle ore 4 del pomeriggio, dopo un susseguirsi di azioni minori, l'artiglieria tedesca iniziò un bombardamento a tappeto delle posizioni americane, bombardamento che durò una lunghissima ventina di minuti. Ammorbidite le difese, secondo il gergo militare, Weidinger attese l'arrivo della 7a compagnia panzerIV che giungeva da Houffalize per portare termine alla tenace resistenza americana. All'arrivo dei carristi, stanchi per la notte insonne, Weidinger ordinò a Gresiak di attaccare Baraque de Fraiture. Gresiak protestò formalmente perchè chiese di poter prima verificare le difese americane e far riposare gli uomini, ma non c'è tempo. Gli americani sono trincerati ed i carri camuffati dietro le case, aspettano risoluti il loro destino ma con la volontà di non cedere di un passo. Alle 4:20pm il II battaglione di granatieri corazzati attaccò nella neve con l'appoggio di 8 panzer IV, con direzione da sud-est, mentre il III battaglione attaccò da Samrée (secondo altre fonti non confermate con l'appoggio di un plotone di anticarro, secondo altre su cingolati sdkf 250). I sopravissuti americani e tedeschi raccontarono di un combattimento spaventoso, di una piccola battaglia ma combattuta con ogni mezzo. Alle ore 5 del pomeriggio i carri americani, pur senza possibilità di compiere movimenti tattici ristretti nella zona dell'incrocio, tentarono un ultimo disperato blitz per sfondare l'accerchiamento ma vennero eliminati ad uno ad uno; i fanti si ritirarono nel casolare di pietra principale ("l'Alamo") verso Manhy, per l'ultima disperata difesa, è la fine. Dopo un breve bombardamento del casolare, i difensori si arresero. Il combattimento cessò. Pochi americani riuscirono a scappare verso i boschi. La 7a compagnia panzer di H. Gresiak perdette metà degli effettivi: 4 panzer IV, due per il fuoco degli sherman e 2 per i colpi dei 105mm della batteria. Le perdite tra i panzergrenadier non è nota, ma probabilmente importante data la durezza dello scontro. Gli americani immolarono nella battaglia 17 carri di vario tipo, 4 autoblindo, 33 tra veicoli e soffrirono più di 200 tra caduti e dispersi. Solo 45 dei 116 fanti della compagnia F del Glyder Infantry riescirono a sfuggire alle SS e a raggiungere avventurosamente le linee americane. Per i tedeschi che avevano vinto la battaglia, la strada per Liegi era aperta, ma era una vittoria di Pirro. Il comando tedesco non riuscì a sfruttare il vantaggio di Baraque de Fraiture: dopo alcuni giorni, con il blitz a Manhay, il tempo cambiò repentinamente in meglio e permise agli aerei "cacciacarri" americani di alzarsi in volo ed elliminare il grosso delle forze corazzate sulle strade. L'aviazione americana, la mancanza di carburante e le alte perdite tedesche; di fatto fermarono l'aggiramento della 82a divisione aviotrasportata americana: iniziava il capitolo finale della battaglia delle ardenne: il contrattacco americano.

La mappa
E' liberamente tratta dai report e fotografie dell'epoca ai fini della creazione dello scenario: di libero utilizzo per il lettore.
Fonti

Nessun commento:

Note

Questo sito non costituisce una testata giornalistica e quindi non può essere considerato un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7 marzo 2001.

Le immagini riportate a corredo degli articoli sono - di volta in volta - di mia proprietà, di pubblico dominio o comunque utilizzate per scopi non commerciali. Gli eventuali detentori di diritti possono chiederne in qualsiasi momento la rimozione dal sito.