Un pò di me

Diciamo subito che ho superato di parecchio gli 'anta. Risalgo all'epoca gloriosa ed ormai superata dei: dischi in vinile, delle cabine telefoniche, del gettone, del servizio di leva, dei disegni tecnici con carta e china, delle calcolatrici a logica polacca inversa, dei regoli calcolatori, della guerra fredda e della Lira.

Correvano i meravigliosi anni ’70, quando i miei genitori mi regalarono la mia prima piccola scatola di soldatini d’Italia della Atlantic, nel negozio sotto casa. Li ricordo ancora bene come fosse ieri : allineati in fantasiose battaglie sul pavimento della mia cameretta, in tasca nei primi giochi di infanzia e abbandonati con l'adolescenza. Ho vissuto con tristezza la scomparsa dal mercato di quella prestigiosa azienda italiana, così come anni fa per quella della TbLine, creata da una grande persona. Un pò più grandicello entrai in un club locale, dove ho avuto l'occasione di apprendere le meravigliose tecniche dell'arte del modellismo: la pittura e l'autocostruzione. Uscii da quella esperienza molti anni dopo, avendo vissuto intensamente il particolare ambiente dei concorsi di modellismo statico. Solo molto più tardi negli anni, in avanzata maturità, ebbi occasione di avvicinarmi a qualcosa di simile e tuttavia diverso: i giochi da tavolo, il wargame ed il collezionismo dei soldatini di piombo dipinti. Devo ciò alla pazienza di un grande amico, con cui condivido anche la passione per la storia e per le escursioni, spesso quelle gastronomiche, ma non solo. Sono passati diversi anni dai primi soldatini che ho ricevuto in regalo. Vivo ora in un mondo per certi versi più semplice e tuttavia più complesso, forse freddo, sicuramente frenetico, fatto di: computer, internet, globalità mediatica, amicizie virtuali, cellulari, mp3, euro e questo meraviglioso hobby, mi accompagna ancora con entusiasmo, nelle rare occasioni di tempo libero che mi rimangono tra la famiglia, gli amici e la professione di ingegnere.

Alessandro, alias "Callaghan".

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lunedì 26 dicembre 2011

Lo scontro sul fiume OSPO - Trieste 1615


Cari Lettori,
Il prossimo scenario che affronteremo ha come soggetto un piccolo scontro tra fanterie durante la "Guerra di Gradisca" del 1615. Lo scontro ebbe luogo nella valle delle noghere attraversata dal "Rio Ospo", vicino al paesino di Ospo, nell' ottobre del 1615. Oggi il paesino di Ospo si trova in Slovenia. Gli storici dell'epoca  raccontano:
"La repubblica (di Venezia n.d.r.) , il mese di Agosto 1615, con editto pubblico levò il traffico per terra alli sudditi arciducali; onde insolenti gli albanesi delle armanizze, molestano li pescatori di Trieste, inseguitandoli quasi sotto la città, e smontando nelle parti più remote del territorio, depredavano a lor piacere. Non mancava Venezia ammassar soldatesca in Istria, affine di disfar le saline de' triestini in Zaulis, con disegno anche di rovinare la giurisdizione di santo Servolo. Siccome li 8 Ottobre, Giovanni Corellio, con buon numero di gente veneta assalì e depredò Potgoria, villaggio sottoposto a detta giurisdizione, della quale essendo patrone l'illustrissimo signore, allora barone Benvenuto Petaz, poi onorato con titolo di conte, fatto processo, bandisce con taglia li depredatori.
Benedetto da Lezzeprovveditore veneto, persuaso dal Corellio, alquanti giorni dopo mandò due insegne di fanteria verso santo Servolo per depredare le ville confinanti. Del che avvertito il barone Petaz, spedì colà avanti l'alba, da Trieste, duecentocinquanta archibugieri , i quali incontratisi appresso Ospo con li veneti, s' attaccò fiero assalto, nel quale morì un tedesco, ed un altro restò ferito. Dei veneti uccisi sei, feriti quattro."
Da "Storia cronografica di Trieste dalla sua origine sino all'anno 1695" di Vincenzo Scussa.

Lo scenario è riportato sopra. Il fiume Ospo, basso e attraversabile ovunqe, taglia in due il campo di battaglia. Gli argini del fiume sono coperti di erbusti attraversabili dalle fanterie. Ipotizziamo che lo scontro sia avvenuto nei pressi di un vecchio mulino posizionato all'incrocio della strada principale di Ospo con una vecchia carrareccia, proveniente dal paesino di S.Servolo (l'attuale Socerb). I veneti precedentemente avevano saccheggiato Podgorje e raggiunto il paesino di Ospo lo sorpassarono per attaccare le ville intorno a S. Servolo . Gli arciducali invece scendono da S.Servolo.  I veneti si posizionano per primi. Gli arciducali per secondi, in ogni caso la distanza in "cm" dei due eserciti dal mulino dovrà essere la stessa, in modo da bilanciare lo scenario!. I veneti, nella loro salita verso S.Servolo dovranno tentare di saccheggiare il mulino, gli arciducali dovranno fermarli e a mali estremi bruciare il mulino in modo che il grano non cada in mani venete...Lo scontro è tra fanterie in terreni bucolici pianeggianti circondati da boschi, fiumi, paludi.
ARMY LIST
Veneti
- "Due insegne di fanteria" (1 compagnia di archibugieri e una di moschettieri + 2 comandanti);
- (comandante a cavallo);
Arciducali 
- "duecentocinquanta archibugieri" (2 compagnie di archibugieri + 2 comandanti);
- ( comandante a cavallo);
Obiettivi:
veneti: depredare il mulino  oppure eliminare almeno il 50% delle basette avversarie;
arciducali: bruciare il mulino e eliminare almeno il 50% delle basette avversarie;

Regole addizionali
Bruciare il mulino
a) Per bruciare il mulino basta che due proprie basette vi siano adiacenti (non interne). Il giocatore tira due dadi e se fa un doppio ha distrutto il mulino (es: ottiene 2 uni o 2 due o 2 tre etc); 
b) La distruzione del mulino distrugge automaticamente basette interne;
c) Il mulino depredato può essere bruciato;
Depredare il mulino
a) Per depredare il mulino basta che due proprie basette  siano all'interno (non adiacenti). Il giocatore tira due dadi e se fa un doppio ha depredato il mulino (es: ottiene 2 uni o 2 due o 2 tre etc);
b) Il "sacco" del mulino non ha effetti di distruzione sugli avversari;
c) Il mulino  bruciato non può essere depredato;

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