Un pò di me

Diciamo subito che ho superato di parecchio gli 'anta. Risalgo all'epoca gloriosa ed ormai superata dei: dischi in vinile, delle cabine telefoniche, del gettone, del servizio di leva, dei disegni tecnici con carta e china, delle calcolatrici a logica polacca inversa, dei regoli calcolatori, della guerra fredda e della Lira.

Correvano i meravigliosi anni ’70, quando i miei genitori mi regalarono la mia prima piccola scatola di soldatini d’Italia della Atlantic, nel negozio sotto casa. Li ricordo ancora bene come fosse ieri : allineati in fantasiose battaglie sul pavimento della mia cameretta, in tasca nei primi giochi di infanzia e abbandonati con l'adolescenza. Ho vissuto con tristezza la scomparsa dal mercato di quella prestigiosa azienda italiana, così come anni fa per quella della TbLine, creata da una grande persona. Un pò più grandicello entrai in un club locale, dove ho avuto l'occasione di apprendere le meravigliose tecniche dell'arte del modellismo: la pittura e l'autocostruzione. Uscii da quella esperienza molti anni dopo, avendo vissuto intensamente il particolare ambiente dei concorsi di modellismo statico. Solo molto più tardi negli anni, in avanzata maturità, ebbi occasione di avvicinarmi a qualcosa di simile e tuttavia diverso: i giochi da tavolo, il wargame ed il collezionismo dei soldatini di piombo dipinti. Devo ciò alla pazienza di un grande amico, con cui condivido anche la passione per la storia e per le escursioni, spesso quelle gastronomiche, ma non solo. Sono passati diversi anni dai primi soldatini che ho ricevuto in regalo. Vivo ora in un mondo per certi versi più semplice e tuttavia più complesso, forse freddo, sicuramente frenetico, fatto di: computer, internet, globalità mediatica, amicizie virtuali, cellulari, mp3, euro e questo meraviglioso hobby, mi accompagna ancora con entusiasmo, nelle rare occasioni di tempo libero che mi rimangono tra la famiglia, gli amici e la professione di ingegnere.

Alessandro, alias "Callaghan".

Amici

mercoledì 12 giugno 2013

Quel giorno sul Monte Matajur

Da: Axis History Forum (3)
Monte Matajur, montagna delle prealpi Giulie alta 1641 m sul livello del mare. Quasi cento anni fa, questo monte del Friuli Venezia Giulia  fu il teatro di una battaglia controversa, poco nota e dai risvolti a me inediti. Correva l'ottobre del 1917, nel mezzo della grande guerra, sul fronte della 2a armata italiana, durante la battaglia di sfondamento austro tedesca di Caporetto. L'altura del Matajur faceva parte dell'ultima altura difensiva italiana, contro le divisioni austroungariche e tedesche che stavano per dilagare fino al Piave. Al di la di essa la pianura. Alla sua difesa era stata destinata, dal Comando Italiano in fibrillazione per gli avvenimenti, la Brigata Salerno del Generale Zoppi. La brigata di sei battaglioni, partita da Bassano il 22 ottobre del 1917 aveva completato dopo varie peripezie lo schieramento sulla cima, appena tre giorni dopo e giusto in tempo per ricevere l'assalto tedesco.
Il Monte Matajur era privo di trincee, reticolati o opere di difesa: si profilava un impresa ardua per la Brigata Salerno: lo avrebbe dovuto difendere praticamente in campo aperto, senza supporti o artiglieria, da sola. Non un eccezione all'inizio della grande guerra italiana, sicuramente lo ora in quele ore e dopo tre anni di guerra. Inedita fu la modalità di attacco degli avversari. Inedito e straordinario al confronto della mentalità ottusa degli attacchi frontali italiani "garibaldini" sul carso. Gli avversari erano truppe tedesche fresche della 12a Divisione Slesiana e dell'Alpenkorps Bavarese.  In questi reparti combatteva un ufficiale che sarebbe presto divenuto celebre per le sue abilità al comando e molto tempo dopo per questa impresa: Erwin Rommel. E' lo stesso Rommel che nella seconda guerra mondiale sarebbe divenuto il famoso generale stimato anche dagli avversari e benevolmente chiamato "la Volpe del Deserto". Le truppe italiane erano quindi schierate sul Monte Matajur la mattina del 25: 90° Rgt (reggimento) sulla cresta con tre battaglioni, 89° Rgt con tre battaglioni a mezza costa a quota 700 m, isolati e privi di collegamento a sinistra e destra. Ricorda l'ultima difesa degli Spartani alle Termopili. La manovra tedesca operò con una tattica innovativa per quegli anni. Tattica mobile e di aggiramento: frontale tra le due linee difensive con infiltrazione di piccole truppe d'assalto dell'Alpenkorps e aggiramento da Nord, lungo le valli di Natisone, della 12a divisione Slesiana.
Soldati della 12a Divisione Slesiana a Caporetto
La 12a divisione giunse perciò fino alle spalle del 90° Rgt della Salerno. Erano manovre precursorie della BlitzKrieg della seconda guerra mondiale. Avvenne pertanto quello che doveva accadere. A conquistare la cima non fu, però, come inizialmente decretò il comando tedesco, le unità del tenente Schieber che fu anche decorato con la croce al merito per l'operazione, (era comandante della 4 compagnia del 63° Rgt della 12a divisione), ma Rommel, che solo dopo vibrate proteste e rimostranze al Comando riuscì a dimostrare e farsi accreditare la sua vittoria, tuttavia non la medaglia. Allo stesso modo un altra controversia tremenda fuori campo si strascinò per anni da parte italiana. In linea generale i Comandi Italiani, lontani dal fronte, carenti di informazioni e ingessati talvolta nelle decisioni, non riuscirono a cogliere la situazione, gli errori di comando e la mancanza di reazione noti tuttavia i piani tedeschi di Caporetto. E' come se per anni non si riuscisse ad accettare che Caporetto fosse stata una straordinaria operazione militare tedesca, aiutata purtroppo anche da errori di comando italiani. Il Comando Italiano cercò i suoi capi espiatori, i colpevoli, a cui addossare le colpe di quella allora tragedia: il tutto si volle far ricadere sulle truppe combattenti. Oggi questo scandalo fa rabbrividire ed inorridire. Solo la commissione di inchiesta italiana, di molto sucessiva, riguardante Caporetto rivalutò anche le operazioni della brigata Salerno, appena dopo anni , dopo essere stati tacciati di codardia e delle più infamanti e ingiuste insinuazioni di viltà di fronte il nemico, i soldati, dopo anni di massacri inutili sul carso si misero sulle spalle anche queste colpe. Alla luce di quanto sopra la realtà, per i comandanti di allora incredibile, era un'altra. La brigata, nonostante le posizioni insostenibili, in assenza di artiglieria, trincee e difese, senza rinforzi, collegamenti, con la sola fanteria e le poche miragliatrici, resistette finchè potè, in campo aperto inviata com'era a respingere da sola un nemico inarrestabile. Le prime linee a Caporetto erano cadute per errata disposizione dei reparti, per i bombardamenti a gas, per l'assenza dell'intervento dell'artiglieria: un disastro dopo l'altro. I soldati non avevano colpe. Solo molto tardi li si rivalutò, grazie ai diari di reggimento: la Salerno si ritirò anche in perfetto ordine, solo dopo aver perso quasi tutti gli effettivi, dopo che le forze preponderanti tedesche e la nuova modalità di attacco delle truppe d'assalto, assolutamente sconosciuta ai fanti italiani, li sopraffecero. Sopravissero  20 ufficiali e 387 soldati del 89° e  8 ufficiali e 400 soldati del 90° dopo quel 25 ottobre. Chissà poi quanti di essi sopravvissero alla guerra...Matajur 1917: storia controversa, inedita e ancora poco nota.

Scrisse poi il generale Zoppi della Salerno:
"Pretendere che i soldati, in quelle vicende, facciano della strategia e della grande tattica può essere un bel sogno di chi non ha mai provato lo strazio mentale di essere nell'impossibilità di sapere...pretendere che il soldato aggirato e sorpreso, ossia vinto ancor prima di combattere, sappia col suo valore rovesciare una situazione inesorabilmente compromessa, è follia." (2).

Sono stato lassù. Su quella cima, dove allora si udiva il rombo della guerra, oggi si gode la tranquillità assoluta e la vista, in assenza di nubi, spazia all'infinito per regalare una emozione che toglie il fiato.

1) da Monte Matajur relazione storica
2) Isonzo 1917 di Mario Silvestri
3) Axis History

2 commenti:

Chris Stoesen ha detto...

Very interesting post. This whole front seems very hard to model on a table top given the mountainous nature of the front.

I looked for this on Google maps. Is this the right place: 46.212418,13.529656 ?

Alessandro "Callaghan" ha detto...

Hi Chris!
Perfect: 46.212418,13.529656!

With Stefano we are studying the topic in perspective of the centenary 1917-2017! Let's see what we can produce .. :-)

We feel about your beautiful work. :-)

Note

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