Un pò di me

Diciamo subito che ho superato di parecchio gli 'anta. Risalgo all'epoca gloriosa ed ormai superata dei: dischi in vinile, delle cabine telefoniche, del gettone, del servizio di leva, dei disegni tecnici con carta e china, delle calcolatrici a logica polacca inversa, dei regoli calcolatori, della guerra fredda e della Lira.

Correvano i meravigliosi anni ’70, quando i miei genitori mi regalarono la mia prima piccola scatola di soldatini d’Italia della Atlantic, nel negozio sotto casa. Li ricordo ancora bene come fosse ieri : allineati in fantasiose battaglie sul pavimento della mia cameretta, in tasca nei primi giochi di infanzia e abbandonati con l'adolescenza. Ho vissuto con tristezza la scomparsa dal mercato di quella prestigiosa azienda italiana, così come anni fa per quella della TbLine, creata da una grande persona. Un pò più grandicello entrai in un club locale, dove ho avuto l'occasione di apprendere le meravigliose tecniche dell'arte del modellismo: la pittura e l'autocostruzione. Uscii da quella esperienza molti anni dopo, avendo vissuto intensamente il particolare ambiente dei concorsi di modellismo statico. Solo molto più tardi negli anni, in avanzata maturità, ebbi occasione di avvicinarmi a qualcosa di simile e tuttavia diverso: i giochi da tavolo, il wargame ed il collezionismo dei soldatini di piombo dipinti. Devo ciò alla pazienza di un grande amico, con cui condivido anche la passione per la storia e per le escursioni, spesso quelle gastronomiche, ma non solo. Sono passati diversi anni dai primi soldatini che ho ricevuto in regalo. Vivo ora in un mondo per certi versi più semplice e tuttavia più complesso, forse freddo, sicuramente frenetico, fatto di: computer, internet, globalità mediatica, amicizie virtuali, cellulari, mp3, euro e questo meraviglioso hobby, mi accompagna ancora con entusiasmo, nelle rare occasioni di tempo libero che mi rimangono tra la famiglia, gli amici e la professione di ingegnere.

Alessandro, alias "Callaghan".

Amici

venerdì 30 dicembre 2011

Ospo 1615 ed i pirati Uscocchi

Abbiamo lasciato i tedeschi della guarnigione di Trieste in marcia verso Ospo. Nel castello di S. Servolo, che oggi è situato in Slovenia su un crinale del monte Carso, erano di stanza formidabili truppe Uscocche al comando di una personalità di spicco, un certo Barone Benvenuto Petazzi. Chi erano gli Uscocchi? Gli Uscocchi erano popolazioni originarie della Bosnia Erzegovina che erano migrate sulla costa della dalmazia per sfuggire al pericolo dei Turchi. Erano popolazioni cristiane, i testi li descrivono come buoni combattenti e mercenari leali che stanziatisi sulle coste del mediterraneo, con il beneplacito dell'arciduca d'Austria svolsero prima una lunga guerra di corsa contro i battelli veneti poi una guerra di fanteria al comando degli arciducali. 

"Coraggiosi e fieri sulle loro agili imbarcazioni leggere minacciavano il dominio della repubblica di venezia nel mediterraneo" Pirati!

Di fatto l'arciducato d'Austria e il Venezia si disputavano da almeno un secolo le rotte commerciali del sale e delle spezie nell'alto mediterraneo; Trieste e tutta la zona Istriana e Giuliana erano zone di continui e ripetuti scontri e zuffe armate per il controllo dei territori. Gli assalti degli uscocchi alle navi venete erano visti con un occhio di favore dall'arciduca che li proteggeva forse in incognito, di fatto svolgevano in favore suo una guerra di corsa. Tuttavia furono proprio questi saccheggi che diedero il pretesto a Venezia, dopo annali tentativi diplomatici, di risolvere una volta per tutte e con le armi il problema degli Uscocchi nel mediterraneo. Va detto che Venezia "Non è da guerra", come scrivevano gli storici, la decisione di passare alle armi fu certamente molto dibattuta, più che altro per le ovvie ragioni economiche e di rapporto costi/convenienza. Infatti fu l'inizio di una grande guerra che durò a lungo: all'epoca venne addirittura chiamata la "Guerra degli Uscocchi"o di "Gradisca" o del Friuli, essa durò dal 1615 al 1618. Fu effettivemente una grande guerra: vi combatterono eserciti di tutta europa: veneti, tedeschi, austriaci,croati, dalmati, inglesi e perfino olandesi. Essendo Venezia notoriamente una superpotenza marittima, gli uscocchi furono dapprima assoldati quali mercenari dagli arciducali e poi formarono delle unità di fanteria regolare molto combattive e temute. Pochi inoltre sanno che proprio il castello di S.Servolo sopra la piana di Zaule vicino Trieste, era difeso da una di queste unità. I Veneti pertanto fecero di tutto e inutilmente per conquistarlo durante l'inizio della Guerra. Il castello, dominando le strade commerciali, era una spina nel fianco per i commerci veneti. Tale forte allora apparteneva ad una personalità di Spicco nella nobiltà Triestina, il suo nome era Barone Benvenuto Petazzi. Il Petazzi era un ufficiale militare oltre che personalità politica e allo scoppiare della Guerra intraprese uno scontro "personale" con il provveditore veneto Benedetto da Lezze e le sue unità mandate da Venezia per far guerra. La storia narra di eventi quasi comici, scambi di cartelli piantati negli alberi dove i due si accusavano a vicenda, scambi di missive, colpi di spingarde a bruciapelo etc. Difatto si saccheggiarono a vicenda i territori confinanti, bruciarono case e distrussero granai, saline e cantine. Prima passava l'uno, poi ritornavano gli altri. E ogni volta il vino spariva..Tutto fino ai primi veri scontri a Fuoco: Ospo, Corgnale eppoi la Battaglia di Zaule del 24 novembre 1615: questa però fu una vera battaglia campale ed una catastrofe per i veneziani.  Dicevamo degli Uscocchi: qui rappresentati nelle consone miniature in 15mm in cui si vedono i particolari vestiti dell'epoca in cui il Rosso ed il Bianco maggiormente compaiono essendo i colori nazionali. Gli assalti all'arma bianca erano la loro specialità come le imboscate. Gli uscocchi sembra non presero parte alla battaglia di Ospo: vennero mandati incontro i 250 tedeschi, ma al loro ritorno e li scortarono verso S.Servolo da dove ripartirono per altre incursioni in terreni veneti.Gli uscocchi erano armati di archibugi,  spade e varie terribili armi bianche, non portavano corazze, ma particolari copricapi, quasi a sembrare dei fez turchi. Certamente gli storici di parte, vaneti o arciducale pendevano ciascuno dalla propria parte nel descriverli. Per i veneti tali popolazioni erano il puro male da debellare. Per i tedeschi il loro aspetto era fiero incuteva gran timore nei nemici, di sentimenti molto orgogliosi ed un alto senso dell'onore. La verità certamente sta nel mezzo, di sicuro sono forse l'unico esempio di pirati nel 1600 nella zona Giulia, Istriano, Dalmata. I Pirati Dalmati.

3 commenti:

Roby ha detto...

Penso che mi sia sfuggito (forse ho letto troppo velocemente), ma non ho capito con che Regolamento state giocando questo scenario.

Roby

Alessandro "Callaghan" ha detto...

Non ti è sfuggito, non l'avevo ancora scritto. Per questo periodo giocavamo con "Action", regolamento molto bello e gratuito di perfectcaptain:

http://perfectcaptain.50megs.com/vcactions.html

Roby ha detto...

Devo ammettere che i regolamenti di Perfect Captain mi hanno sempre un po' intimorito.
Cmq grazie.

Note

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