Un pò di me e di voi

Ho superato di parecchio gli 'anta e risalgo a quella epoca gloriosa che a tutti gli anziani sembra essere irripetibile. E' stata l'epoca del benessere economico italiano, del lavoro, fondamento di questo nostro paese, ma anche di piccole cose che sono ormai scomparse: i dischi in vinile, le cabine telefoniche, il gettone, il servizio di leva, i disegni tecnici con carta e china, le calcolatrici a logica polacca inversa, i regoli calcolatori, la guerra fredda, la Lira e i soldatini.

Correvano i meravigliosi anni ’70, quando i miei genitori mi regalarono la mia prima piccola scatola di soldatini d’Italia della Atlantic. Quanta nostalgia, li ricordo come fosse ieri. Ho vissuto con tristezza la loro scomparsa dal mercato, lo stesso dolore si è rinnovato non poco tempo fa con l'oblio della TbLine, creata da una grande persona, con grandi progetti che ho avuto l'onore di conoscere e di leggere anche su questo blog. Quando pò più grandicello entrai in un club locale, ho avuto l'occasione di apprendere le meravigliose tecniche del modellismo: la pittura a pennello, l'aerografo, l'autocostruzione ed anche la complessa vita da club. Sono uscito da questa esperienza molti anni dopo, prima di partire per il servizio militare, allora decisi di aver vissuto abbastanza intensamente l'ambiente dei concorsi e del modellismo statico. Più tardi, in avanzata maturità, ho avuto occasione di avvicinarmi al wargame ed al collezionismo dei soldatini di piombo dipinti e devo ciò alla fortuna di aver conosciuto un mio grande amico: Stefano, con cui condivido la passione per la storia, per le escursioni e non solo quelle gastronomiche. Questo blog è solo una piccola parte di me, quella nascosta, il mio libro dei ricordi, di idee che forse mai realizzerò ed un piccolo contributo per questo meraviglioso hobby che mi accompagna ancora nelle rare occasioni di tempo libero che mi rimangono tra la famiglia, gli amici e la professione di ingegnere.

Alessandro, alias "Callaghan".

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mercoledì 28 dicembre 2011

Questo stato d'animo


Lo scritto che segue è del mio amico Roby di Lecce, in arte lo conoscete come "robpask", autore di interessanti regolamenti di gioco, di un ottimo blog che vi invito a seguire e di un bellissimo articolo sulla rivista di Dadi e Piombo che vi consiglio di leggere. Con Roberto, così come con Stefano che saluto ancora, ho molte cose in comune e spesso, essendo la distanza il limite che ci separa, ci troviamo via mail alla sera per discutere di tante cose e non solo di wargame. Ebbene proprio ieri, cogliendolo forse alla sprovvista, gli ho chiesto di rivelarmi cosa sia per lui questo hobby. Ho trovato in questa risposta il significato che anche io sentivo. Credo che il suo pensiero definisca bene i termini delle "regole del gioco", il divertimento che ciascuno di noi cerca, nell'hobby o nella vita.La vita è quella che noi ci costruiamo. Ecco, io, con il suo permesso, ve lo posto così come sta, nella sua forma originale e vi auguro buona lettura e buon anno, a presto Alex Callaghan:

La domanda più maliziosa che un wargamer può fare ad un altro wargamer è la seguente: “Cos’è il Wargame?”.
Trovare una risposta è faticoso.
E’ un hobby? E’ una passione? E’ cultura? E’ socialità? E’ autodisciplina? E’ passatempo? E’ lavoro? E’ puro divertimento? E’ fatica?
Non saprei. Probabilmente è questo e tanto altro.
Per certo, è uno “stato d’animo”.
Lo so che la cosa è un tantino spiazzante ma è come chiedere ad un viaggiatore vero cos’è il Viaggio: non riuscirà a definirlo, ma piuttosto vi descriverà “come lo fa sentire”.
Ed è lo stesso per il Wargamer: il suo hobby conta per le sensazioni che gli fa provare:
la mente sempre in movimento, alla ricerca del suo personale Sacro Graal (il gioco perfetto);
la passione per le storie del passato, da catturare e rivivere su un tavolo;
la cosciente illusione di poter cambiare le scelte di grandi e piccoli condottieri su campi di battaglia di legno e feltro;
la birra, le patatine, le pacche sulle spalle, il linguaggio cameratesco e un po’ goliardico del club;
la piacevole solitudine delle serate passate a dipingere in un garage che sa un po’ troppo di umido.
All’amico che mi ha fatto questa terribile domanda rispondo: tutto sommato il Wargame è come guardarsi allo specchio, in una sorta di piacevole autoanalisi. E’ lì che si riflette il tuo carattere di persona creativa, qualunque cosa questo significhi ed in qualunque maniera si manifesti.

di Roberto Pascali

9 commenti:

Roby ha detto...

Ale, grazie.
Onorato di far parte del tuo Blog.

Roby

Roby ha detto...

Ale, grazie.
Onorato di far parte del tuo Blog.

Roby

Alessandro "Callaghan" ha detto...

Grazie a te per il bellissimo pensiero, ciao e a presto.. come sempre :-)

Riccardo Masini ha detto...

Bellissimo post per un bellissimo blog, che scopro solo ora... Ti seguirò con piacere!

Riccardo Masini ha detto...

Bellissimo post per un bellissimo blog, che scopro solo ora... Ti seguirò con piacere!

Alessandro "Callaghan" ha detto...

Ciao Riccardo!
Grazie di tutto, benvenuto e spero di non deluderti!
Alex

Fako ha detto...

fantastico post. A volte è bello sapere di pensarla come qualcun'altro!

Roby ha detto...

Grazie Fako.
Credo che ci sia tutto un mondo parallelo di wargamers che condivide questo tipo di sensazioni.

Alessandro "Callaghan" ha detto...

Grazie Fako,
A presto!

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