Un pò di me e di voi

Ho superato di parecchio gli 'anta e risalgo a quella epoca gloriosa che a tutti gli anziani sembra essere irripetibile. E' stata l'epoca del benessere economico italiano, del lavoro, fondamento di questo nostro paese, ma anche di piccole cose che sono ormai scomparse: i dischi in vinile, le cabine telefoniche, il gettone, il servizio di leva, i disegni tecnici con carta e china, le calcolatrici a logica polacca inversa, i regoli calcolatori, la guerra fredda, la Lira e i soldatini.

Correvano i meravigliosi anni ’70, quando i miei genitori mi regalarono la mia prima piccola scatola di soldatini d’Italia della Atlantic. Quanta nostalgia, li ricordo come fosse ieri. Ho vissuto con tristezza la loro scomparsa dal mercato, lo stesso dolore si è rinnovato non poco tempo fa con l'oblio della TbLine, creata da una grande persona, con grandi progetti che ho avuto l'onore di conoscere e di leggere anche su questo blog. Quando pò più grandicello entrai in un club locale, ho avuto l'occasione di apprendere le meravigliose tecniche del modellismo: la pittura a pennello, l'aerografo, l'autocostruzione ed anche la complessa vita da club. Sono uscito da questa esperienza molti anni dopo, prima di partire per il servizio militare, allora decisi di aver vissuto abbastanza intensamente l'ambiente dei concorsi e del modellismo statico. Più tardi, in avanzata maturità, ho avuto occasione di avvicinarmi al wargame ed al collezionismo dei soldatini di piombo dipinti e devo ciò alla fortuna di aver conosciuto un mio grande amico: Stefano, con cui condivido la passione per la storia, per le escursioni e non solo quelle gastronomiche. Questo blog è solo una piccola parte di me, quella nascosta, il mio libro dei ricordi, di idee che forse mai realizzerò ed un piccolo contributo per questo meraviglioso hobby che mi accompagna ancora nelle rare occasioni di tempo libero che mi rimangono tra la famiglia, gli amici e la professione di ingegnere.

Alessandro, alias "Callaghan".

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sabato 19 novembre 2011

Parker's Crossroads - Parte 7 (23 dicembre 1944)


23 dicembre 1944 - atto finale
Alle ore 4 del pomeriggio, dopo un susseguirsi di azioni minori, l'artiglieria tedesca iniziò un bombardamento a tappeto delle posizioni americane, bombardamento che durò una lunghissima ventina di minuti. Ammorbidite le difese, secondo il gergo militare, Weidinger attese l'arrivo della 7a compagnia panzerIV che giungeva da Houffalize per portare termine alla tenace resistenza americana. All'arrivo dei carristi, stanchi per la notte insonne, Weidinger ordinò a Gresiak di attaccare Baraque de Fraiture. Gresiak protestò formalmente perchè chiese di poter prima verificare le difese americane e far riposare gli uomini, ma non c'è tempo. Gli americani sono trincerati ed i carri camuffati dietro le case, aspettano risoluti il loro destino ma con la volontà di non cedere di un passo. Alle 4:20pm il II battaglione di granatieri corazzati attaccò nella neve con l'appoggio di 8 panzer IV, con direzione da sud-est, mentre il III battaglione attaccò da Samrée (secondo altre fonti non confermate con l'appoggio di un plotone di anticarro, secondo altre su cingolati sdkf 250). I sopravissuti americani e tedeschi raccontarono di un combattimento spaventoso, di una piccola battaglia ma combattuta con ogni mezzo. Alle ore 5 del pomeriggio i carri americani, pur senza possibilità di compiere movimenti tattici ristretti nella zona dell'incrocio, tentarono un ultimo disperato blitz per sfondare l'accerchiamento ma vennero eliminati ad uno ad uno; i fanti si ritirarono nel casolare di pietra principale ("l'Alamo") verso Manhy, per l'ultima disperata difesa, è la fine. Dopo un breve bombardamento del casolare, i difensori si arresero. Il combattimento cessò. Pochi americani riuscirono a scappare verso i boschi. La 7a compagnia panzer di H. Gresiak perdette metà degli effettivi: 4 panzer IV, due per il fuoco degli sherman e 2 per i colpi dei 105mm della batteria. Le perdite tra i panzergrenadier non è nota, ma probabilmente importante data la durezza dello scontro. Gli americani immolarono nella battaglia 17 carri di vario tipo, 4 autoblindo, 33 tra veicoli e soffrirono più di 200 tra caduti e dispersi. Solo 45 dei 116 fanti della compagnia F del Glyder Infantry riescirono a sfuggire alle SS e a raggiungere avventurosamente le linee americane. Per i tedeschi che avevano vinto la battaglia, la strada per Liegi era aperta, ma era una vittoria di Pirro. Il comando tedesco non riuscì a sfruttare il vantaggio di Baraque de Fraiture: dopo alcuni giorni, con il blitz a Manhay, il tempo cambiò repentinamente in meglio e permise agli aerei "cacciacarri" americani di alzarsi in volo ed elliminare il grosso delle forze corazzate sulle strade. L'aviazione americana, la mancanza di carburante e le alte perdite tedesche; di fatto fermarono l'aggiramento della 82a divisione aviotrasportata americana: iniziava il capitolo finale della battaglia delle ardenne: il contrattacco americano.

La mappa
E' liberamente tratta dai report e fotografie dell'epoca ai fini della creazione dello scenario: di libero utilizzo per il lettore.
Fonti

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