Un pò di me

Diciamo subito che ho superato di parecchio gli 'anta. Risalgo all'epoca gloriosa ed ormai superata dei: dischi in vinile, delle cabine telefoniche, del gettone, del servizio di leva, dei disegni tecnici con carta e china, delle calcolatrici a logica polacca inversa, dei regoli calcolatori, della guerra fredda e della Lira.

Correvano i meravigliosi anni ’70, quando i miei genitori mi regalarono la mia prima piccola scatola di soldatini d’Italia della Atlantic, nel negozio sotto casa. Li ricordo ancora bene come fosse ieri : allineati in fantasiose battaglie sul pavimento della mia cameretta, in tasca nei primi giochi di infanzia e abbandonati con l'adolescenza. Ho vissuto con tristezza la scomparsa dal mercato di quella prestigiosa azienda italiana, così come anni fa per quella della TbLine, creata da una grande persona. Un pò più grandicello entrai in un club locale, dove ho avuto l'occasione di apprendere le meravigliose tecniche dell'arte del modellismo: la pittura e l'autocostruzione. Uscii da quella esperienza molti anni dopo, avendo vissuto intensamente il particolare ambiente dei concorsi di modellismo statico. Solo molto più tardi negli anni, in avanzata maturità, ebbi occasione di avvicinarmi a qualcosa di simile e tuttavia diverso: i giochi da tavolo, il wargame ed il collezionismo dei soldatini di piombo dipinti. Devo ciò alla pazienza di un grande amico, con cui condivido anche la passione per la storia e per le escursioni, spesso quelle gastronomiche, ma non solo. Sono passati diversi anni dai primi soldatini che ho ricevuto in regalo. Vivo ora in un mondo per certi versi più semplice e tuttavia più complesso, forse freddo, sicuramente frenetico, fatto di: computer, internet, globalità mediatica, amicizie virtuali, cellulari, mp3, euro e questo meraviglioso hobby, mi accompagna ancora con entusiasmo, nelle rare occasioni di tempo libero che mi rimangono tra la famiglia, gli amici e la professione di ingegnere.

Alessandro, alias "Callaghan".

Amici

domenica 26 maggio 2013

Balestrieri Tergestini

Quattro nuove basette sono finalmente pronte, rappresentano balestrieri della città di Trieste, indossano cappelli di ferro, cotte di maglia e la potente balestra. Abbiamo ipotizzato che i piccoli scudi o "rotelle" che portavano al fianco si fregiassero dell'antico stemma di Trieste: l'alabarda bianca in campo rosso. La balestra era un'arma micidiale, costosa e tenuta in gran conto dai Triestini anche dopo la scoperta delle armi da fuoco.

"Era in questi tempi lodevoli trattenimenti in Trieste, per distrar dall'ozio li cittadini, apponendo per premio sei balestre alli vincitori nelle festività delli patroni, protettori dei giuochi pubblici, giostre ed arringhi, siccome si ricava da una pubblica supplica porretta al consiglio, l'anno 1413. Né sia maraviglia se per premio si dassero balestre, perchè queste erano arme romane, del cui sangue discendevano li triestini, e per esser arma inventata da' Fenici, donde vennero li primi abitatori di questo triestino terreno." (da Storia Cronografica di Trieste dalla sua origine sino all'anno 1695..di Vincenzo Scussa)

Vi erano in quei tempi della battaglia (1463) quattro categorie principali di armi cittadine: la lanzalonga (la lancia, destinata alla difesa delle fanterie contro la cavalleria), il vecchio pavese (grande scudo medioevale di posizione a protezione ciascuno di un balestriere e di un lanciere), le armi da getto (archi e sopratutto balestre) e da fuoco: "sciopeti" (archibugi)

Per quanto riguarda le balestre, leggiamo da (1) che già una ordinanza del 1357 imponeva ai giudici di Trieste di acquistare e di far acquistare 20 balestre per ciascun loro reggimento, fino alla costituzione di 100 armi, mentre a ciascun membro del consiglio maggiore incombeva l'obbligo di fornirsi della balestra ed inoltre ogni confraternita doveva acquistare una balestra a leva(1). 60 balestre inoltre dovevano essere acquistate dai coloni più abbienti delle ville di Ricmagne, Gasi, Borst, Bresec, Bagnoli, Preseriani, Creguiani, Sancti Odorici, Sancti martini, Barde Silvole (Servola),  i meno abbienti delle ville invece dovevano acquistare tabulatii (scudi), lancee, enses (spade). Si potrebbe pertanto presumere che nel 1463 vi potesse essere una forza a Trieste di almeno 160 balestrieri.

Riferimenti
(1)"Le milizie del comune di Trieste dal 1300 al 1550" di Paolo Marz.
(2) "Storia Cronografica di Trieste dalla sua origine sino all'anno 1695" di Vincenzo Scussa.

Nessun commento:

Note

Questo sito non costituisce una testata giornalistica e quindi non può essere considerato un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7 marzo 2001.

Le immagini riportate a corredo degli articoli sono - di volta in volta - di mia proprietà, di pubblico dominio o comunque utilizzate per scopi non commerciali. Gli eventuali detentori di diritti possono chiederne in qualsiasi momento la rimozione dal sito.